Presentazione
del volume:
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Ci sono esperienze dolorose e strane per via delle quali un individuo viene spinto a dissolvere il proprio normale statuto di persona per trovarsi incluso dentro una versione di sé assolutamente inedita.
All'interno di tale versione, si scopre un mondo dove sembra esserci una continuità immediata con la vita intesa nel suo valore essenziale e primario di vita che è materia, che sa e vuole esistere solo come distinzione dalla morte.
Allora, per l'individuo che si trova immerso nel sorprendente rapporto di continuità con questa vita, il mondo delle forme sociali appare come una grande metafora, necessaria e psicotica. Ed il senso della lettera che una ragazza tossicodipendente scrive al Direttore di un noto quotidiano nazionale viene avvertito come profondamente ingiusto. Così come profondamente ingiusto appare il senso della risposta da parte dello stesso Direttore.
Di qui, può anche succedere che poi l'individuo - sempre suggestionato da quella condizione di rapporto immediato con la vita e da questa nuova sensazione di ingiustizia - ripensi ai temi della società, del Capitale, dell'informatizzazione, della borghesia, delle differenze naturali e della salute. (Giuliano Piazzi)
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