Purdah o della protezione. Educazione e trasmissione culturale nelle famiglie migranti pakistane
Autori e curatori
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 160,      1a edizione  2011, allegati: allegato on-line   (Codice editore 1144.1.21)

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Codice ISBN: 9788856867756
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In breve
Il Purdah, inteso come un confine e una protezione, il biraderi, quale legame con la terra d’origine, e il dini talimaat, ovvero l’interazione tra pratica religiosa ed educazione, sono gli assi fondanti della trasmissione culturale nelle famiglie migranti pakistane. Il volume si interroga su come tale trasmissione sia possibile in un contesto socio-educativo differente, quale la società italiana.
Utili Link
Bresciaoggi La tragedia di Hina nasce soltanto dalla "Purdah" (di Maria Grazia Soldati)… Leggi tutto
Elle.it Purdah e identità delle donne pakistane (di Maria Grazia Soldati)… Leggi tutto
ComboniFem Un'oasi pakistana in terra italiana (di Maria Tatsos)… Leggi tutto
Presentazione del volume

Basato su quindici anni di ricerca e lavoro con la mediazione culturale nei servizi socio-educativi bresciani, il volume presenta uno studio sul purdah e sul pensiero culturale che vi soggiace.
Il purdah è la pratica che regola l'interazione tra i generi e le generazioni e concorre alla costruzione dell'identità femminile nelle famiglie provenienti dal Pakistan: la sua pratica è fortemente messa in discussione nella migrazione, situazione di contatto culturale che non educa allo sharam , complesso sentimento che la sostiene. Con la sua trasmissione, la scommessa che impegna le famiglie è la costruzione di un'identità come progetto a lunga distanza e che fa dall'appartenenza culturale un valore. Appartenenza come qualcosa che fonda, che non si sceglie, ma si eredita con la nascita : si è parte di una lingua, di una famiglia, di una religione. In assenza di contesti educativi significativi che ne attribuiscano valore come la società, la scuola o le relazioni tra pari, la richiesta di una sua pratica può generare conflitto nelle figlie. Accade quindi che il conflitto non rimanga solo interpersonale ma divenga disordine familiare, si manifesti con gesti di violenza o rivendicazioni di diritti in grado di risvegliare l'interesse dei media, produrre scontri culturali, appassionate prese di posizioni politiche.
Ma come possono regolarsi le famiglie e gli operatori dei servizi socioeducativi dentro questa trasformazione e/o conflittualità? Ma soprattutto, la pratica del purdah può essere re-inventata, ri-creata, assumere nuove forme e sensi?
Rivolgendosi a chi si forma al lavoro educativo e di cura, a chi pratica la politica della relazione , attraverso incontri narrativi con donne pakistane e analisi di dispositivi di mediazione etnoclinica, il volume esplora il modo in cui si fa purdah nel presente della migrazione.

Maria Grazia Soldati , docente di Pedagogia alla LISS dell'Università di Verona, collabora come assegnista di ricerca della cattedra di Educazione comparata e Antropologia dell'educazione. Le sue ricerche sono rivolte allo studio delle pratiche narrative e ai processi di mediazione culturale ed etnoclinica nell'ambito delle migrazioni e dei rapporti intergenerazionali. Tra le sue ultime pubblicazioni: Quando l'altrove è qui. Costruire spazi di mediazione culturale ed etnoclinica (FrancoAngeli, 2006) e Interazioni in rete. Costruire spazi interculturali e legami intergenerazionali (IRS, 2010).

Indice


Ringraziamenti
Introduzione
(Appartenenze; Le necessarie mediazioni; La costruzione del sapere; Le storie di vita, le lingue della narrazione)
Quando la ricerca ti tende per mano
(Interrogativi; Costruire saperi)
I disordini nella famiglia migrante
(Il dispositivo etnoclinico e la ricerca-azione; Bibi: storia di un matrimonio; Rubina e le sue sorelle; La pratica del dispositivo di mediazione etnoclinica nel lavoro educativo)
Tra appartenenza e identità
(La trasmissione culturale del purdah; Identità e appartenenza nella diaspora; La famiglia punjabi: il biraderi nella migrazione e la doppia presenza; Il purdah; L'accesso ai gruppi e la trasformazione culturale della domanda; Il purdah visibile: velarsi/coprirsi/svelarsi; Il velarsi tra pratica collettiva e personale; Il velarsi come pratica di protezione e libertà; Il Purdah dell'occhio: l'invisivilità dello sharam; Tra presenza e assenza del pudore; Sharam come confine; Sharam come sapere della relazione; Prudenza, perché se lo sguardo va...; Tra visibile e invisibile: il purdah della lingua; La trasmissione del purdah e la migrazione; Educare al purdah; Purdah come nodo tra appartenenza e identità; Il purdah e le seconde generazioni; A chi apparteniamo?)
Bibliografia.




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