Lo sviluppo delle tecnologie dell'informazione sta trasformando politica e economia, società e forze armate. Il mondo si sta modificando con un ritmo mai conosciuto. Potenza e ricchezza si stanno dematerializzando. È mutata l'importanza dei territori. Si è determinata una grande instabilità geopolitica e nella divisione internazionale del lavoro. Prevalgono le strutture orizzontali, a rete, su quelle gerarchiche, troppo poco flessibili per adeguarsi ai mutamenti e all'imprevisto. Ogni autorità è contestata anche perché dai "beni pesanti", più o meno direttamente collegati alla creazione divina, si sta passando ai "beni pensanti", creati dell'uomo.
La rivoluzione dell'informazione ha già provocato il collasso del blocco sovietico e la fine della guerra fredda. Sta ora determinando la crisi degli stati territoriali, imponendo loro almeno un ampio decentramento di poteri. Gli Stati che non si adeguano implodono, come è avvenuto per la Jugoslavia e l'Unione Sovietica e come sta forse avvenendo in Indonesia, India e Russia. Le nuove tecnologie offrono però anche grandi opportunità. Non solo pericoli o sfide. Occorre comprendere il senso dei cambiamenti turbolenti e rapidi non solo per non farsene travolgere, ma anche per trarne ogni possibile vantaggio.
Carlo Jean , generale, è docente di Studi Strategici alla Luiss - Guido Carli. È stato Consigliere Militare del Presidente Cossiga e ha diretto il Centro Alti Studi Difesa. Attualmente, opera in Jugoslavia per l'attuazione degli accordi di Dayton.
Giulio Tremonti , professore ordinario nella facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Pavia ed avvocato, è stato Ministro delle Finanze ed è attualmente deputato al Parlamento italiano.