Che cosa è lo psicologismo? La sua matrice è empirista o idealista? Il suo destino è il soggettivismo, il solipsismo o il relativismo? Perché nasce con Platone? Perché Kant si esprime contro di esso? Quali sono le ragioni della sua rinascita contemporanea dovuta a Quine?
Questo lavoro risponde a queste ed altre domande anche attraverso l'esame critico delle argomentazioni di Boole e Frege. I due grandi logici ottocenteschi si sono confrontati con lo psicologismo sotto angolazioni diverse chiedendosi qual è la differenza tra leggi del pensiero corretto e leggi del pensare effettivo. Pur affrontando la questione in senso apsicologistico o antipsicologistico, Boole e Frege vogliono, al contrario di Wittgenstein, conciliare la logica e la razionalità con la mente umana. Il nostro essere razionali dipende per loro dalla logica. Perché? E che ruolo gioca il linguaggio sia naturale sia formale in tutto ciò?
Nelle rispettive differenze e similarità, Boole e Frege forniscono due ottiche privilegiate per inquadrare i rapporti tra logica e psicologia così come quelli tra pensiero e linguaggio nella storia e della filosofia e della logica. Ciò che hanno fatto e detto è oggi tema di vivaci discussioni, alla luce sia delle svolte in senso naturalistico-relativistico vissute dalla filosofia contemporanea, sia dei nuovi modelli di razionalità proposti dalle scienze cognitive, sia del proliferare di logiche devianti, sia dell'abbandono dell'ambizione della conoscenza a priori.
Nicla Vassallo (lmperia 1963) si è laureata a Genova, ha proseguito i suoi studi post-lauream presso il King's College di Londra e sta svolgendo la sua attività nell'ambito di un Dottorato di ricerca in Filosofia della scienza. Si è occupata di questioni di epistemologia, filosofia della logica e storia della logica. Su tali argomenti ha pubblicato alcuni articoli.