Sul fronte del mercato del lavoro nei beni culturali in Italia è evidente a tutti una sproporzione dell’offerta rispetto alla domanda: sono migliaia coloro i quali si sono formati con scrupolo e dedizione in corsi di studio dei più differenti livelli, riferiti a professionalità che sono prive di sbocchi occupazionali riconosciuti e dignitosamente retribuiti, mentre molte istituzioni e/o imprese culturali a spesso cercano e non trovano chi possa lavorare per loro, oppure hanno difficoltà a valutare correttamente i curricula loro indirizzati.
Si dispone, ormai, di numerosi studi dedicati a metodologie e strumenti del moderno cultural management e all’identificazione dei beni culturali italiani come possibile strumento di sviluppo territoriale o di occupazione, ma nessuno di essi analizza in dettaglio le professioni e i mestieri di coloro che dovrebbero essere artefici delle “magnifiche sorti e progressive” del settore. Esistono ricerche, pubblicazioni e atti normativi riferiti ad alcuni ambiti peculiari, ma nessuno esplicitamente dedicato all’intero settore, composto da differenti ambiti di attività e da diverse tipologie di committenti.
Per provare a dare una prima risposta operativa e complessiva al problema, in questo saggio si formula una proposta di tassonomia di professionalità di base e di funzioni peculiari dei beni culturali in Italia. Lo studio è articolato in due parti principali: nella prima si delinea un quadro generale di riferimento, per identificare le caratteristiche salienti e le dinamiche complessive della domanda e offerta di lavoro in questo settore, nella seconda parte si entra nel merito di ciascuna professionalità/funzione identificata, raccogliendo le fonti ufficiali disponibili, utili a ricostruirne identità, competenze e percorsi formativi. Numerosi “box” inseriti nel testo sono dedicati ad approfondimenti ed esemplificazioni che permettono di illustrare in dettaglio aspetti concreti o particolari dei temi analizzati. In Appendice si propone anche la traccia delle informazioni rilevanti di un “curriculum tipo”, che possa facilitare l’incontro tra chi cerca e chi offre occupazione in questo ambito.
Emilio Cabasino laureato in Lettere all’Università di Roma “La Sapienza”, indirizzo archeologico, specializzato alla Scuola Nazionale di Archeologia di Roma in Topografia antica e, in Francia, all’Ecole Supérieure de Commerce di Digione (Mastère Spécialisé Européen Management des Entreprisea Culturelles) in vent’anni di attività professionale ha maturato un’esperienza “trasversale”, dedicata ad attività di ricerca archeologica, ad incarichi diversi nel Ministero per i beni e le attività culturali, a ricerche e studi in organizzazioni private (ECCOM/Associazione per l’Economia della cultura), alla valutazione di progetti culturali (Fondazione Cariplo/ACRI), ad attività formative di livello post universitario (corsi FSE/Università pubbliche e private). Da sempre indaga le ragioni e le dinamiche del lavoro nel settore dei beni culturali, partecipando anche a convegni e seminari in Italia e all’estero e a pubblicazioni su riviste specializzate, rapporti di ricerca e libri.