Negli ultimi anni in tutti i paesi industriali occidentali, si Þ verificato un arresto nella crescita delle grandi cittÓ e una ripresa di popolamento in aree periferiche. Fin a che punto l'Italia segue questo andamento? Qual'Þ da noi la dimensione e l'articolazione territoriale del fenomeno? A quali forme di valorizzazione dello spazio esso Þ associato? Questo libro Þ il primo rapporto di una ricerca di gruppo, coordinata dall'Associazione dei geografi italiani (Agei), nato dall'esigenza di dare una risposta non soltanto regionale o settoriale a queste domande. Operando su dati disaggregati a livello comunale, la ricerca parte dal confronto delle variazioni della popolazione in tre periodi significativi compresi tra il 1958 e il 1980.
Per ogni regione tali elaborazioni statistico-cartogriafiche vengono approfondite, interpretate e poste in relazione con i processi di rivalorizzazione e trasformazione territoriale. Questa parte centrale del volume Þ preceduta e seguita da due parti di carattere generale e metodologico relative al significato e alla misura della marginalitÓ geografica, alla definizione di modelli regionali di sviluppo periferico e degli indicatori statistici relativi, al confronto del caso italiano con quanto di recente si verifica nell'Europa Occidentale e negli Stati Uniti con contributi anche di studiosi di varia formazione disciplinare.
Pur trattandosi di un rapporto di ricerca, redatto da specialisti, con un'ampia e originale documentazione, il volume Þ anche un saggio a pi¨ voci, accessibile ai non specialisti interessati a un quadro d'insieme delle trasformazioni recenti dell'organizzazione dello spazio geografico italiano (demografico, sociale, economico), delle nuove strutture regionali emergenti e dei problemi connessi. Esso si rivolge quindi, oltre che agli studiosi di geografia umana ed economica" di discipline territoriali e socio-economiche regionali, anche agli operatori politici, sindacali, agli amministratori pubblici e privati interessati alla dimensione territoriale dei problemi.