Le vicende industriali che, dipanandosi per oltre centocinquanta anni, hanno portato alla costituzione del Distretto della Sedia del Friuli Venezia Giulia, per il quale hanno lavorato i più noti designer del passato e del presente, da Vico Magistretti a Paola Navone, da Ilmari Tapiovaara a Setsu Ito.
Il terzo volume della serie RED – Research Experiences in Design è dedicato a Paolo Ulian, designer “un po’ fuori gioco”, come si autodefinisce, attento ai temi del riuso e della sostenibilità. Ha collaborato con Driade, Fontana Arte, Luminara, Zani e Zani, BBB Bonacina, Coop, Azzurra Ceramiche, Skitsch, Officinanove… Nel 2010 la Triennale di Milano ha ospitato la sua seconda mostra personale, curata da Enzo Mari.
Cogliendo l’occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, alcuni studiosi ed esperti di comunicazione visiva hanno analizzato il tema della corporate nazionale, prendendo in esame con particolare attenzione quei settori in cui l’«immagine» emerge in un contesto di valori iconografici, siano essi di origine popolare sia emanazione della tradizione colta.
Il secondo volume della serie RED – Research Experiences in Design prende in esame la figura di Giulio Iacchetti, un progettista di grande sensibilità, che fa continuamente, instancabilmente ricerca. Un approccio progettuale che, senza abbandonare il necessario pragmatismo del fare, si confronta con una più ampia e stimolante cornice antropologica.
Il volume nasce all’interno del progetto RED – Research Experiences in Design, un ciclo di incontri e seminari con designer internazionali in collaborazione con il Triennale Design Museum. Questo primo volume della serie presenta la figura di Kazuyo Komoda, designer attiva in Europa e in Estremo Oriente, che ha collaborato con molte importanti aziende internazionali.
Cosa avverrà nel mondo del design nei prossimi decenni? Le principali previsioni sono: il minimalismo; il design come mass-medium; il digitale salvatutto; l’usa-e-getta; gli inventori vs gli stilisti; la dematerializzazione; la vendita orientata sul consumo; l’orientamento critico delle vendite…
Attraverso 10 sguardi d’autore il volume illustra alcuni fra i principali temi della rappresentazione del paesaggio italiano mediterraneo: luoghi senza tempo, della nostra storia antica e del presente, spazi da attraversare (il mare nostrum, i suoi approdi, le sue rive), luoghi immaginifici, luoghi progettati, luoghi assenti, paesaggi ideali e post-paesaggi.
Il libro indaga il valore attribuibile alle imperfezioni degli oggetti, proponendole come sintomi di un’inequivocabile unicità del prodotto. Ridare valore all’imperfezione significa progettare prodotti capaci di invecchiare, di modificarsi, di essere riparati; significa stimolare il legame emotivo tra utente e prodotto.
Una raccolta di notazioni aforistiche sul lavoro del designer, derivanti dall’esperienza pratica, nella quale le visioni ideali si scontrano con la sempre più instabile e imprevedibile realtà quotidiana. Un tentativo di ridimensionare l’immagine comune del design per sollecitare le nuove generazioni a una rifondazione scientifica e olistica della disciplina.
Una raccolta di trenta interviste pubblicate dal 2000 al 2010 sulla rivista on line IdeaMagazine.net. Scopo del volume è di offrire al lettore un primo resoconto «fenomenologico» su tre ambiti operativi della cultura del progetto assai poco frequentati dalla «comunicazione» sul design: il «nuovo» design italiano, il progetto in Toscana, il design al femminile.
Una selezione di articoli e saggi di Andrea Branzi dagli anni Settanta fino ad oggi. Il pensiero teorico di Branzi delinea una potente via di uscita da una serie di miti della modernità, analizzandoli nei loro riflessi sulla cultura del design. L’antologia vuole presentare un quadro di idee evolutive che prefigurano direzioni inedite per il progetto e sollecitano la definizione di un nuovo statuto per il design.
Una nuova raccolta di saggi sul rapporto tra la disciplina semiotica e la progettazione. Se la semiotica è chiamata a intraprendere vie di sperimentazione, oltre che di indagine teorica, il testo è anche testimonianza di casi di pratica effettiva con progettisti o per progettisti, di applicazioni ed esperienze. È il racconto di come semiotici e progettisti si possono incontrare sul campo.
Una storia del design strettamente legata al suo autore e al suo modo di essere progettista. Ma anche un testo che, rifiutando di trasformarsi in una semplice cronologia delle nascite di nuovi oggetti e delle modificazioni delle loro forme, offre una visione globale della vicenda del design, rapportata agli avvenimenti della storia, ai movimenti artistici, alle vicende politiche, alle scoperte scientifiche.
VerDiSegni è un’associazione culturale che si occupa di promuovere e diffondere la cultura del verde e del paesaggio. In questo volume ha raccolto testimonianze e contributi che offrono: elementi di riflessione e suggestione ai paesaggisti, strumenti di documentazione a coloro che si affacciano alla professione e spunti per itinerari di viaggio nei più significativi luoghi in cui l’arte è stata coniugata con il giardino e il paesaggio.
Il libro, che si inserisce in un’ampia e consolidata tradizione di studi e ricerche sul disegno per il progetto, è orientato ad approfondire alcuni fra i principali temi della rappresentazione con riferimento allo spazio teorico e operativo del design. I molti disegni che accompagnano il testo sono un prezioso sussidio e aiutano lo studente alla comprensione del disegno come atto intellettuale.
Qual è il ruolo dell’artigiano contemporaneo? Attraverso sedici interviste immaginarie a vari personaggi illustri dell’arte/artigianato, il testo passa in rassegna i fattori costitutivi del simulacro artigiano, che pur essendo virtuale è considerato e “usato” come reale.
“L’edonismo non è un esercizio collettivo ma piuttosto individuale. L’edonista maturo sa cosa vuole, perché ha imparato a organizzare i propri desideri; sa dove e cosa cercare; e con chi dividere il suo piacere”. A distanza di vent’anni dalla prima edizione, il contenuto “visionario” di questo libro non si è soltanto attualizzato nella realtà dei consumi contemporanei, ma rappresenta un modello ancora valido e auspicabile.
Otto saggi e un’intervista a un architetto per scoprire il ruolo che può avere la semiotica nell’invenzione del design, nella produzione innovativa di beni tangibili e intangibili. Un mosaico di riflessioni e di proposte che disegna una traiettoria aperta, dalla panoramica teorica al diario di progetto; una rete di valutazioni e soluzioni in dialogo tra loro.
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aggiornamento: 14 Maggio 2013
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