Per lungo tempo la scienza economica ha trascurato il ruolo delle istituzioni nell'evoluzione dei sistemi sociali di produzione e di scambio. L'analisi della loro influenza è stata affidata ad altre sfere di conoscenza, in particolare la scienza politica e la sociologia. Solo di recente, in seguito ad un ripensamento critico, le istituzioni, ossia le regole del gioco di una società, sono tornate progressivamente al centro delle teorie che studiano i fenomeni economici. Questo volume nasce nell'ambito di una ricerca su "Economia e Istituzioni" promossa dal Dipartimento di Scienze economiche dell'Università di Pisa, i risultati della quale sono stati presentati e discussi
in occasione dello VIII Convegno nazionale AISPE, Gli economisti e le istituzioni. Contributi dalla storia del pensiero economico (Palermo, settembre 30-ottobre 2, 2004). I saggi raccolti condividono il tentativo di individuare il ruolo che le istituzioni, direttamente o indirettamente, hanno svolto sull'evoluzione economica italiana.
La prospettiva di una interazione tra la sfera istituzionale e quella economica, che si presenta come un processo continuo di adattamento e superamento reciproco, conduce alla ricerca di una corrispondenza tra il disegno delle istituzioni ed il percorso dell'economia, quali immagini speculari di una stessa realtà storica, sociale e politica di cui entrambi contrassegnano le trasformazioni. Il nucleo degli studi copre un periodo che si estende dall'adesione dell'Italia all'Europa comunitaria fino alla sua partecipazione all'Unione economica e monetaria europea. Allineati lungo questo arco temporale, i diversi saggi mostrano l'evoluzione dell'economia italiana incastonata in una struttura istituzionale a sviluppo verticale: al vertice, le istituzioni a carattere internazionale, e quindi l'organo europeo nel suo processo di trasformazione verso l'unione monetaria, con i suoi modelli di riferimento; al gradino più basso le diramazioni peculiari dello sviluppo locale. Da questo asse di vincoli e regole, l'azione istituzionale interseca l'economia attraverso la molteplicità di canali che costituiscono i luoghi del controllo: lo Stato, il mercato monetario e creditizio, il mercato del lavoro.
Dietro l'intrecciarsi dei diversi piani di indagine si delinea la reciproca connessione tra evoluzione economica, disciplinare e istituzionale nell'immagine di un paese che conserva le sue anomalie di sviluppo e, nonostante molte trasformazioni formali, le contraddizioni della sua società e della sua storia.