Di fronte alla crisi dello Stato nazionale e delle istituzioni politiche rappresentative viene da più parti un richiamo all'inclusione delle "associazioni intermedie" della società civile come soggetti pubblicamente responsabili e capaci di assumersi direttamente funzioni di governo della società.
Il declino del neocorporativismo come forma della relazione tra Stato e società civile fa infatti emergere altri tipi di organizzazioni, che mostrano caratteristiche sociali e politiche inedite: associazioni di privato sociale, movimenti sociali, gruppi di iniziativa diretta dei cittadini. Con espressioni come "democrazia associativa", "politiche della differenza" e "teoria della governance " il pensiero politico cerca faticosamente un nuovo lessico e una nuova normatività capaci di combinare il protagonismo delle associazioni sulla scena politica con i valori e le migliori intuizioni della modernità.
I saggi che compongono questo volume cercano di rispondere da un punto di vista strettamente sociologico ai problemi sollevati dall'ingresso delle associazioni e delle organizzazioni nella sfera pubblica. La cultura pubblica del terzo settore, il rapporto tra associazionismo e politica tradizionale, le nuove forme di democrazia diretta sono solo tre dei molti temi sollevati dal nuovo protagonismo politico delle associazioni di privato sociale.