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"La narrazione non è opera di poeti, drammaturghi, romanzieri che riflettono su avvenimenti che non possedevano alcun ordine narrativo prima che ne fosse stato loro imposto uno dal cantore o dallo scrittore; la forma narrativa non è né travestimento né ornamento. ... l'uomo nelle sue azioni e nella sua prassi tanto quanto nelle sue funzioni, è essenzialmente un animale che racconta storie" ( MacIntyre , 1988).
È a partire da queste considerazioni che, negli ultimi decenni, l'interesse per le storie e le narrazioni si è progressivamente diffuso all'interno delle scienze sociali sino a costituirsi come un vero e proprio "paradigma narrativo".
Ricollegandosi a questo orizzonte di pensiero, il volume esplora quella che Di Fraia definisce la "dimensione triangolare" delle storie, risultato del loro posizionarsi (per lo meno) su tre livelli della realtà: nelle menti, nelle sequenze di azioni finalizzate a uno scopo e nei testi attraverso cui si oggettivizza il pensiero e si sedimenta la cultura.
L'autore prende dapprima in esame il pensiero narrativo in una prospettiva individuale e intra-psichica, per poi esaminare la dimensione narrativa dell'azione e della conoscenza sociale e giungere infine a riflettere sui media come principali narratori e costruttori di rappresentazioni socio-narrative della realtà.
La centralità delle storie nell'esperienza individuale e sociale diventano lo spunto sulla cui base l'autore s'interroga sul contributo che il paradigma narrativo potrebbe dare alla sociologia e alla communication research, proponendo alcuni spunti concreti in questa direzione.
Guido Di Fraia , ricercatore, è docente di Metodologia e tecnica della ricerca sociale presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo della Libera Università IULM di Milano e di Sociologia dei Media presso la sede di Feltre della stessa Università.
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