Nel ritagliarsi uno spazio di partecipazione in ambito politico, tradizionalmente riservato agli uomini, i profili di donne qui presentati si dibattono tra due tensioni: la volontà di prescindere da ogni preconcetta differenza di genere, e la necessità, invece, di fare i conti con una specifica identità femminile, cucita loro addosso dal modello patriarcale dominante.
Un nuovo volume della collana I documenti raccontano. In due paesi della Brianza distanti pochi chilometri l’uno dall’altro nel febbraio del 1931 matura e si consuma rapidamente una piccola vicenda di violenza privata che riassume in maniera esemplare la prepotenza sistematica del fascismo...
Le tappe che hanno caratterizzato la vita di una così complessa personalita: il periodo italiano, l’antifascismo e la scelta dell’esilio; quello tra le due guerre, con un ruolo di primo piano nel mondo accademico newyorkese; quello del dopoguerra, quando si dedica totalmente alla realizzazione della rivista «The Reporter».
Il carteggio che Ernesto Rossi e Altiero Spinelli si scambiarono mentre svolgevano attività clandestina in Svizzera e, per il solo Spinelli, anche in Italia e in Francia. Circa cento lettere dei due autori del Manifesto di Ventotene (1941) e fondatori del Movimento federalista europeo (agosto 1943), con parole d’ordine: ricostruire l’Italia e immaginare un’Europa diversa.
Il volume ricostruisce il percorso biografico di Alceste De Ambris, figura che riflesse meglio di chiunque altro le inquietudini, le oscillazioni e le ambivalenze della cultura rivoluzionaria italiana: sindacalista rivoluzionario, libertario, cospiratore, deputato, interventista, sansepolcrista, dannunziano, legionario, antifascista, massone, quattro volte esule in terra straniera...
Questo numero dell’Annale Irsifar si focalizza sull’Olimpiade di Roma 1960, un appuntamento significativo, a soli quindici anni dalla fine del secondo conflitto mondiale, che mise in vetrina un paese in crescita, rigenerato e in pieno miracolo economico. Un evento che viene riletto alla luce di un intreccio fra storia dello sport, storia politico-istituzionale e storia urbanistica.
Il volume racconta l’esperienza del mensile dell’Associazione Giustizia e Libertà, che, dal 1947 al 1970, divenne uno dei luoghi di confronto ideale per un gruppo di intellettuali consapevoli della responsabilità che spettava loro nella lotta per la costruzione della democrazia nel nostro Paese e la piena valorizzazione dei principi della Costituzione appena proclamata.
Attraverso un’attenta considerazione dei documenti disponibili, il libro descrive il progressivo coinvolgimento di Roma nella Seconda guerra mondiale. Ripercorrendo l’evoluzione teorica e pratica dei bombardamenti aerei, il testo ricostruisce gli eventi che hanno segnato la sorte di tanti quartieri romani, dei Castelli Romani e di Montecassino.
Il volume esamina le dinamiche interne della classe dirigente fascista in alcune zone del paese, la formazione di un ceto di amministratori coloniali dell’Oltremare, l’attività delle Società e Deputazioni di storia patria, la “perifericità” dell’esperienza fascista nel dibattito politico europeo degli anni Venti. Gli approfondimenti sulla periferia del sistema politico, istituzionale e culturale fascista gettano nuova luce su uno dei principali interrogativi relativi al regime: la sua potenzialità “rivoluzionaria” rispetto al vecchio ordine.
L’indagine sulla diaspora azionista nel primo decennio dell’Italia repubblicana è condotta sulla corrispondenza, in parte ancora inedita, e sull’attività giornalistica e storica di Aldo Garosci, Carlo Ludovico Ragghianti e Leo Valiani, ed estende lo sguardo al dibattito con Mario Pannunzio e i radicali de “Il Mondo”. Termine cronologico della storia è il 1956, l’anno che segnava una svolta nelle relazioni internazionali e avviava il processo di affrancamento del socialismo dal mito sovietico. L’anno della nascita del Partito radicale.
