Jus variandi: fondamento, disciplina e tutela collettiva della professionalità

Elena Gramano

Jus variandi: fondamento, disciplina e tutela collettiva della professionalità

Questo volume affronta il tema dello jus variandi nel contratto di lavoro tra privati, inteso come il potere del datore di lavoro di mutare le mansioni cui il lavoratore è adibito e, quindi, di adeguare il contenuto della prestazione lavorativa alle mutevoli esigenze aziendali. Il carattere di eccezionalità di tale potere rispetto al diritto generale dei contratti ha comportato che il legislatore lo abbia sempre circondato di limiti, al fine di tutelare il lavoratore a fronte dell’unilateralità della modifica delle mansioni.

Printed Edition

34.00

Pages: 282

ISBN: 9788835146735

Edition: 1a edizione 2022

Publisher code: 300.85

Availability: Discreta

Pages: 282

ISBN: 9788835152149

Edizione:1a edizione 2022

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La ricerca affronta il tema dello jus variandi nel contratto di lavoro tra privati, inteso come il potere del datore di lavoro di mutare le mansioni cui il lavoratore è adibito e, quindi, di adeguare il contenuto della prestazione lavorativa alle mutevoli esigenze aziendali. Il carattere di eccezionalità di tale potere rispetto al diritto generale dei contratti ha comportato che il legislatore lo abbia sempre circondato di limiti, al fine di tutelare il lavoratore a fronte dell'unilateralità della modifica delle mansioni.
La disciplina legale dello jus variandi, contenuta nell'art. 2103 cod. civ., ha subito profonde modifiche dalla sua entrata in vigore fino ad oggi. Da ultimo, nel 2015, il legislatore ha dato una nuova regolamentazione alla materia delle mansioni del lavoratore e, di riflesso, a quella dello jus variandi, riconoscendo un ruolo inedito alla contrattazione collettiva.
La ricerca muove dall'inquadramento dello jus variandi nel diritto generale dei contratti, con particolare riguardo allo jus variandi di fonte negoziale, cui segue un'indagine sulla collocazione sistematica dell'istituto nel contratto di lavoro: in tale sede, viene elaborata una proposta di tassonomia fondata sulla distinzione tra jus variandi ordinario e jus variandi straordinario. Segue lo studio degli spazi di esercizio e dei limiti dello jus variandi datoriale, delle conseguenze dell'illegittimo esercizio di tale potere e delle tutele apprestate dall'ordinamento, per poi giungere all'analisi della disciplina dello jus variandi nella contrattazione collettiva. In ultimo, vengono sintetizzati i principali risultati delle riflessioni svolte, alla luce della domanda di ricerca sottesa all'intero lavoro: quale funzione e quale ruolo può svolgere oggi, nel vigore della nuova formulazione dell'art. 2103 cod. civ., la professionalità del prestatore di lavoro? Per rispondere a tale interrogativo, si è analizzato il nuovo modello normativo che ha affidato alla contrattazione collettiva la disciplina dello jus variandi, con lo sguardo proteso ad una più ampia riflessione sul significato attuale del ruolo del contratto collettivo in materia di organizzazione del lavoro.

Elena Gramano è ricercatrice di diritto del lavoro nell'Università commerciale Luigi Bocconi, presso il Dipartimento di Studi Giuridici A. Sraffa. Dal 2017 al 2019 è stata ricercatrice (Wissenschaftliche Mitarbeiterin) nell'Università di Francoforte sul Meno, presso l'Institute for Labour and Civil Law, e nel 2020 è stata ricercatrice di diritto del lavoro nell'Università degli Studi Roma Tre. È autrice di numerosi saggi e contributi scientifici in materia di diritto del lavoro apparsi in volumi e riviste editi in Italia e all'estero.

