Presentazione
del volume:
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Al periodo in cui, tra i primi mesi del 1912 e la metà del 1920, Romolo Murri militò nelle file del Partito radicale Lucio D'Angelo ha cominciato a rivolgere la sua attenzione sin dagli inizi degli anni Ottanta. In questo suo libro, tuttavia, la figura dell'uomo politico marchigiano, fondatore negli ultimi anni dell'Ottocento della prima Democrazia cristiana, è considerata secondo una prospettiva diversa rispetto ai suoi precedenti lavori.
Questa volta l'Autore si è prefisso non tanto di esaminare l'azione e le proposte politiche dell'ex sacerdote marchigiano negli otto anni e mezzo nei quali fu un autorevole dirigente del Partito radicale, quanto di capire e di far capire qual era, in tutte le sue articolazioni, la concezione che egli aveva del radicalismo e in qual modo essa andò, prima, formandosi nel suo impianto generale e, poi, precisandosi nei particolari. Il suo intento è stato, perciò, quello di far conoscere quegli aspetti del pensiero di Murri e quelle fasi della sua vita politica finora troppo spesso arbitrariamente trascurati dalla pur ricca storiografia murriana, così da permettere a coloro che sono interessati a questo personaggio piuttosto controverso di avere una visione più completa delle sue idee politiche e sociali.
Lucio D'Angelo è professore ordinario di Storia contemporanea presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Perugia. I suoi lavori più importanti sono i volumi Lotte popolari e Stato nell'Italia umbertina. La crisi del 1898 (Roma, Carecas, 1979), Ceti medi e ricostruzione. Il Partito democratico del lavoro. 1943-1948 (Milano, Giuffrè, 1981), Radical-socialismo e radicalismo sociale in Italia. 1892-1914 (Milano, Giuffrè, 1984), La democrazia radicale tra la prima guerra mondiale e il fascismo (Roma, Bonacci, 1990), Pace, liberismo e democrazia. Edoardo Giretti e il pacifismo democratico nell'Italia liberale (Milano, FrancoAngeli, 1995), I socialisti e la defascistizzazione mancata (Milano, FrancoAngeli, 1997).
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