Il volume pone alcune domande sulla efficacia della prevenzione e sulla valutazione di produttività delle scelte operate per la tutela dei minori. Cerca di raccontare, ragionando, ciò che è possibile fare e ciò che si potrebbe fare in più.
Le chiavi di lettura e le possibili risposte a questioni e criticità centrali nella considerazione dell’adolescenza: il rapporto con il consumo, la devianza, l’uso di sostanze, l’apprendimento, l’immigrazione, le relazioni con i genitori.
Il volume si propone di restituire uno sguardo d’insieme sulle nuove direzioni di intervento sperimentate dai professionisti della cura infantile, giovanile e familiare (educatori, assistenti sociali, psicologi, pedagogisti).
Attraverso le voci di un gruppo di giovani che ha effettuato il servizio civile per il progetto “Cives – Libertà e responsabilità”, il volume presenta una serie di riflessioni sul mondo giovanile, in un percorso tra normalità e devianza, e offre ipotesi di futuri possibili in cui si intravedono le prime tracce dell’abitare, del progettare, del lavorare, del comunicare.
Come si gestisce un nido? Appalto e concessione, cosa sono? Società mista e società in house, che significano? Rivolto agli operatori, il volume coniuga teoria ed esperienza professionale, con attenzione anche agli aspetti amministrativi (perlopiù sconosciuti agli operatori del settore).
La diffusione delle nuove pratiche giovanili di giochi estremi, quali il balconing, il binge drinking, il choking game, l’eyeballing o il ghost riding… Non semplice incoscienza, né comportamento patologico. Al contrario, ultima declinazione di un linguaggio del rischio a cui i giovani attingono per esigenze personali e collettive.
L’esperienza migratoria di numerose famiglie romene, con almeno un figlio minorenne, residenti a Milano, Torino e Roma. Al centro della ricerca sono i minori romeni, migranti insieme alla loro famiglia, spesso molto vulnerabili, che necessitano di essere supportati nel percorso di integrazione nel nostro paese e nella definizione della propria identità.
Il volume interroga il potenziale formativo/trasformativo di alcune efficaci forme espressive (corporee, figurative, musicali, linguistiche) e propone specifiche modalità per sperimentarle concretamente nei luoghi educativi.
Un testo per chi lavora nei servizi che si occupano di minori e di famiglie, e in particolare in quelli centrati sul mantenimento della continuità nei legami parentali nei casi di separazioni conflittuali o profonde crisi familiari.
Una questione che diventerà sempre più centrale nel futuro delle nostre istituzioni del welfare – impegnate a gestire le situazioni e richieste dei “nuovi cittadini” – e che rappresenta un elemento cruciale di sfida e cambiamento della società italiana: i comportamenti a rischio degli adolescenti di origine straniera. Un testo utile per operatori sociali e sanitari, educatori, insegnanti, responsabili di servizi, studenti di psicologia, antropologia, scienze della formazione.
Alcuni strumenti di lettura del mondo utili per un’età di cambiamento e crescita come l’adolescenza. Un’occasione per rendere l’adolescente attore consapevole, protagonista della propria esistenza, per dargli la chance di un’esistenza felice e piena.
Dal precedente L’affido familiare: un modello d’intervento (1998) nasce un nuovo testo che raccoglie alcune esperienze maturate in questi anni in materia di affido familiare. La pluralità delle esperienze condotte, degli apprendimenti e degli errori commessi, ha aperto la strada a nuove metodologie, innovazioni, adattamenti, attenzioni differenziate in relazione ai differenti contesti e ai mutamenti registratisi nella società italiana e nelle istituzioni.
A partire da una survey svolta in Lombardia su un campione di giovani stranieri 14-19enni iscritti nei corsi di formazione obbligatori e post-obbligatori, il volume individua le questioni cruciali in materia di inclusione in vista degli esiti futuri: il peso del retroterra familiare, le differenze di genere nelle scelte e nei percorsi di mobilità, i fattori che portano al successo formativo, le forme di disagio nell’esperienza scolastica, il difficile equilibrio tra studio e lavoro...
La protagonista di questo testo si chiama Chiara. Vittima di violenze gravissime nella famiglia biologica, diagnosticata “insufficiente mentale” e affetta da sindrome pre-psicotica, Chiara viene accolta da una coppia, prima affidataria e poi adottiva; inizia qui il suo lungo percorso verso la “normalità”, fatto anche di cure psicologiche, che questo volume documenta.
Il volume presenta una lettura multiprospettica della questione pedofila, ponendosi quale obiettivo prioritario quello di offrire un’esplorazione del tema che vada oltre il pregiudizio. Dopo aver richiamato le radici storico-culturali della pratica pedofila, vengono illustrati gli apporti definitori offerti alla questione della pedofilia dal sapere psichiatrico. Un’attenzione particolare è dedicata alla percezione sociale del problema, con l’analisi dei più diffusi stereotipi e pregiudizi che si contendono il ruolo di facile strumento per una comprensione corriva della pedofilia. L’indagine sulla percezione sociale trova nel contesto scolastico un campione di riferimento particolarmente rappresentativo. Anna Coluccia, avvocato specialista in Criminologia Clinica, insegna Criminologia e Difesa Sociale presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia di Siena. È direttore scientifico dell’Osservatorio sulla sicurezza della provincia di Siena. Ernesto Calvanese, criminologo clinico e psicologo, insegna Criminologia alla Facoltà di Giurisprudenza di Milano.
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aggiornamento: 14 Maggio 2013
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