La diffusione delle demenze è legata allo scenario demografico di questi anni: l'aumento della spettanza di vita - evento che non ha precedenti nella storia dell'umanità - ha parallelamente indotto quello delle persone affette da demenza. Si calcola che al di sopra degli 85 anni, il 50% della popolazione sia affetto da deterioramento cerebrale, e la malattia di Alzheimer ne rappresenta la forma più frequente.
Le demenze quindi sono diventate una malattia a forte impatto sociale non solo per le sue dimensioni ma anche perché è mutata la struttura socio-ambientale in cui sono gestite. Oggi infatti le caratteristiche proprie della struttura familiare e sociale impediscono la "cura del bisogno": i tempi accelerati non permettono l'attenzione verso chi è in difficoltà e il rinvio ai servizi esterni è la naturale conseguenza a questa impossibilità di esercitare solidarietà.
La demenza è una sindrome degenerativa che comporta il deterioramento delle funzioni cognitive che condizionano l'espletamento delle attività quotidiane. Certamente i nuovi farmaci attualmente disponibili rappresentano un'innovazione rispetto al passato ma non sono efficaci nel trattamento definitivo di questa sindrome. In attesa della scoperta di nuovi farmaci più efficaci, l'attenzione dei ricercatori si sta concentrando su approcci terapeutici non farmacologici, rivolti alla correzione degli aspetti cognitivi e comportamentali conseguenti alle demenze, stimolando l'espletamento delle attività quotidiane del paziente demente.
Gli interventi riabilitativi possibili sono diversi: cognitivi, cognitivo-comportamentali, della sfera emotiva, della sfera relazionale. Questi elementi sono stati utilizzati singolarmente, ma negli ultimi anni si sta sviluppando la tendenza ad unire i diversi interventi all'interno di una terapia riabilitativa.
Questo lavoro intende verificare, sulla base dei dati disponibili in letteratura e sull'esperienza clinica direttamente maturata, se la terapia delle 3R - uno dei possibili interventi cognitivi, che unisce la Reality Orientation Terapy (ROT), la terapia della Reminescenza e la terapia di Rimotivazione - sia efficace nel migliorare la vita quotidiana del demente.
La ROT ha come obiettivo fondamentale il recupero dei deficit cognitivi, aumentando la consapevolezza dell'ambiente e il contatto interpersonale, la terapia di Rimotivazione si pone come obiettivo il miglioramento dell'aspetto relazionale e la terapia di Reminiscenza favorisce il mantenimento della percezione del proprio ruolo sociale e l'autostima.
Franco De Felice , docente di Psicologia di Comunità all'Università degli Studi di Urbino, da anni è impegnato nella programmazione e supervisione di servizi sociali e sanitari, con particolare riferimento a servizi rivolti all'handicap, anziani non autosufficienti, malati di mente e malati terminali. Ha svolto ricerche e sperimentato modelli terapeutici nell'ambito della malattia mentale, dell'handicap e del dolore cronico.