Questo libro si rivolge ai clinici, ma anche alle persone interessate all’arte e a come l’arte riesca a fornire risposte profonde e creative ai tanti quesiti sulla natura dell’animo umano. Prendendo a prestito l’arte visionaria di Hieronymus Bosch, esplora tre temi che da sempre coinvolgono la psicologia: l’incubo, le caratteristiche “viziose” della personalità e il lato oscuro e “luciferino” della mente.
Una storia straordinaria e assieme singolare, costruita come un giallo, che incuriosisce prima, appassiona poi. Si svela, però nel finale, come una suggestiva lezione sul rapporto medico-paziente.
Un viaggio tra i temi cruciali della psicoanalisi in compagnia di uno dei maggiori didatti italiani. Una rivisitazione del senso da dare al sogno (un’esperienza “estetica” solo in parte riducibile a discorso), del senso da dare all’Inconscio, e del senso da dare al campo della cura (da intendersi anche come campo dell’immagine).
Un libro rivolto a chi ama il cinema, la letteratura, la psicologia. Attraverso l’analisi di grandi autori e registi, il testo rivela la relazione di dominio nel mondo globalizzato. Letteratura e cinema cercano così di cogliere i microcomportamenti delle relazioni in cui le persone sono usate e le parole possono divenire armi…
Goethe, Kafka, Cechov, Camus, ma anche Leopardi, Pavese, Svevo: sono alcuni degli autori analizzati nel testo con l’obiettivo di indagare le motivazioni psicologiche sottese alla creazione degli ambienti e dei personaggi delle loro opere.
Delirio di gelosia, follia omicida, connubio tra eros e thanatos… sono solo alcuni dei temi attorno ai quali si snoda il volume, analisi accurata del drammatico e travolgente legame che intercorre tra gelosia e follia, preludio di quello ancora più tragico tra amore e morte.
Il volume propone una riflessione costruttiva intorno all’illusorietà dell’economia e alla spiritualità dell’Arte. Può l’Economia, divenuta patologica, liberarsi da modelli comportamentali che condizionano conoscenze e creatività e favoriscono le basse manipolazioni utilitaristiche? E può l’Arte saper cogliere all’interno di una crisi epocale il valore metastorico delle esigenze fondamentali della Persona attraverso atti creativi di valore universale?
Il volume raccoglie brani letterari, alcuni di grande impatto emotivo e altri che potremmo anche definire comici, accompagnati da brevi commenti, che illuminano aspetti dell’animo umano dei quali è indispensabile una conoscenza approfondita da parte di chi compie la scelta difficile di aiutare gli altri. La letteratura ci permette di attingere a delle esperienze, a dei vissuti emotivi, a delle narrazioni che ci possono far riflettere sul difficile ruolo del medico, ma anche su quello, altrettanto difficile, del paziente. In tale maniera si può imparare molto su quella che è la condizione del malato, sui suoi sentimenti e sul rapporto che egli stabilisce con il mondo che lo circonda e, in particolare, con i tanti medici che incontra nel suo lungo percorso di sofferenza.
Il volume identifica gli ambiti nei quali le dimensioni conoscitive del cinema e della riabilitazione psichiatrica si intersecano, sovrappongono e dipartono, contribuendo a concettualizzare il cinema e la produzione di immagini in movimento come strumento riabilitativo e, viceversa, la riabilitazione come espressione storico-narrativa del sé.
Il volume pone le basi per la riscrittura di una “psicologia nell’arte” come “discorso della psiche nell’arte”, in cui i metodi e le teorie della psicologia diventano e sono i metodi e le teorie dell’arte. Un punto di svolta nella visione dei rapporti tra la psicologia e l’arte.
Il volume esamina, sotto un profilo psicologico e neuropsichiatrico, l’opera e il personaggio Alberto Savinio, la cui creazione artistica si scontra talora con la diagnosi di disturbo della personalità da cui il pittore e letterato fu affetto. Sindrome di Asperger, disturbo bipolare, ipergrafismo, verbigerazione, feticismo d’oggetto, alessitimia, asocialità, aprassia cognitiva e comportamentale, deficit del visus, prosopagnosia: tutti sintomi di una patologia complessa, caratteristiche che segnano il percorso umano e artistico di Savinio.
La “qualità” del pensiero nei più grandi genî dell’umanità, caratterizzata da uno sfondo di tipo malinconico. Il testo analizza gli aspetti più “stoici” della personalità malinconica, e il suo distacco dalla realtà quotidiana. La malinconia è vista come capacità di rallentamento del flusso delle esperienze, possibilità di rivivere gli eventi passati e comprenderli come sequenze tra passato e futuro che si svolgono in una dimensione metafisica.
Alcuni saggi su Euripide, James Joyce, Franz Kafka, Ingmar Bergman, Charles Theodor Dreyer, Anton Cechov, Cesare Pavese e Federico Garcia Lorca. Il volume propone alcune ipotesi interpretative delle loro opere, e propone chiarificazioni delle motivazioni che hanno portato alla stesura del testo e alla creazione dei personaggi.
Il volume si interroga sul rapporto fra bellezza/mente/vita alla ricerca di una psicologia che ne sappia cogliere e fruttare le profonde relazioni. Attraversando il pensiero di celebri autori, il testo indaga su questioni inerenti un’estetica della conoscenza da considerarsi vitale per lo sviluppo del pensiero e per prospettare possibili miglioramenti nella qualità della vita individuale e collettiva.
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aggiornamento: 14 Maggio 2013
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