A dieci anni dalla scomparsa, il volume ricorda la figura di Maria Teresa Regard, attraverso due memorie della sua vita composte negli anni Novanta, quando ha dovuto affrontare l’irruzione drammatica del passato con la testimonianza sulla prigionia in via Tasso resa al processo Priebke: la prima ricostruisce le scelte politiche, prima nella Resistenza romana e poi nel PCI, e narra del suo impegno intellettuale di giornalista; la seconda è uno sguardo sulla propria vita e sul passato…
Il carteggio Rosselli-Salvemini si apre nel 1925, all’indomani del discorso mussoliniano che inaugurava la dittatura fascista, e si conclude nel 1937, poco prima dell’assassinio di Carlo e Nello Rosselli. Nell’arco di dodici anni il dialogo tra i due è ravvivato da riflessioni e giudizi, previsioni e speranze, polemiche e discussioni illuminanti per conoscere la storia di “Giustizia e Libertà”, per seguire le vicende dell’emigrazione antifascista e per cogliere aspetti e problemi della politica internazionale e della crisi della democrazia.
Nelle lettere che Aldo Garosci e Leo Valiani si scambiano tra il 1947 e il 1983 emerge l’atmosfera politica, culturale ed emotiva che ha contraddistinto quattro decenni di storia italiana e internazionale del ’900, di cui entrambi sono stati testimoni, protagonisti, partecipi. Attraverso la soggettività politica di Garosci e di Valiani, l’antitotalitarismo del primo e l’antifascismo del secondo, il volume ricostruisce pertanto la storia della Repubblica.
Le vicende della città e della provincia di Brescia, dei suoi uomini e delle sue donne, durante l’anno memorabile che va dalla primavera del 1945 all’estate del 1946. Utilizzando le carte inedite del CLN provinciale, inaccessibili finora, il volume rilegge la difficile e intricata realtà dell’immediato secondo dopoguerra, tra problemi di ogni sorta e grandi speranze nel futuro.
Le vicende del movimento partigiano sulle colline del Roero, all’indomani dell’8 settembre, nelle memorie del capitano Icilio Ronchi Della Rocca, che raccolse molti documenti in un archivio personale, da cui trasse un libro di Ricordi pubblicato nel 1965 per le edizioni dell’Associazione partigiani autonomi. La presente ristampa colma una lacuna che si era venuta a produrre con l’esaurimento del volume, il quale esce inalterato nei contenuti, ma arricchito nel repertorio iconografico.
Uno sguardo sulla vita quotidiana nella capitale durante i nove mesi di occupazione nazifascista, un testo utile per rileggere le forme del dominio nazifascista e il rilievo del movimento di liberazione. Un’immagine sfaccettata della città, che subisce un pauroso degrado nelle condizioni di vita, ma continua a conservare tratti di “quasi normalità” (spettacoli, manifestazioni artistiche e sportive).
Partendo dalle costruzioni di genere che definiscono i modelli della militanza antifascista, il volume ne mostra il profondo carattere virile. L’analisi della storiografia sull’antifascismo scorre parallela a quella della storia delle donne, di cui si scandiscono le diverse stagioni, e si mettono in luce le influenze più o meno significative esercitate sulla storia dell’opposizione antifascista, anche questa decisamente caratterizzata al maschile.
Attraverso documenti di famiglia, lettere e fotografie il testo ripercorre la vita di Lino Jona, un giovane ebreo morto a 24 anni nel 1942. La ricostruzione degli anni della sua formazione e del suo impatto con le leggi razziali connettono la sua storia a innumerevoli altre, e forniscono un quadro emblematico dei livelli di consapevolezza con cui la comunità ebraica piemontese subì le leggi razziali e del clima di generale indifferenza in cui esse furono accolte nella società italiana.
Una riflessione sulla storia contemporanea in Italia, attraverso gli atti di un convegno sul contributo di Nicola Gallerano alla lettura-interpretazione del recente passato. La figura di Gallerano è altamente rappresentativa di una generazione che, attraverso lo studio della storia contemporanea dentro e fuori l’università, intese impostare il terreno per un rinnovamento civile del paese.
Il volume raccoglie gli scritti autobiografici, alcuni dei quali inediti, di Mario Boneschi, presentati qui in occasione del centenario della nascita. Il libro offre un alto esempio di memorialistica, suggerendo quale singolare personalità fosse Boneschi, capace di fermare personaggi, episodi, aneddoti, con precisione meticolosa, gusto raffinato e sottile ironia.
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aggiornamento: 14 Maggio 2013
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