Émile Durkheim, uno dei pilastri della sociologia moderna, ha dedicato gran parte della sua vita alla fondazione e alla costituzione della sociologia accademica in Francia: ha istituito dipartimenti universitari, associazioni di studiosi, insegnando agli studenti le teorie e i metodi della "nuova scienza". Ha fondato una rivista, l'Année Sociologique, intorno alla quale furono reclutati gruppi di collaboratori di talento e tracciate linee programmatiche che miravano allo sviluppo della sociologia, in Francia e all'estero. Questa rivista divenne "organo" del movimento sociologico: i primi sociologi vi pubblicarono i risultati delle proprie ricerche, diffusero nuove idee e stabilirono confronti analitici e critici con tutti coloro che erano interessati a questo nuovo ramo della conoscenza.
Questo libro illustra le fasi della graduale e non facile affermazione della sociologia nella società francese, dopo la sconfitta di Sedan del 1870 (conflitto franco-prussiano) e l'ascesa costante delle forze liberal-repubblicane salite al potere con la IIIª Repubblica, che invocavano una "modernizzazione" fondata su basi scientifiche e su principi laici. Nella seconda parte del testo viene anche affrontata la metamorfosi del durkheimismo e lo sviluppo delle scienze sociali in Francia dopo il 1945, con un'intervista finale al Prof. Raymond Boudon, attuale direttore dell' Année Sociologique .
Stefano Alpini si è specializzato presso l'Università di Bordeaux (Francia) conseguendo poi il dottorato di ricerca in Sociologia dello sviluppo. Attualmente si occupa di temi legati all'influenza sociale dei mass-media, di comunicazione audiovisiva e lavora presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell'Università di Pisa in qualità di manager didattico.