L'Italia dell'ignoranza. Crisi della scuola e declino del Paese
Autori e curatori
Contributi
Alberto Marradi
Collana
Livello
Saggi, scenari, interventi
Dati
pp. 208,   3a ristampa 2012,    1a edizione  2011   (Codice editore 1420.1.133)

Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 24,00
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Codice ISBN: 9788856840223
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Codice ISBN: 9788856868593
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In breve
La scuola pubblica è una diga: contro le disuguaglianze e contro il sonno della ragione. Ma che succede se si aprono crepe in una diga? Questo libro elenca cifre impietose tratte da indagini nazionali e internazionali, riporta esempi e considerazioni che risultano da esperienze vissute, ma soprattutto s’interroga sul valore che la nostra comunità attribuisce all’istruzione.
Utili Link
A Anna All'università con Mao, diminutivo di Maometto (di Nicoletta Melone)… Leggi tutto
TTL La Stampa Segnalazione (di Luciano Genta)… Leggi tutto
Lettera43.it L'ignoranza non è beata (di Antonietta Demurtas)… Leggi tutto
Avvenire La scuola "ignorante" (di Enrico Lenzi)… Leggi tutto
Famiglia Cristiana Benvenuta ignoranza… Leggi tutto
L'Unità La scuola non argina più l'ignoranza… Leggi tutto
La Repubblica Il paese dove Mao significa Maometto (di Mario Pirani)… Leggi tutto
L'Indice Il costo della stupidità sociale (di Fausto Marcone)… Leggi tutto
Conquiste del lavoro La cultura dimenticata (di Elisa Latella)… Leggi tutto
Il Manifesto Quello che si dovrebbe chiedere alla scuola (di Paolo Mottana)… Leggi tutto
Il Resto del Carlino Rovigo Crisi della scuola e declino del Paese (di Alessandro Andriolli)… Leggi tutto
Left Lo spread della cultura (di Graziella Priulla)… Leggi tutto
Presentazione del volume

La scuola pubblica è una diga: contro le disuguaglianze e contro il sonno della ragione. È un luogo che si ostina a non produrre consenso. L'ultimo dove i ragazzi non sono divisi per potere d'acquisto. L'unico laboratorio di integrazione delle diversità. La sola istituzione che toglie ai vecchi per dare ai giovani.
Che succede se si aprono crepe in una diga? E se ad aprirle è proprio l'addetto ai controlli? E se nessuno mostra di accorgersene?
L'Italia ostenta la propria collocazione tra le nazioni più ricche del mondo, ma non c'è una strategia che sostenga la crescita culturale dei cittadini, anzi si fa in modo che si riduca il consenso sociale intorno alla cultura. Tra le cose "sdoganate" ci sono la rozzezza e l'ignoranza. Si rottamano intellettuali, scrittori, artisti come pericolosi rompiscatole. Si tagliano a man bassa i fondi per la scuola, per l'università, per la ricerca.
I nostri giovani sono "i nuovi poveri", e non solo sul piano materiale. Ne è prova il fatto che intere generazioni hanno deficit culturali inauditi, dispongono ormai solo di una versione rattrappita della lingua italiana. Meno del 20% dei quindicenni è in grado di leggere correntemente. Molti neo-diplomati decifrano con difficoltà i titoli di un quotidiano, non sanno produrre senza errori un testo elementare. Sviluppare un'argomentazione ragionata esula ormai dalle capacità medie degli studenti, alle superiori come all'università.
Questo libro elenca cifre impietose tratte da indagini nazionali e internazionali, riporta esempi e considerazioni che risultano da esperienze vissute, ma soprattutto s'interroga sul valore che la nostra comunità attribuisce all'istruzione, sulla qualità del contesto in cui vivono i nostri figli. Nella crisi del sistema educativo legge i segni di un disorientamento generale.
Se l'attitudine ad elaborare idee e lo sforzo di interpretare la realtà si impoveriscono, la democrazia intera ne soffre.
È ancora possibile riscoprire un'energia corale che ci consenta di liberarci dalla rassegnazione e dall'indifferenza, di ridare spazio all'impegno e alla speranza?

Graziella Priulla insegna Sociologia dei processi culturali nella Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Catania. Fra i suoi volumi: La comunicazione delle pubbliche amministrazioni (2008) e I caratteri elementari della comunicazione (2009) entrambi pubblicati con Laterza.

Indice


Associazione Paideia, Presentazione
Gli scenari degradati cui ci stiamo abituando
Una nuova povertà: quella linguistica
Esperienze dirette: come arrivano i ragazzi all'Università
Il posto della cultura in uno dei paesi "grandi" del mondo
Riflettere sulla lingua è riflettere sul pensiero
Siamo immersi in un blob di immagini in movimento
Siamo tutti impegnati a emozionarci e a sedurre
Come si trasformano il leggere, lo scrivere, il ragionare
Insegnare e imparare mentre tutto cambia
Abbiamo bisogno di un cambio d'orizzonte
Note.





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