Questo volume nasce da un sospetto: il sospetto che l'integrazione proceda verso una progressiva spoliazione dell'identità dell'altro e che, al contrario, vada messa al centro della ricerca come dell'intervento, la possibilità che la differenza venga valorizzata e mantenuta.
Proprio per questo il libro si rivolge ad operatori sociali, a psicologi impegnanti nell'intervento di comunità, ad insegnanti, ad assistenti sociali, a quanti nel mondo dell'associazionismo e del volontariato operano a stretto contatto con i precipitati del pregiudizio e le comunità di immigrati. Lo fa partendo dalla Sicilia e da una esperienza di ricerca, ma anche proponendo modelli e ipotesi di lavoro per una lettura articolata della relazione con lo straniero che è in noi e fuori da noi.
Essere straniero significa forse perdere i codici di significazione che la madre, la terra madre, la lingua madre, portano con sé? Integrarsi sarebbe allora fondare una nuova matria uno spazio mentale e sociale dove dare significati a sé ed alle proprie relazioni.
Lo straniero è allora colui che ci ricorda costantemente la perdita di una madre, di un significato, di un senso e lo spazio angosciante e innovativo di un cambiamento? Cosicché ogni straniero ci propone un viaggio, un percorso che attraversa le nostre matrici e che ci spinge verso la possibilità di un perdersi o di un naufragare.
Perdere lo status di stranierità, infine, equivarrebbe ad una oscura perdizione del senso di sé, ma anche ad un melting-pot, un miscuglio, un crogiolo, una fusione? Tanto da confondere i propri confini di appartenenza, di identità, di definizione della propria comunità e della comunità dell'altro.
Un percorso psicodinamico che in queste pagine abbiamo voluto indagare e, al contempo, tracciare.
Franco Di Maria , professore ordinario di Teoria e tecniche della dinamica di gruppo, insegna presso l'ateneo palermitano; dirige la rivista "Gruppi", nella clinica nelle istituzioni, nella società. Numerose le sue pubblicazioni sulle dinamiche gruppali e sociali, fra le sue ultime pubblicazioni per i nostri tipi ha curato Il segreto e il dogma. Percorsi per capire la comunità mafiosa (1998).
Gioacchino Lavanco , ricercatore e docente di Psicologia di comunità presso l'Università di Palermo. Membro del direttivo nazionale della Società di Psicologia di Comunità è autore di numerose ricerche sul tema dell'intervento sociale. Per questa casa editrice ha curato il volume L'isola e il cambiamento. Valori giovanili e prevenzione della mentalità mafiosa (1996).
Cinzia Novara , dottore in psicologia clinica e di comunità collabora e coordina alcuni progetti sociali del Comune di Palermo. Con Gioacchino Lavanco ha curato il volume Tra il padre e la madre. Interesse del minore e psicologia di comunità (Palermo, 1998).