In Giovanni Duns Scoto la “solitudine” è vista come il riconoscimento fontale dell’originalità del soggetto umano. Pensata come una soggettività umana aperta a un appello del divino, la ultima solitudo diviene utile ai fini dell’elaborazione di un pensiero politico che intenda fondare una nozione di persona umana come massimamente autonoma, sui iuris ma, insieme, come del tutto in relazione, ovvero strutturalmente correlata ad-altri e ad-Altro.
La poliedrica personalità di Federico di Svevia incise profondamente sulla sua epoca, e la sua opera ben si presta a essere inquadrata negli ambiti propri della ricerca simbolico-politica. Il testo vuole trasmettere l’idea della singolarità di un percorso filosofico-politico che attraversa, insieme, territori contigui (filosofia e storia del diritto e delle istituzioni) e, anche, – apparentemente – lontani (arte figurativa, poesia, numismatica).
Quando, a fronte dei complessi eventi globali, la polis deve fare i conti con il disordine, il riso, e in particolare il riso ebraico, può prestarsi a insolita occasione di riflessione politica. Oggetto del volume è la pensabilità dell’incongruo che non si può “dire” ma solo “ridere”. Se Platone aveva escluso il riso dalla città, preoccupato che cagionasse rischiosi mutamenti, riappropriarsene apre la via per una ricreazione dello spazio politico.
Il primo libro a occuparsi specificamente della coscienza liminare, la sede della indissolubile unitarietà della psiche umana. È da questa che prendono vita i simboli, nonché i miti e i riti che essi nutrono, il mondo immaginale e tutti i fenomeni identitari, che conferiscono senso all’esistenza personale e collettiva.
La civiltà europea si fonda su alcune grandi matrici culturali, riconoscibili soltanto mediante una via simbolica, capace di entrare nel mondo immaginale. Il volume si pone quindi come strumento fondamentale per apprendere i rudimenti dell’analisi simbolica in generale, e di quella politica in particolare, che seguono una metodologia assolutamente innovativa.
Se a uno sguardo superficiale Berlusconi può apparire come un fenomeno che rispecchia tendenze e valori sostanzialmente estranei al simbolo religioso, come il successo, l’efficienza, l’edonismo, osservando più da vicino ci si accorge come in realtà esso evochi aspetti, esperienze, e stati d’animo in cui si ritrovano elementi propri di questo simbolo. Il saggio si propone di illuminare questi aspetti.
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aggiornamento: 14 Maggio 2013
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