Metaphora absurda. Linguaggio e realtà in Paul Celan
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Camilla Miglio
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Studi, ricerche
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pp. 208,      1a edizione  2011   (Codice editore 230.96)
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Codice ISBN: 9788856842418
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In breve
Una lettura del linguaggio poetico di Paul Celan. Per Celan la metafora è un mezzo per ripercorrere a rebours il cammino verso la realtà. In questi termini, il suo linguaggio poetico fa i conti con una frattura irreparabile rispetto alla realtà: l’esperienza dello sterminio degli ebrei, che viene qui affrontata come fatto linguistico da lui percorso per sconfiggere, col linguaggio e nel linguaggio, il meccanismo nichilistico innescato dalla storia.
Presentazione del volume


Metaphora absurda
è una lettura del linguaggio poetico di Paul Celan. La poesia, antimetaforica e antiermetica, è Pessach (Pasqua, passaggio) e liberazione verso la patria promessa dei liberi e degli indimenticati. Celan ingaggia la metafora non per chiudere totalmente la relazione all'interno del linguaggio, come fa la poesia pura in direzione del figurato e del traslato, ma per ripercorrere à rebours il cammino verso la realtà. Per funzionare come 'inaudita' metafora, antimetafora.
Realtà contro Verità, Celan risponde con la poesia alla filosofia del linguaggio di Heidegger e la riduce, in un virtuale confronto, al silenzio; e si confronta sia con i vivi (Bachmann, Sachs, Susman, Adorno, Lacan), sia con i non più vivi (Wittgenstein, Husserl, Mandelstamm, Landauer), avventurandosi da pioniere in un pericoloso attraversamento: uno Schibboleth tra acque, ghiaie, nevi e lande dell'amato Est, per cercare, da terra straniera, un rimpatrio, anche estemporaneo, come una tenda. Questa tenda può essere solo la poesia, a partire da cui e dentro cui è possibile trovare ancora voci e membra di etica, di religione, di politica.
In particolare, il linguaggio poetico fa i conti con una frattura irreparabile rispetto alla realtà: l'esperienza dello sterminio degli ebrei, comunemente interpretata come il tema della poesia di Celan, viene qui affrontata come fatto linguistico da lui percorso per sconfiggere, col linguaggio e nel linguaggio, il meccanismo nichilistico innescato dalla storia. Scavalcare il valico dal linguaggio alla realtà è stato davvero, per Celan, questione di vita e di morte.

Marianna Rascente è dottore di ricerca in filosofia. Presso l'Università Statale di Pisa, dove ha conseguito il titolo, è membro del direttivo del Centro Interdipartimentale di Studi sull'Ebraismo (CISE). Attualmente lavora in ambito editoriale e collabora con l'Università "L'Orientale" di Napoli.

Indice


Camilla Miglio, Prefazione
Marianna Rascente, Premessa
Introduzione - La metafora in Celan e a partire da Celan
(Metafora e realtà; Il problema della referenza; Una traccia di lavoro)
Poesia singolare e plurale
(Una particolare indagine storica; Dalle parole ai nomi; Appendice - Frequenza dell'uso di du e di wir nelle raccolte poetiche di Paul Celan)
Quale metafora? Celan e la filosofia
(Pars destruens. Poesia come 'antimetafora'; Topologia senza retorica: topoi come punti di intersezione; Metafora e semiotica: dal segno al nome proprio; Metafora e semantica: dal senso al gesto; Metafora e psicanalisi: dal sogno alla vigilia; L''uso' della metafora in Celan; Il legame di 'segno' e 'senso'; Il 'fenomeno' nella poesia; Cosa 'porta' la poesia)
Ontologia celaniana? "Viva il re!" non è un omaggio all'ancien régime
(Linguaggio e realtà: le parole di soglia; Pars costruens: la poesia, 'più che metafora'; Realtà e utopia; Il 'meridiano' come superamento delle separazioni; La verità nel mezzo della tormenta di metafore; Realtà, linguaggio, etica e politica)
Ebraismo e linguaggio
(Una questione di metodo; Poesia e dabar: dalla Genesi all'Esodo; Il dire individuale della Torah; Religione e poesia)
Bibliografia
Indice dei nomi




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