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Nel moderno sistema agroindustriale il settore del tabacco si articola tra concentrazione produttiva in aree "vocate" a forte internazionalizzazione del mercato. Numerosi sono i tabacchi coltivati in Italia, con caratteristiche merceologiche diverse e con organizzazioni di filiera differenziate.
In Europa, l'intervento pubblico, certamente rilevante, è stato commisurato al forte impiego occupazionale sia nell'azienda agricola che nell'industria di trasformazione. Il meccanismo di sostegno europeo scaturisce dal concorso combinato di tre differenti fattori: la rilevanza sociale ed economica difficilmente sostituibile in aree rurali con scarse alternative, l'indotto occupazionale e la necessità di autoapprovvigionamento per l'industria dell'UE.
Nell'ultima parte del lavoro si è voluto evidenziare l'integrazione tra industria di prima trasformazione e settore primario studiando quattro filiere regionali (Veneto, Umbria, Campania e Puglia) e distinguendo quattro gruppi varietali di tabacco (Bright, Burley, Orientali, altri minori). È emerso un sistema agroindustriale integrato, caratterizzato dalla presenza di un movimento cooperativo largamente diffuso e di un'industria a matrice multinazionale, forte di un know-how tecnologico, commerciale e finanziario. Tra queste due componenti si pone l'Azienda autonoma dei monopoli di Stato, sul cui ruolo la discussione rimane aperta.
Numerosi sono i problemi organizzativi, tecnologici e finanziari, sia nella fase agricola, ancora divisa tra imprese di tipo capitalista e micro-imprese a carattere familiare, che nella fase di prima trasformazione, rappresentata da imprese cooperative e multinazionali.
La grande industria multinazionale esercita una forte leadership nel mercato, orientando i consumi e la produzione di materia prima di origine agricola. La domanda, a livello mondiale, va progressivamente consolidandosi verso un prodotto contenente miscela di tipo americano; questa tendenza va tenuta presente dal settore nazionale.
In Europa, la crescente avversione al mantenimento del sostegno pubblico dato a tale coltura sta affermandosi giustificata, sia per gli effetti negativi che il fumo ha sulla salute, sia per gli effetti distorsivi che l'aiuto alla produzione ha avuto sui mercati del tabacco e delle colture alternative.
Il settore continua a trovarsi regolamentato da un quadro normativo reso fortemente precario per la contrapposizione di chi ne vorrebbe il mantenimento e chi lo smantellamento. Questa situazione rende difficilmente proponibile qualsiasi adattamento, tanto della fase agricola che di quella agroindustriale, per incrementare la competitività del settore.
Alfio Crispolto Rossi (1931) professore ordinario di Economia e politica agraria dirige l'omonimo Istituto della Facoltà di Agraria dell'Università degli Studi di Perugia. Si è occupato a fondo di ricerche sulla meccanizzazione e sulle innovazioni in agricoltura. Ha condotto studi e ricerche sui mercati agricoli; ha coordinato progetti finalizzati. Si è sempre occupato dei problemi economici del tabacco seguendo una lunga tradizione dell'Istituto. È membro del Consiglio scientifico del Ce.S.E.T. (Centro studi di estimo e di economia territoriale) e del Consiglio direttivo dell'Inea.
Tommaso Sediari (1943) professore straordinario di Economia e politica agraria nella Facoltà di Economia dell'Università degli Studi di Perugia. Autore di numerosi contributi su argomenti diversi della economia e della politica agraria, recentemente rivolge in prevalenza la sua attenzione scientifica ai temi della cooperazione e della politica agraria europea ed internazionale. È coautore di un libro di testo: Istituzioni di economia e politica agraria. È direttore di un Corso di perfezionamento in Economia della gestione delle risorse ambientali dell'Università degli Studi di Perugia.
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