Gli studi qui proposti o riproposti puntano ai nessi fra istituzioni militari, cultura e organizzazione della società. La storia dei vertici militari consente di meglio afferrare natura e ed evoluzioni del sistema politico italiano dalla monarchia assoluta a quella costituzionale e poi alla dittatura. L’analisi anche giuridica del mutevole quadro normativo di atti politici rilevanti come quelli di alto comando e di alta amministrazione militare permette di cogliere la dinamica delle forze in campo al di là di assetti formali poco differenziati agli occhi di tanti cittadini.
Per molti di essi non era per niente facile avvertire scontri di persone e di interessi celati nella monotona ripetizione di formule vaghe, sospese in un linguaggio fra l’iniziatico e il cerimoniale con ricorrenti, slombate espressioni quali comando supremo o superiore, capo di stato maggiore generale o di forza armata, ministro della guerra. Per singoli aspetti e istituti si risale all’indietro nel secoli benché il fuoco dell’indagine sia orientato quasi esclusivamente sulle guerre mondiali del ’900. In alcuni saggi la realtà umana di queste guerre, il loro carico di sofferenza e di avventura, di illusione e delusione, di adesione e rifiuto è evocato ripercorrendo anche quanto ne ce ne hanno raccontato scrittori maggiori e minori. Storia e intuizione letteraria sono almeno fino a certe soglie inseparabili, tanto che neppure il più arido e funzionale dei “rapporti” militari arriverebbe a significare senza risentire dell’una e dell’altra dimensione. Infine i temi delle operazioni e della strategia sono studiati con riferimento a teatri per noi insoliti (come il Caucaso) o da angoli visuali meno immediati (come l’auto-rappresentazione dei nemici) cercando di fare emergere aspetti non sempre compresi nelle più usuali griglie interpretative.
Lontano dalle pallottole si diventa vecchi guerrieri (antico proverbio militare)
Lucio Ceva , nato a Milano ha pubblicato studi storici sia nel trentennio in cui esercitava la professione di avvocato civilista sia dopo il 1987 come docente di Storia delle istituzioni militari presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Pavia con la quale mantiene rapporti anche come con riferimento a un dottorato in Storia dell’amministrazione e a corsi di studi sul Medio Oriente. Fra i suoi lavori ricordiamo La condotta italiana della guerra Cavallero e il Comando Supremo 1941/1942 (1975), Le forze armate (1981), Africa Settentrionale 1940/43 (1982), Guerra mondiale. Strategia e Industria bellica 19391945 (2000). Inoltre, è coautore de La meccanizzazione dell’esercito fino al 1943 in due volumi (1989) e di Industria bellica anni trenta (1992). Ha scritto la voce “Italy” nell’ Oxford Companion to the Second World War (1995), vari lavori sulla produzione bellica e in particolare sull’Ansaldo (1999). Attualmente studia aspetti della guerra civile di Spagna. Collabora a «Italia contemporanea», «Il Risorgimento», «Storia contemporanea», «Rivista Storica Italiana», «Il Politico», la «Nuova Antologia» e a qualche rivista straniera.