Montale e la parola riflessa.

Christine Ott

Montale e la parola riflessa.

Dal disincanto linguistico degli Ossi attraverso le incarnazioni poetiche della Bufera alla lirica decostruttiva dei Diari

Edizione a stampa

32,00

Pagine: 320

ISBN: 9788846480866

Edizione: 1a edizione 2006

Codice editore: 291.55

Disponibilità: Esaurito

In una delle sue ultime poesie, Montale definisce il linguaggio un "dio dimidiato". È una formula che racchiude in sé tutta una storia di filosofia del linguaggio. Dalla concezione ontologica, che considera la parola come portatrice di un senso inerente, il Novecento approda a una concezione deontologizzata, per cui le parole significano soltanto in relazione al loro contesto. Questa svolta, annunciata nelle riflessioni di poeti e pensatori quali Nietzsche, Mallarmé, Bergson e T. S. Eliot, trova meno riscontro in Italia dove si continua a professare una visione orfica della poesia. Fa eccezione l'opera di Eugenio Montale. Le sue poesie, il cui messaggio è parso a molti misterioso, vertono su un grande tema: il linguaggio, la sua povertà e le sue insidie, le sue possibilità e i suoi limiti. Si tratta di una riflessione in chiave, cifrata spesso in immagini di paesaggi, oppure incarnata da evanescenti figure femminili.
Questo libro, per la prima volta, mostra come tutto il percorso poetico di Montale acquisti un nuovo senso, e un'intima coerenza, a partire dalla riflessione metalinguistica che costituisce la dimensione profonda delle sue liriche.
Montale e la parola riflessa mira quindi al particolare rapporto che la poesia montaliana intrattiene con le parole. La parola riflessa indica la costante autoriflessività della poesia di Montale, ma anche la sua percezione del linguaggio come un mezzo resistente e opaco, che non riflette intime verità, ma rimanda a immagini distorte, fallaci, devianti. La lirica diventa allora un gioco di specchi in cui, persa l'idea di un'ipotetica origine, i riflessi si diramano all'infinito. Ma Montale non si rifugia in un troppo comodo nichilismo: in quanto decostruttivista, la sua lirica smantella il linguaggio prefabbricato per sortirne nuovi effeti poetici.

Christine Ott, è ricercatrice di Letteratura italiana e francese presso l'Università di Marburg (Germania). Ha tenuto conferenze e scritto saggi su Montale, Verga, Pirandello, Pierre Reverdy, Charles Nodie, Jean-Jacques Rousseau e Gustave Flaubert. Attualmente lavora a un progetto di ricerca sulla semiotica dell'alimentazione nella letteratura francese moderna.

Questo libro ha ricevuto la segnalazione speciale del "Premio Internazionale Mario Luzi 2007-2008", per la sezione di Saggistica, con la seguente motivazione:
"Montale e la parola riflessa di Christine Ott è una monografia a tutto campo sul decorso della poesia montaliana, che riposa su una suggestiva interpretazione "decostruttiva": diversamente dalla tradizione simbolista e dalla "poesia pura" in Montale opera da sempre un "disincanto linguistico", teso a sondare i limiti piuttosto che la forza della lingua. La studiosa documenta con persuasiva argomentazione la sua tesi, in una serie di articolate letture testuali, attente ai riscontri intertestuali di arcatura europea."



Stefano Agosti, Un nuovo Montale
Premessa
Introduzione: la deontologizzazione della lirica
(La riflessione metalinguistica come chiave dell'opera montaliana; La svolta linguistica come punto di partenza storico-culturale; Montale: le basi di una poetica anti-orfica)
Scepsi linguistica e gnoseologia in Ossi di seppia
(Fiducia e scepsi linguistica in Italia intorno al 1900; La problematica degli Ossi di seppia; Una nuova percezione della natura; Poetica della negazione: Montale e Ungaretti; L'espressione del sé: Montale e Bergson; Mediterraneo: paradigma di un'apertura linguistica; Dall'orto della tradizione al groviglio ermeneutico; Il disincanto poetico degli Ossi di seppia)
La dissociazione della voce lirica nelle Occasioni
(Obiettivi, occasioni, io e tu; L'introduzione programmatica alle Occasioni; Le chiavi dei Mottetti)
Ontologia e deontologizzazione della lirica in La bufera e altro
(Poesia come mitopoesia; Finisterre: disidentificazione del tu; La rottura comunicativa fra io e tu; L'insufficienza esistenziale del linguaggio; La disincarnazione del tu; Il ciclo di "Volpe": una nuova fiducia nel linguaggio?; Il romanzo poetologico della Bufera)
Una prassi decostruttiva: da Satura al Diario postumo
(La chiacchiera e il pentolone; "Botta e risposta I": la poesia dopo il diluvio; Svelare per occultare; Una poetica del "mezzo parlare"?; Lirica decostruttiva; La presenza di teorie linguistiche nel tardo Montale; Un punto d'arrivo nella riflessione sul linguaggio: il Quaderno di quattro anni; "L'oracolare tono della versificazione": il Diario postumo; "Il linguaggio, dio dimidiato": una concezione deontologizzata del linguaggio)
Conclusione
Bibliografia.

Contributi: Stefano Agosti

Collana: Critica letteraria e linguistica

Argomenti: Letteratura

Livello: Studi, ricerche

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