Roberto Romei, Prefazione
Premessa. Lo jus variandi alla prova delle trasformazioni organizzative
Lo jus variandi tra diritto comune e disciplina del contratto di lavoro subordinato
(Principio di irretrattabilità dell'accordo e jus variandi nella disciplina generale dei contratti; (Segue.) Lo jus variandi di fonte negoziale e la funzione dell'istituto. Il contributo del diritto del lavoro all'attenuazione del principio di irretrattabilità dell'accordo. Introduzione alla trattazione di alcune questioni teoriche; (Segue.) La disciplina originaria dell'art. 2103 cod. civ.: la codificazione dello jus variandi del datore di lavoro; (Segue.) Dalla novella statutaria al Jobs Act: tratti essenziali dell'evoluzione dell'art. 2103 cod. civ.; La fonte della modifica delle mansioni nella disciplina dello Statuto dei lavoratori: la conferma della cittadinanza dello jus variandi del datore di lavoro nell'ordinamento e l'inedito riconoscimento del diritto alle mansioni. Una disposizione di legge a fondamento di differenti posizioni giuridiche soggettive; (Segue.) La distinzione tra jus variandi e potere direttivo: fondamento del potere di modifica delle mansioni e natura contrattuale del rapporto di lavoro. Una proposta di tassonomia: jus variandi ordinario e straordinario)
Lo jus variandi ordinario
(L'organizzazione del lavoro tra legge e contrattazione collettiva. Una premessa terminologica; Contratto di lavoro e principio di contrattualità delle mansioni di assunzione; Le funzioni dei livelli di inquadramento del contratto collettivo nell'organizzazione del lavoro; La disciplina dello jus variandi nello Statuto dei lavoratori. Dall'equivalenza delle mansioni al riconoscimento della professionalità del prestatore di lavoro come bene giuridico oggetto della tutela apprestata dall'art. 2103 cod. civ.; (Segue.) La professionalità tutelata: interpretazione statica e interpretazione dinamica della nozione di professionalità nel dibattito giurisprudenziale e dottrinale; (Segue.) Gli spazi dell'autonomia collettiva nella disciplina dello jus variandi anteriore al 2015. La legittimità delle clausole di fungibilità; Mansioni, jus variandi e ruolo della contrattazione collettiva nel "nuovo" art. 2103 cod. civ. Introduzione alla trattazione; (Segue.) Dall'equivalenza delle mansioni alla riconducibilità al medesimo livello di inquadramento e categoria legale; (Segue.) Il rinvio al livello di inquadramento: significato, problemi ed effetti; (Segue.) Rilievi critici in merito alle tesi dottrinali sul persistente rilievo dell'equivalenza professionale quale limite allo jus variandi; (Segue.) Prime applicazioni giurisprudenziali del nuovo art. 2103 cod. civ.: la conferma del superamento del parametro dell'equivalenza; Il bene giuridico della professionalità e il valore sistematico della formazione, oggi)
Lo jus variandi straordinario
Sezione I: Il demansionamento conseguente all'esercizio dello jus variandi del datore di lavoro e all'accordo tra le parti. Condizioni di legittimità e sistema delle tutele;
(La nullità dei patti contrari nel vecchio art. 2103 cod. civ.: evoluzione della giurisprudenza in materia di patto di demansionamento. Profili critici; (Segue.) Gli inediti spazi di legittimità del potere di demansionamento del datore di lavoro nella disciplina del nuovo art. 2103 cod. civ. e l'accordo di demansionamento ex art. 2103, comma 6, cod. civ. Condizioni, limiti e linee di continuità con l'orientamento giurisprudenziale sul patto di demansionamento; (Segue.) L'accordo di demansionamento in sede protetta nell'interesse del lavoratore all'acquisizione di una diversa professionalità ovvero al miglioramento delle condizioni di vita; (Segue.) Le ipotesi di demansionamento legittimo previste dalla contrattazione collettiva. Conferma della centralità del contratto collettivo nella disciplina dello jus variandi; Ulteriori limiti legali al potere datoriale di demansionamento; Patti e atti contrari al divieto di demansionamento, prima e dopo la riforma del 2015. La qualificazione giuridica del demansionamento tra atto nullo e condotta inadempiente. Il demansionamento come illecito permanente. L'autotutela del lavoratore; Il demansionamento illegittimo nella cornice dell'attuale art. 2103 cod. civ. L'onere della prova del demansionamento; Il danno da demansionamento come danno alla persona. In particolare: il danno alla professionalità nell'evoluzione giurisprudenziale, tra patrimonialità e non patrimonialità. Carattere plurioffensivo dell'illecito demansionamento. Accertamento, quantificazione e prova del danno;)
Sezione II: Le mansioni superiori
(L'adibizione del lavoratore a mansioni riconducibili ad un livello di inquadramento superiore a quelle da ultimo svolte. La fonte dell'assegnazione delle mansioni superiori. La rilevanza del consenso del lavoratore; (Segue.) La promozione automatica. La durata dell'adibizione a mansioni superiori ai fini della maturazione del diritto alla qualifica superiore. L'adibizione a mansioni superiori ai fini della sostituzione di un lavoratore assente; (Segue.) Autonomia individuale e limiti legali all'esercizio dello jus variandi. La qualifica convenzionale. Le mansioni promiscue)
Lo jus variandi tra legge e contrattazione collettiva
(Il rapporto tra legge e autonomia collettiva nella disciplina dello jus variandi. Dall'art. 8, d.l. 13 agosto 2011, n. 138, al nuovo art. 2103 cod. civ.; Art. 51 e art. 3, d. lgs. 15 giugno 2015, n. 81: un confronto tra tecniche normative di rinvio alla contrattazione collettiva; La disciplina negoziale delle mansioni nei contratti collettivi. Esperienze contrattuali a confronto; Il CCNL metalmeccanici industria 2021: una nuova professionalità "contrattata". Il rilievo dell'equivalenza di fonte negoziale)
Conclusioni. Jus variandi, organizzazione del lavoro e contrattazione collettiva, oggi
Abbreviazioni
Bibliografia.

Contributors: Roberto Romei

Serie: Diritto del lavoro nei sistemi giuridici nazionali, integrati e transnazionali

Subjects: Labor Law, Industrial Relations

Level: Scholarly Research

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