Una panoramica dell’editoria napoletana dell’Ottocento, sullo sfondo delle trasformazioni storiche e politiche, dal regno borbonico al nuovo stato unitario. Il libro indaga l’intero circuito editoriale e, attraverso inedite fonti documentarie e testimonianze bibliografiche coeve, ricostruisce il quadro legislativo, il tessuto delle cartiere e delle fonderie di caratteri, l’organizzazione e le condizioni del lavoro tipografico, le forme del commercio e della divulgazione...
Una sintesi degli aspetti più profondi e umanamente rilevanti del panorama dei media. L’esplosione dei reality show, la diffusione delle serie televisive americane, la frantumazione del consumo audiovisivo e l’emergere di nuove forme di intrattenimento sono alcune fra le principali questioni che il primo decennio del Duemila ha posto agli autori e che sono state affrontate in questa nuova edizione del volume.
Una raccolta di saggi di studiosi provenienti da discipline diverse – dalla letteratura, alla storia, alla linguistica –, che cerca di comprendere le ragioni di un consenso che, a partire dagli anni Trenta, ha continuato a rinnovarsi ininterrottamente fino ai nostri giorni: quello che i lettori hanno accordato a Liala.
Attraverso le pagine di «Cornelia. Rivista letteraria educativa dedicata principalmente agli interessi materiali e morali delle donne italiane», fondata a Firenze nel 1872, si è ricostruito un percorso ideale che si dipana lungo i temi dei diritti delle donne, del lavoro, del divorzio, del suffragio e, soprattutto, dell’istruzione delle donne, vera chiave di volta di un processo stagnante.
La produzione e il commercio editoriali nella Parma d’età farnesiana. Dagli inventari post mortem di cartai, librai e tipografi emerge una pluralità di dettagli: dai prezzi dei libri al loro stato di conservazione, dalle legature alla presenza di immagini. L’esame diretto di alcuni esemplari ci riporta al mondo della censura preventiva, affidata all’inquisitore e al vescovo locali, alla quale seguiva il “vidit” del presidente della Camera Ducale.
La stampa periodica del Risorgimento ebbe a Siena caratteri sia originali che emblematici. Difatti l’antica tradizione dell’Ateneo trovò nell’impegno giornalistico un nuovo mezzo per diffondere le idee, il sapere e il confronto intellettuale, investendo la comunità cittadina.
Le tappe che hanno caratterizzato la vita di una così complessa personalita: il periodo italiano, l’antifascismo e la scelta dell’esilio; quello tra le due guerre, con un ruolo di primo piano nel mondo accademico newyorkese; quello del dopoguerra, quando si dedica totalmente alla realizzazione della rivista «The Reporter».
La figura dell’editore popolare Edoardo Perino, che riuscì, nel periodo umbertino, ad acquistare uno spazio dominante nel panorama editoriale della capitale, pubblicando periodici a basso costo come “il Rugantino” e “L’Illustrazione per tutti”, giornali per bambini, pubblicazioni a dispense di romanzi storici, collane scandalistiche come “I Processi Celebri” o pedagogico divulgative come la “Biblioteca Patriottica”.
La storia della Società Editrice Unitas e del suo fondatore Gian Luca Zanetti, un protagonista della vita professionale milanese negli anni compresi tra la grande guerra e il consolidamento del fascismo. Tra gli illustri nomi che scrissero articoli su periodici o libri per la casa editrice: Piero Calamandrei, Napoleone Colajanni, Grazia Deledda, Luigi Einaudi, Piero Gobetti, Vilfredo Pareto, Luigi Pirandello, Giuseppe Prezzolini, Gaetano Salvemini...
Nell’ottica della storia economica, il volume ricostruisce le vicende dell’industria cinematografica italiana durante il fascismo e i suoi rapporti con lo Stato, per la rilevanza dei fattori politico-istituzionali e per il ruolo che questi ebbero nel ventennio e nella ripresa e nell’espansione economica del settore.
Il volume incentra la propria attenzione sul caso della storia unica di Stato, introdotta nelle scuole elementari durante il fascismo, un’emblematica espressione del connubio tra una storia propaganda e una storia la cui scientificità si basa sul concetto di oggettività assoluta. Il testo pone poi particolare attenzione al delicato passaggio della “defascistizzazione” (1943-1945) e della organizzazione di una “nuova storia” repubblicana.
Il volume muove dalle vicende del settimanale L’Europeo, una delle testate più pregevoli e accattivanti dell’immediato dopoguerra, e, avvalendosi di quelle pagine che ritraggono fedelmente l’Italia di allora – un’Italia a tratti inedita –, ripercorre la storia del primo decennio repubblicano con un metro originale e preciso.
Alla luce di documenti inediti e di testimonianze bibliografiche coeve, il volume ricostruisce la struttura produttiva del lavoro editoriale nella Napoli del Decennio francese, estendendosi agli autori, alle opere, alla stampa periodica e alla situazione nelle province del regno.
Il volume racconta l’esperienza del mensile dell’Associazione Giustizia e Libertà, che, dal 1947 al 1970, divenne uno dei luoghi di confronto ideale per un gruppo di intellettuali consapevoli della responsabilità che spettava loro nella lotta per la costruzione della democrazia nel nostro Paese e la piena valorizzazione dei principi della Costituzione appena proclamata.
Uno strumento insostituibile per scoprire i fermenti che attraversavano la società e la fisionomia dell’opinione pubblica negli anni della costruzione dell’Italia unita. Il volume costituisce un imponente censimento dei giornali e periodici pubblicati in quel periodo, analizzando le leggi sulla stampa e la censura, le tecniche di produzione e i problemi del mercato, i giornali dell’emigrazione e la stampa clandestina.
Il volume offre un quadro dei modelli di istituzioni educative, legate allo studio delle scienze politiche, più precoci e influenti in ambito europeo (francese, inglese, tedesco), con i quali sono posti a confronto la nascita, lo sviluppo, i progetti intellettuali delle facoltà italiane nel Novecento. I saggi, affidati a studiosi dei principali settori delle scienze politiche, discutono il ruolo, le prospettive e le responsabilità che a esse si aprono in un mondo in rapida trasformazione.
Il volume ricostruisce il catalogo storico della Fratelli Fabbri editori: 2700 schede bibliografiche, 93 collane, 89 opere a dispense e oltre 3300 lemmi censiti nell’indice dei nomi. Un vasto arcipelago di opere grandi e piccole che hanno dato un contributo essenziale alla modernizzazione italiana: la storia della Fabbri dei fratelli Fabbri, letta attraverso le lenti del catalogo storico, sembra restituirci in controluce le vicende del nostro Paese dal dopoguerra ai primi anni Settanta.
Il volume segue il percorso della stampa di moda fin da prima che il suo baricentro si impiantasse a Milano, e analizza la formazione e le caratteristiche di un lessico specifico della moda, prendendo in esame lo storico «Corriere delle Dame» (1804-1875). Il testo effettua l’analisi linguistica dei pezzi dedicati alla moda, creando un Glossario tecnico di 1.600 lemmi.
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aggiornamento: 14 Maggio 2013
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