Il volume indaga il lavoro flessibile nei suoi aspetti socialmente più problematici e sotto il profilo della molteplicità degli ambiti di vita coinvolti. Da qui la scelta di analizzare il fenomeno nel Mezzogiorno, in cui la domanda di lavoro presenta drammatiche strozzature dal punto di vista quantitativo e qualitativo, e di indagare i percorsi di lavoro di giovani e giovani-adulti che hanno scelto di costruire una famiglia in condizioni di insicurezza lavorativa.
Il volume raccoglie ricerche che indagano i presupposti, la nascita e lo sviluppo delle famiglie omogenitoriali, e altri testi che possono essere d’aiuto a madri lesbiche, padri gay, aspiranti genitori, figlie e figli... Un testo essenziale per quanti sono impegnati nelle professioni legali, psicologiche, sociali ed educative, ma destinato a tutti, in una fase storica in cui il dibattito politico e sociale in Italia sembra essere concentrato sul “giudicare” una realtà spesso sconosciuta e mistificata.
Una riflessione sulla crisi della sovranità, che non risiede più nelle mani dello Stato, della politica o degli organismi sovranazionali, ma slitta sempre più in alto, nel potere incontrollato della finanza internazionale, con flussi e ricatti di potere che non hanno precedenti nella storia dell’Occidente. La categoria nazionale dei “tecnici” risulta così legittimata dai ristretti circuiti della nuova sovranità.
Attraverso la considerazione di alcune categorie tradizionalmente indagate nel dibattito sociologico (socievolezza, scambio, dono, gratuità) e l’analisi di alcuni casi significativi, il volume si focalizza sulle modalità di relazione socievole realizzate dall’individuo contemporaneo.
Il Percorso Nascita è un progetto che accompagna la donna, la coppia e poi il neonato, dalla gravidanza ai primi anni di vita del piccolo. Il progetto narrato, frutto dell’esperienza nel territorio forlivese, connette la dimensione sanitaria con quella sociale, i servizi territoriali con quelli ospedalieri, ponendo particolare attenzione alla promozione, alla prevenzione ma anche alla tutela e alla cura nelle situazioni di rischio e vulnerabilità.
Una panoramica aggiornata sullo “stato di salute” della famiglia attraverso un percorso storico che ne delinea l’evoluzione fino a oggi, con una particolare attenzione alla gestione della crisi, all’entità dei divorzi e delle separazioni, alle loro cause e ai loro effetti sulle parti interessate. Il testo riporta inoltre le indagini ISTAT sull’entità dei divorzi e delle separazioni in ambito nazionale e regionale.
Il volume tenta di combattere pregiudizi e opinioni che favoriscono, attraverso etichettazioni arbitrarie, la messa in atto di comportamenti legati al bullismo. Tali comportamenti vengono talvolta fatti derivare da un presunto cambiamento antropologico dei giovani, definiti “figli del nichilismo”, privi di ogni traccia di pensiero riflessivo, sentimenti e morale… Si tratta di “verità” quasi indiscutibili, che si configurano come spiegazioni/giustificazioni utili per nascondere o camuffare la realtà.
Il volume presenta la sezione pugliese della ricerca “Itagen2”, un’indagine, svolta in 50 scuole superiori di primo grado della regione su un campione di quasi 1.500 alunni, che studia, in un’ottica comparativa, la crescente presenza di figli di immigrati nelle classi scolastiche, analizzando gli elementi di omogeneità ed eterogeneità con gli studenti italiani.
Un’analisi della famiglia italiana, alle prese con una società sempre più selettiva e competitiva, che tende a classificare come “socialmente” irrilevanti dimensioni di vita quotidiana come amori, responsabilità e solidarietà reciproca. Uscita ancora solida dalla Seconda guerra mondiale, dagli anni ’70 la famiglia italiana entra nella turbolenza della post-modernità, di cui sperimenta vantaggi e costi.
I ritmi dell’esperienza umana hanno raggiunto oggi livelli parossistici e la percezione della mancanza di tempo è generalizzata, generando una diffusa insicurezza e incapacità di progettare il futuro. Il volume offre una serie di riflessioni sul tempo e la mancanza di tempo, invitando a un percorso tra suggestioni e rigore analitico, dalle cause alle rovinose conseguenze di questo stato di cose.
