L'essenziale è invisibile agli occhi. I pubblici e il loro lavoro nell'economia della cultura
Dati
pp. 208, 1a edizione 2012 (Codice editore 1381.1.18)
In breve
Partendo dalla ricostruzione storica dei significati della parola pubblico, il volume rivisita tanto le posizioni teoriche fondate sulla passività del pubblico-massa quanto quelle che mettono in primo piano le diverse forme di audience activity. Un testo per interessati alla sociologia dei processi culturali e all’economia della cultura.
Presentazione del volume
"L'essenziale è invisibile agli occhi" - nel libro di Saint-Exupéry il "segreto" che la volpe rivela al Piccolo Principe - allude nel titolo agli essenziali e invisibili investimenti - di tempo, di attenzione, interpretativi, affettivi - che sostanziano i processi di cooperazione dei pubblici alla valorizzazione delle merci e dei prodotti culturali.
Il volume parte dall'accumulazione storica dei significati della parola pubblico - che si stratificano parallelamente alla progressiva strutturazione di un sistema di produzione/consumo culturale - e inizia a fare il punto sulla letteratura che si occupa dei pubblici, rivisitando tanto le posizioni teoriche fondate sulla passività del pubblico-massa quanto quelle che mettono in primo piano le diverse forme di audience activity.
Vengono, quindi, forniti exempla di produzione del valore nei processi comunicativi e attraverso dispositivi sociali e comunicativi partecipativi di creazione, circolazione, condivisione, trasmissione culturale (dal "domestico" salotto ai social network), a partire dall' inusuale fenomeno comunicativo della "canzone napoletana" fin de siècle, dove essenziale e ben evidente era il lavoro dei pubblici nel coprodurre la merce culturale. Divenuto, come scrive Jenkins, "silenzioso e invisibile" nella comunicazione broadcasting, tale lavoro torna "rumoroso e pubblico" nell'ultimo decennio. Ma la sua più o meno sotterranea esistenza impone un ripensamento del valore e della validità dei modelli euristici elaborati nel Novecento per la comunicazione mediale.
Marialuisa Stazio insegna all'Università di Cassino. Inizia a occuparsi di industria culturale studiando il sistema napoletano della canzone napoletana "classica" (Osolemio. La canzone napoletana 1880/1914, Bulzoni, 1991) e affrontando questioni storiografiche (Per una storia dell'industria culturale, CUEN, 1992). Con il manuale La comunicazione. Elementi di storia, teorie, impostazioni di ricerca (Ellissi, 2002) inserisce l'avvicendarsi delle teorie e degli approcci comunicativi nello svolgersi delle vicende storiche delle industrie culturali. Più recentemente (Consumatori di tutto il mondo unitevi. Ipotesi sul Mondo Nuovo, Cirsdig, 2009) si è concentrata sul lavoro di consumo dei prodotti e nei processi culturali e sui processi di valorizzazione che comportano. Per i nostri tipi ha pubblicato Blindspot. Punti ciechi e punti di vista sull'industria culturale (2007).
Indice
Prologo
I pubblici e il loro lavoro
(Il pubblico degli spettatori; Il pubblico dei lettori; Lo spazio (del) pubblico; La pubblicità; Lo spettacolo della metropoli; Lo spettacolo delle merci; La massa e il pubblico; Il pubblico di massa; Integrati e Apocalittici; Il pubblico come gruppo; Comunicazione e reti sociali; Il pubblico merce; Semiotic power; Resistenza e piacere; L'essenziale nella merce culturale; Pubblici produttivi; Giochi con la clessidra; Il pubblico partecipante; The Wealth of Networks; I nuovi pubblici; Sinergie transmediali)
L'essenziale è invisibile agli occhi
(La bellezza è negli occhi di chi guarda; Elegie, tabacco e made in Italy; Back to the Future; Canzone napoletana: la ricerca; La fabbrica della festa; Modelli economici; Mondanità, identità e periodiche; Realismo emozionale e marketing territoriale; La canzone napoletana, i suoi pubblici e il loro lavoro; Il mare non bagna Capri; Occhi per vedere e orecchie per intendere; L'essenziale è invisibile agli occhi)
Riferimenti bibliografici.