Prendendo in esame l’ampia produzione di Hans-Georg Gadamer, il volume intende mettere in rilievo quanto la riconsiderazione critica della riflessione etica sia connessa a un parallelo sviluppo di una rivalutazione dell’ambito etico, all’interno della prospettiva ermeneutica.
Gli atti del Convegno “Simbolo e Cultura. Ottant’anni dopo la Filosofia delle forme simboliche” che ha ospitato i massimi studiosi del Cassirer, storico e filosofo della cultura e della scienza.
Un omaggio a Maria Teresa Marcialis, una serie di saggi che richiamano tematiche vicine ai suoi interessi scientifici: dal cartesianesimo al Settecento, fino ai lavori sull’anima delle bestie, sul pensiero delle donne o sulla loro immagine nei classici della filosofia, su significativi momenti della filosofia in Italia e su aspetti rilevanti del dibattito contemporaneo.
Il volume presenta gli atti di un convegno sulla figura di Jacobi, un pensatore “in discussione”: dallo Spinozismusstreit al dibattito sull’idealismo trascendentale kantiano, dall’Atheismusstreit alla disputa sulla filosofia della natura e dell’identità di Schelling, le principali controversie filosofiche della Germania a cavallo tra fine Settecento e inizio Ottocento vedono Jacobi protagonista di un intenso confronto con i contemporanei…
La stesura di una storia della filosofia implica un problema di fondo: se essa debba essere intesa come una “filastrocca di opinioni”, come obiettato da Hegel nelle sue Lezioni sulla storia della filosofia. La filosofia deve pertanto essere studiata sulla base del metodo storico? La risposta non può che essere affermativa, nella misura in cui si ritiene che ogni tipo di ricerca non prescinda mai da una possibile problematizzazione e storicizzazione del tema prescelto...
Il volume presenta la figura di Francesco De Sarlo, nella sua duplice appartenenza sia alla storia della filosofia che alla storia della psicologia. Laureato in medicina, fu docente di Filosofia teoretica nell’Istituto di Studi Superiori di Firenze, dove nel 1900 aprì il laboratorio di psicologia sperimentale.
Il volume vuole mettere in luce come la riflessione di Kierkegaard ruoti in gran parte intorno al paradosso genuinamente metafisico di una corporeità concepita come determinazione originaria del reale, irriducibile in quanto tale allo spirito: tale paradosso costituisce l’autentico fondamento dell’eroica ma non irragionevole “fede di Abramo”, tratteggiata dal filosofo in Timore e tremore.
Il volume dimostra la presenza in Hegel di una teoria dell’azione intenzionale, una teoria che anticipa molte prospettive teoriche di alcuni autori contemporanei, nella misura in cui separa le questioni legate alla descrizione e spiegazione di un evento da quelle relative alla responsabilità e imputabilità dell’agire.
Il volume costituisce il primo contributo allo studio di tutti gli aspetti dell’azione politica del filosofo Antonio Rosmini-Serbati, nel generoso impegno per l’unità italiana. In particolare Rosmini operò nel 1848-49 per alcune soluzioni politiche e diplomatiche che assicurassero agli Stati della Penisola la possibilità di unirsi in una Confederazione.
Il volume affronta diverse problematiche riconducibili ai temi che caratterizzano il percorso di ricerca di Raffaele Ciafardone: la Logica, l’Ontologia e l’Etica. Le ricerche raccolte condividono il modo con il quale Ciafardone ha affrontato il lavoro storiografico, caratterizzato da quella Billigkeit (“equità”) posta coscientemente alla base della corretta interpretazione dei testi in quella fondamentale epoca della nostra cultura che le preziose ricerche filosofiche di Ciafardone hanno il merito di aver messo in una nuova luce: l’Illuminismo.
Il volume cerca di rileggere la novità della fenomenologia di Husserl riportandone le questioni fondamentali all’antica tradizione aristotelica. Lo sviluppo di questa lettura segue un movimento non lineare, che vede Husserl dialogare con Aristotele – attraverso e contro Brentano. Il punto di partenza, storico e teoretico, è rappresentato dai corsi universitari che Brentano tenne a Vienna nel 1885-86, e che persuasero il giovane “matematico” Husserl a dedicarsi alla filosofia come professione.
Una lettura del linguaggio poetico di Paul Celan. Per Celan la metafora è un mezzo per ripercorrere a rebours il cammino verso la realtà. In questi termini, il suo linguaggio poetico fa i conti con una frattura irreparabile rispetto alla realtà: l’esperienza dello sterminio degli ebrei, che viene qui affrontata come fatto linguistico da lui percorso per sconfiggere, col linguaggio e nel linguaggio, il meccanismo nichilistico innescato dalla storia.
Caduto il fascismo e finita la guerra, «La Nuova Europa», diretta da Luigi Salvatorelli con il contributo non marginale di Guido De Ruggiero, fu testimone dei momenti più delicati della storia del nostro Paese. In particolare, De Ruggiero fu autore di articoli e corsivi da rileggere nel contesto della dualità “politica e cultura”, situata nel vasto panorama dell’idealismo e dello storicismo.
Il volume rivisita l’opera di Voegelin, rivedendo la posizione della maggior parte dei suoi critici, che lo hanno, di volta in volta, bollato come pensatore conservatore, rivoluzionario, integralista, protestante, tradizionalista, progressista… Per Voegelin filosofia e scienza devono trovare il modo di convivere, senza preclusioni.
La «Rivista di Filosofia e Scienze Affini», nei suoi dieci anni di vita, testimonia lo sforzo degli allievi di Ardigò di sperimentare, anche sulla base di nuovi impulsi provenienti dalle filosofie straniere, accomodamenti teorici e aperture tematiche in grado di risolvere la crisi del positivismo, senza però cessare di dichiararsi umili discepoli del “grande vecchio”. Ma essa testimonia anche, talora con accenni larvati e quasi riottosi, talora senza remore e infingimenti, l’acquisizione progressiva della consapevolezza della vanità di questo sforzo.
Sin dai Pitagorici, l’idea di un sapere unitario e incontrovertibile si è legata con la matematica e la logica, espressioni di un logos in grado di congiungere la stabilità dell’arché con la completezza del kosmos. La Collana di Armonia segue le orme storiche di questo orizzonte dalla sua formazione al suo momento culminante (con la scienza moderna e con Kant), fino al suo epocale dissesto, alla fine dell’Ottocento, con Poincaré, e alla disarmonia della conoscenza, di cui parla Feyerabend.
Nell’ambito della filosofia della scienza del Novecento, sono state sviluppate concezioni del metodo (metodologie) fra loro molto differenti. Si pone dunque il problema, per ciascun metodologo, di dimostrare che le sue norme metodologiche sono funzionali al raggiungimento dei fini della scienza. L’analisi di tale problema va oggi sotto il nome di metametodologia, coniato da Larry Laudan. Il volume affronta alcuni aspetti del dibattito metametodologico contemporaneo prendendo le mosse, appunto, dall’opera di Laudan.
Emanuele Severino, il più noto filosofo italiano, in una sorta di psicoanalisi filosofica intende discendere nel sottosuolo dell’occidente per smascherarne e disoccultarne la fede nel divenire che dal pensiero greco a quello moderno gli appare la matrice nascosta del nichilismo. Credere che le cose possano divenire è credere che vengano dal nulla e vadano nel nulla e siano nulla, e invece tutto è eterno... Attraverso la tesi di Severino, il volume offre una rilettura di tutto il pensiero occidentale.
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aggiornamento: 14 Maggio 2013
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