Presentazione
del volume:
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Anthony Collins, libero pensatore ed erudito, fu interlocutore ricercato del Locke e dello Shaftesbury e autore stimato da Radicati di Passerano, Voltaire, Holbach. Numerosi interpreti hanno inteso il Collins quale un anti-clericale, magari un anti-cristiano, nondimeno un teista sincero, un "immortalista", dunque, in breve, un deista. Tuttavia, le riflessioni di Collins sul problema del male, sulla necessità, sullo statuto convenzionale dell'etica, sulla materialità dell'anima paiono convergere piuttosto su di una negazione filosofica dell'esistenza di Dio.
In questo libro l'attenzione è stata rivolta anzitutto all'individuazione e all'analisi di nessi importanti tra il prolifico Collins autore e l'inesausto Collins lettore, alla sua utilizzazione ingegnosa e irriverente di imponenti tradizioni di pensiero "ortodosso", al suo coinvolgimento diretto in una campagna giornalistica intransigente per la moralizzazione della vita politica e la denuncia dell'abuso prelatizio della credulità popolare. Inoltre si presenta qui, per la prima volta, un'edizione del catalogo manoscritto dell'imponente collezione libraria di Collins, nella convinzione che una conoscenza accurata della sua biblioteca sia complementare alla comprensione della sua opera.
Giovanni Tarantino ha conseguito un dottorato di ricerca in Studi Storici presso l'Università degli Studi di Firenze. Per i tipi Olschki ha pubblicato Martin Clifford (1624-1677): deismo e tolleranza nell'Inghilterra della Restaurazione (2000). È tra gli autori del volume miscellaneo Religion and Philosophy in Enlightenment Britain (Oxford UP) e ha contribuito con alcune voci all'Oxford Dictionary of National Biography. È membro delle redazioni di Cromohs e del Portale di Storia Moderna. Lavora attualmente presso la Monash University (Melbourne, Australia) contribuendo all'ampliamento in Europa delle sue attività didattiche e scientifiche. È Honorary Research Associate in the School of Historical Studies, Monash University.
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