La violenza domestica è ancora invisibile fintanto che non esita in femminicidio. Che fare? Il volume inquadra a livello storico e sociale la violenza di genere in famiglia e presenta i risultati di una ricerca con medici, parroci e operatori dei servizi. Descrive inoltre esperienze con donne, figli e coppie con partner prevaricatore, fornendo riflessioni e indicazioni per il trattamento e la presa in carico.
Il primo manuale che sistematizza in modo organico la psicologia della differenza di genere. Sesso/genere, natura/cultura, mascolinità/femminilità, identità/soggettività: queste le parole chiave lungo le quali l’autrice ha composto il suo discorso.
Un lavoro corale, di studiosi e artisti internazionali che hanno visitato alcune “stanze delle donne”, ritagliando scenari e declinazioni del femminile in una narrazione distinta per tematiche piuttosto che per aree geografiche o andamento storico-cronologico.
Una veloce fotografia di come è cambiata la situazione della donna in Italia, con un confronto anche con l’estero. Una panoramica sulla realtà che, aumentando la consapevolezza, cerca di aiutare le donne a orientare le proprie scelte e a capire meglio come perseguirle.
L’ipotesi che ispira il libro è che le spiegazioni tradizionali della violenza contro le donne (il patriarcato e il genere) non illustrano in modo univoco i cambiamenti di donne e uomini italiani, i ruoli sociali che essi ed esse occupano, i loro progetti di vita, aspirazioni e differenziali di potere. In quest’ottica, il volume offre una lettura quantitativa e qualitativa del fenomeno, riflette sulle moderne nozioni di amore ed eros, pone l’attenzione ai mutamenti delle identità femminili e maschili…
Il termine “femminicidio”, nato in occasione della strage delle donne di Ciudad Juarez, indica la violenza fisica, psicologica, economica, istituzionale, rivolta contro la donna «in quanto donna». Il testo illustra le tesi elaborate in Centroamerica sulle cause del femminicidio ed espone i meccanismi di indagine e di denuncia, i risultati di ricerche locali, le politiche sviluppate, la richiesta di riconoscimento giuridico del femminicidio come specifico reato e crimine contro l’umanità.
Il volume, che raccoglie le riflessioni emerse a partire dal Seminario interdisciplinare “L’individualità femminile”, si interroga sui temi di genere, mantenendo un focus privilegiato sull’educazione, e coprendo un percorso sulla storia delle donne che si snoda dal 1700 ad oggi.
Il volume indaga il problema della scarsa presenza di donne in alcuni settori della ricerca scientifica, in particolare ai vertici. Sono analizzate le cause e le possibili azioni per attuare un cambiamento, e sono riportati i risultati del progetto STReGA, che prevedeva interventi in due aree specifiche: empowerment di donne occupate nella ricerca e orientamento alla scienza di studentesse delle scuole superiori.
Le Autrici si chiedono e tentano di ricostruire come mai la follia sia stata nei secoli prevalentemente attribuita alla donna. Attraverso un’ampia prospettiva storica, clinica e descrittiva, il volume propone un più consapevole approccio terapeutico.
Di sessualità sappiamo (forse) molto ma anche molto poco. Questo volume vuole contribuire alla “rottura del silenzio” in tema di espressione della sessualità, proponendo suggestive riflessioni orientate a mostrare come la sessualità umana, prima di essere un fatto meramente biologico, sia soprattutto un canale di comunicazione con l’altro.
Il volume, registrando le più recenti acquisizioni della critica sugli Essais di Michel de Montaigne, ne approfondisce alcune importanti tematiche dalle rilevanti implicazioni educative, le quali avevano avuto ampia diffusione nell’Umanesimo italiano e nel Rinascimento europeo. Il serrato dialogo che questo autore instaura con le sue fonti, coeve o classiche, rende il versante formativo degli Essais particolarmente pregno di significato per la nostra contemporaneità.
Il volume presenta l’esperienza di prevenzione della violenza di genere promossa, tra il 2005 e il 2009, da Solidea, attraverso le voci di studenti e studentesse di alcune scuole medie superiori del territorio di Roma e provincia che hanno raccontato le loro emozioni, i loro pensieri, il loro rapporto con il mondo adulto e con i compagni e l’ambivalente desiderio di sperimentarsi in un rapporto a due.
Il testo, prendendo spunto dai numerosi casi di femminicidio verificatisi a Ciudad Juárez, fornisce un panorama sulla violenza in Messico e in altri paesi latinoamericani, intrecciando antropologia, sociologia, letteratura, testimonianza diretta, medicina legale, diritti umani. Chiudono il testo la voce delle vittime e quella delle Madri (di Plaza de Mayo e dell’organizzazione Nuestras Hijas de Regreso a Casa) che continuano a combattere la violenza, affermando la verità dei fatti e proponendo un nuovo modo di agire e pensare.
Il percorso formativo che ha coinvolto un gruppo di educatrici di asilo nido, di scuola dell’infanzia e di scuola primaria del Comune di Carpi, con lo scopo di favorire la conoscenza di sé nelle bambine e nei bambini: un obiettivo perseguito attraverso un lavoro preliminare di riflessione critica sulla propria soggettività da parte di educatrici e insegnanti.
Uno strumento di informazione o di aggiornamento per quei professionisti – medici, infermieri, psicologi, assistenti sociali, magistrati, amministratori, operatrici delle Case e dei Centri anti-violenza – che lavorano in contatto con donne e minori che sono o sono stati vittime di violenze.
In occasione del decennale della legge n. 53/2000, il volume invita a ripensare la natura gendered della conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro, sino ad affermarne l’intrinseca connotazione di “questione societaria”. Perché, come mettono bene in luce i saggi raccolti, proprio la conciliazione rappresenta un banco di prova cruciale per lo sviluppo, il benessere, la coesione sociale.
Rispetto ai segnali di chiusura del digital gender divide registrati in alcuni contesti territoriali, il volume si propone di mettere a fuoco le caratteristiche delle donne italiane nel peculiare ambito nazionale, contraddistinto da una arretratezza digitale tout court piuttosto marcata, con l’obiettivo di individuare quei fattori che contribuiscono a favorire o a ostacolare l’inclusione dei diversi segmenti della popolazione femminile.
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aggiornamento: 14 Maggio 2013
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