La tutela dei diritti dei detenuti: le armi spuntate della magistratura di sorveglianza
Titolo Rivista: QUESTIONE GIUSTIZIA
Autori/Curatori: Marcello Bortolato
Anno di pubblicazione: 2010
Fascicolo: 5
Lingua: IT
Numero pagine: 11
Dimensione file: 247 KBDOI: 10.3280/QG2010-005004
Il DOI è il codice a barre della proprietà intellettuale: per saperne di più,
clicca qui e qui

Presentazione:
Nel 1975 in Italia vedeva la luce la legge 26 luglio 1975 n. 354, più nota come "ordinamento penitenziario". Ancor oggi, pur con tutti i successivi interventi che ne hanno di volta in volta allargato o ristretto l’ambito di operatività, questo corpus di norme è lo strumento organico di base in materia di esecuzione delle pene privative e limitative della libertà personale: centrale in esso è la figura del magistrato di sorveglianza che, nell’alveo di una concezione legalitaria della fase dell’esecuzione della pena, è stato introdotto non solo per concedere i benefici ai detenuti ma, superando definitivamente l’autoreferenzialità dell’istituzione carceraria, anche per garantire il rispetto dei loro diritti.