Psicologia applicata e del lavoro in Italia.

Giovanni Pietro Lombardo, Andrea Pompili, Valentina Mammarella

Psicologia applicata e del lavoro in Italia.

Studi storici

Edizione a stampa

32,00

Pagine: 240

ISBN: 9788846435880

Edizione: 1a ristampa 2014, 1a edizione 2002

Codice editore: 1375.2

Disponibilità: Discreta

La psicologia applicata e la psicologia del lavoro, nelle loro diverse articolazioni professionali, conoscono oggi una "nuova" visibilità sia sul piano sociale che accademico e istituzionale; nonostante nel nostro paese sia esistita in questo settore una importante tradizione di studi, manca tuttavia una documentazione sistematica sulle innumerevoli esperienze passate. A partire dalla fisiologia della fatica di Mosso e dalla psicofisiologia del lavoro di Patrizi ha inizio, nel nostro paese, tra ottocento e novecento, lo studio scientifico del lavoro umano.

Fra le due guerre andrà in seguito evidenziandosi e caratterizzandosi la psicotecnica che troverà applicazioni sia nell'ambito dell'orientamento scolastico e professionale, sia nella selezione attitudinale dei militari, dei tranvieri, dei ferrovieri e degli operai, sia nella prevenzione degli infortuni, sia nello studio sui ritmi lavorativi in fabbrica. In questa fase sarà con le esperienze di De Sanctis, Ferrari, Banissoni, Ponzo, Musatti e Gemelli che la psicologia, mortificata dalle restrizioni della filosofia neoidealista forte del sostegno del regime fascista, tenterà di ritagliarsi la propria esistenza disciplinare attraverso l'ancoraggio alle applicazioni.

Nel dopoguerra emergerà chiaramente la "crisi" della psicotecnica, criticata dagli psicologi più aperti e dalla sinistra italiana. La denominazione di psicologia del lavoro sarà utilizzata, proprio a partire dagli anni cinquanta e sessanta, da Gemelli e Marzi, per poi trovare il riconoscimento istituzionale nei primi anni sessanta, con la fondazione della Associazione per la psicologia italiana del lavoro e i suoi primi congressi. Il Cnr e l'Enpi sono i contesti istituzionali dove gli psicologi hanno trovato maggiore spazio ed è qui che autori come Meschieri, Ossicini e Misiti hanno prodotto le loro ricerche più significative mettendo definitivamente fuori gioco le eredità della psicotecnica e delineando prospettive nuove per la psicologia applicata.

Giovanni Pietro Lombardo è professore straordinario di Psicologia della personalità e Storia della psicologia presso la Facoltà di psicologia 1 dell'Università di Roma "La Sapienza".

Andrea Pompili è dottore in Psicologia, indirizzo Psicologia del lavoro e delle organizzazioni.

Valentina Mammarella è dottore in Psicologia, indirizzo Psicologia del lavoro e delle organizzazioni.


Il contesto internazionale della psicologia applicata
(I fondamenti storici della psicologia applicata)
Lo studio ergografico della fatica
(Angelo Mosso, Ergografo, 1891; Mariano Luigi Patrizi, Il riflesso respiratorio (ordinario o modificato) indicatore di fatica, 1924)
Psicologia applicata e psicotecnica nella scuola e nel lavoro
(Introduzione storica; La selezione; La ricerca psicologica in campo militare; La ricerca psicologica in campo industriale; L'orientamento scolastico e professionale; Agostino Gemelli, I reattivi psicologici per la scelta del personale militare navigante nell'aria, 1918; Ferruccio Banissoni, Il contributo della Scuola di Roma allo studio del lavoro, 1930; Sante De Sanctis, La vocazione, 1930; Mario Ponzo, Concetto e natura delle attitudini, 1929; Cesare Luigi Musatti, La psicologia del lavoro all'Olivetti fino al '45, 1980)
La psicologia del lavoro nel secondo dopoguerra
(Alberto Marzi, Dalla psicotecnica alla psicologia del lavoro, 1953; Agostino Gemelli, Conclusioni, 1957; Luigi Meschieri, Evoluzione dei profili professionali, 1964; Cesare Musatti, Giancarlo Bausano, Francesco Novara, Renato A. Rozzi, Lo sviluppo del Centro di Psicologia, 1980)

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