Le diseguaglianze economiche e sociali si sono nel periodo recente ampliate. Negli Usa, negli ultimi vent'anni il rapporto tra lo stipendio di un dirigente industriale e il salario di un operaio si è decuplicato raggiungendo un valore di 419 a 1. Al termine di un ventennio di spettacolare arricchimento globale di quel paese, il 20 per cento più povero ha un reddito, al netto dell'inflazione, inferiore del 9 per cento. Nei rapporti tra stati le conclusioni sono confermate: il 20 per cento della popolazione mondiale al livello più alto gode di un reddito 150 volte maggiore di quello del 20 per cento al livello più basso.
Quali le cause della crescita dei divari? Quali le conseguenze? Quali forme di intervento sono attuabili?
Nel volume vengono affrontate problematiche di grande rilievo come lo spazio valutativo del fenomeno (la distribuzione primaria, quella secondaria, quella della ricchezza, quella del benessere e delle capacità di acquisizione), la generazione dei divari nei diversi mercati (dei beni, del lavoro, dei capitali, finanziari), la possibilità o meno di tenere separati i momenti della produzione e della distribuzione (i discorsi di efficienza da quelli di equità), la relazione tra diseguaglianza e crescita, gli effetti degli interventi redistributivi e di stimolo agli investimenti in istruzione e in capitale umano da parte dello Stato.
Giuseppe Garofalo insegna Economia politica alla Facoltà di Economia dell'Università di Roma "La Sapienza".
Antonio Pedone insegna Scienza delle finanze nella stessa Facoltà.