La riflessione del Censis “Un mese di sociale/2011” si focalizza sulla profonda crisi sociale che stiamo attraversando, che manifesta sempre più una natura antropologica, con un disagio individuale e un ripiegamento collettivo che non si lasciano interpretare attraverso i consueti schemi dell’analisi sociale ed economica.
Il volume riafferma il compito educativo primario della famiglia e richiama l’esigenza che l’intera comunità sociale sostenga i genitori nel loro impegno educativo, soprattutto in situazioni di difficoltà, come il confronto con la disabilità, la devianza, la fragilità dei figli nelle loro diverse fasi evolutive.
Quali sono oggi le dinamiche parentali in zone microimprenditoriali relativamente coese? Quali le possibili forme di policy da adottare da parte degli attori istituzionali locali e nazionali? Su questi interrogativi si sviluppa il volume, soffermandosi sui profondi processi di crisi e riorganizzazione economica e sulle radicali trasformazioni negli orientamenti culturali e negli stili di vita delle persone.
Il volume, frutto di un’indagine realizzata nella Provincia di Trento, cerca di individuare, attraverso una rigorosa integrazione teorica, sia le variabili che intervengono nel contesto e nell’esperienza dei conflitti violenti in ambito di coppia, per accertare il loro eventuale ruolo predittivo del fenomeno in questione, sia i fattori protettivi che nelle dinamiche relazionali fanno optare per strategie negoziali a fronte di conflitti.
Attraverso le pratiche, i desideri, le aspirazioni dei giovani di “seconda generazione”, il volume riflette sulle nuove forme di costruzione dell’identità in uno scenario di crescente globalizzazione. Fa da sfondo in particolare l’area metropolitana di Napoli, con la sua specificità derivante dalla più elevata transitorietà della presenza immigrata e dalla maggiore precarietà dell’inserimento lavorativo della componente immigrata della forza lavoro.
Il volume evidenzia l’attenzione rilevante che la sociologia manifesta verso i problemi della famiglia. Recuperando un certo gap che tale disciplina aveva accumulato nei decenni passati, il testo presenta i concetti fondamentali degli autori classici per verificare gli elementi di continuità e/o discontinuità che esistono tra gli studiosi presenti e i padri fondatori della sociologia.
Povertà, rischio di impoverimento e disagi cambiano volto a Torino, Roma e Napoli, perché dipendono dalla vocazione economico-produttiva dei territori, dal mercato del lavoro, dalla demografia, dalla struttura e composizione delle famiglie, dalla presenza degli immigrati, dalle caratteristiche del welfare locale. L’indagine approfondisce queste differenze con gli strumenti della ricerca qualitativa e l’ausilio di dati statistici e amministrativi di contesto, soffermandosi su una vasta pluralità di situazioni e processi della crisi.
Il Sannio beneventano, che comincia a fare i conti con la crisi da trasformazione dei modelli relazionali e familiari, si presenta come un territorio in cui è ancora possibile capitalizzare il valore aggiunto della qualità e della solidità dei legami familiari. Attraverso un’analisi della struttura familiare in questo territorio, il volume conferma che la famiglia resta l’ambiente ideale per stabilizzare le relazioni sentimentali, da quasi tutti considerate la più importante fonte di felicità.
Il volume si concentra sulle giovani coppie che hanno appena messo su casa e analizza la loro relazione con l’abitare. In particolare, vengono presentati i risultati di una ricerca empirica attraverso la quale è stato ricostruito il percorso affrontato da coloro che hanno deciso di staccarsi, non senza difficoltà, dalla propria “famiglia lunga” per costruire un nuovo nucleo abitativo e familiare indipendente.
Il volume si interroga sulla modalità di collaborazione tra scuola e famiglia, in quanto agenzie formative primarie, al fine di incentivare le sinergie educative, e produrre e sostenere insieme modelli culturali e umani che aiutino a prevenire comportamenti aggressivi verso di sé e verso gli altri. Il testo riporta in tal senso l’esperienza delle istituzioni scolastiche piemontesi.
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aggiornamento: 14 Maggio 2013
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