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Author-Name: Guido Alpa
Title: The armonisation of the EC law of financial markets in the perspective of consumer protection
Abstract: The harmonisation of the EC law of Financial Markets in the perspective of Consumer Protection (di Guido Alpa) - ABSTRACT: In this essay the author comments the Directive 2000/12/E.C. of the European Parliament and of the Council dated 20th March, 2000, amended by Directive 2000/28/E.C. of the 18th September 2000, which fulfills the task of coordinating, in a text which the directive itself holds out to be inspired by aims of rationality and clarity, all the directives on the subject matter of the taking up and pursuit of the business of credit institutions, eliminating the overlapping among the various directives, and gathering the subsequent amendments that each of them had undergone with time, and also the three priority objectives in the action policy which relates to the financial market and consumer protection: (i) the convergence of contractual and non-contractual rules; (ii) the promotion of consumer confidence in the systems of trans-border dispute resolution and in payments on the Internet, (iii) closer cooperation among the Supervisory Authorities. In particular, the author focus his attention on the protection of consumers, and on the liability of administrative bodies.
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Volume: 2002/1
Year: 2002
Issue:1
File-URL:http://www.francoangeli.it/riviste/Scheda_Rivista.aspx?IDArticolo=18417&Tipo=Articolo PDF
File-Format: text/HTML
Handle: RePEc:fan:ededed:v:html10.3280/Ed2002-001001
Number: 1
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Author-Name: Silvia Poggi
Author-Name: Amedeo Amato
Title: Insider trading ed efficienza allocativa del mercato azionario
Abstract: Insider trading ed efficienza allocativa del mercato azionario (di Amedeo Amato, Silvia Poggi) - ABSTRACT: L?analisi del rapporto insider trading-efficienza allocativa svolta in questo lavoro permette di trarre due importanti conclusioni. La prima conclusione riguarda il fatto che il principale punto di disaccordo tra i sostenitori dell?effetto positivo dell?insider trading sull?efficienza e i sostenitori dell?effetto negativo non verte sulla capacit? delle transazioni inside di condizionare i prezzi dei titoli coinvolti ma sulle modalit? con le quali tale condizionamento avviene. In realt? l?insider trading determina un effetto positivo sull?efficienza allocativa del mercato solo se gli scambi degli insiders influenzano le quotazioni direttamente attraverso il cosiddetto "effetto offerta". I sostenitori dell'effetto negativo sostengono, peraltro, che le operazioni degli insiders agiscono indirettamente sui prezzi attraverso meccanismi di trasmissione quali il pure leakage, il trade decoding ed il price decoding. Questi meccanismi presentano, per?, il grave limite della lentezza e, soprattutto, aprono la possibilit?, per l?insider, di confondere il segnale da lui stesso prodotto. Ci? mal si concilia con una definizione di efficienza che ricomprenda anche la velocit? con la quale le informazioni condizionano i prezzi. La seconda conclusione che si pu? trarre riguarda il fatto che, in realt?, l?accertamento del meccanismo di comunicazione delle notizie al mercato da parte dell?insider non ? poi cos? importante, come si riteneva in passato, per i fini qui perseguiti. Ci? a causa del fatto che, connessi all?insider trading, vi sono fenomeni in grado comunque di impedire un?allocazione ottimale delle risorse. Tra questi degna di menzione ? la strategia di frammentazione delle operazioni che i detentori di informazioni riservate possono attuare. Anche se si riconoscesse all?insider trading una capacit? di rapida comunicazione delle notizie al mercato questa verrebbe, quindi, comunque neutralizzata dalla distribuzione temporale degli ordini di compravendita. Un altro modo attraverso cui l?insider ostacola l'efficienza riguarda la disincentivazione delle acquisizioni societarie, operazioni teoricamente in grado di migliorare la distribuzione delle risorse sul mercato. Infine va notato che la esistenza di un effetto distorsivo delle transazioni inside sugli investimenti si pu? dedurre anche da numerosi studi che evidenziano il fenomeno di aumento dei costi transazionali connesso a questa pratica. Si ? verificato empiricamente, infatti, come i titoli maggiormente coinvolti da tale fenomeno siano meno preferiti dagli investitori anche nell'ipotesi di una maggiore appetibilit? in termini di redditivit? attesa.
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Volume: 2002/1
Year: 2002
Issue:1
File-URL:http://www.francoangeli.it/riviste/Scheda_Rivista.aspx?IDArticolo=18418&Tipo=Articolo PDF
File-Format: text/HTML
Handle: RePEc:fan:ededed:v:html10.3280/Ed2002-001002
Number: 2
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Author-Name: Fabio Bravo
Title: La Posizione comune del Consiglio dell'UE per l'adozione della direttiva comunitaria concernente la "Commercializzazione a distanza di servizi finanziari ai consumatori"
Abstract: La Posizione comune del Consiglio dell'UE per l'adozione della direttiva comunitaria concernente la "Commercializzazione a distanza di servizi finanziari ai consumatori" (di Fabio Bravo) - ABSTRACT: Le reti telematiche si pongono come fondamentali per la realizzazione di un mercato unico nei diversi settori economici, soprattutto in quelli ove il mezzo tecnico consente di porre in essere non solo la fase della negoziazione e della conclusione del contratto, ma anche la fase esecutiva delle obbligazioni assunte. In tal senso, sfruttando le caratteristiche di immaterialit? dei prodotti ?finanziari? e dei sistemi elettronici di pagamento, si giunge alla irrilevanza delle distanze geografiche mediante l?uso di tecniche di comunicazione in grado di favorire il relazionarsi inter absentes. E? grazie al mezzo tecnico che pu? realizzarsi un mercato unico in cui i soggetti, a prescindere dalla loro ubicazione geografica, riescono ad interagire tra loro provocando l?incontro tra domanda ed offerta di ?servizi finanziari?. Di ci? ne ? consapevole la Comunit? europea, che da tempo ha orientato la propria normazione verso la disciplina giuridica dei rapporti economici instaurati tramite tecniche di comunicazione a distanza, anche in considerazione della eliminazione degli ostacoli fino a poco tempo fa? creati dalle differenze monetarie.
La rilevanza economica del settore ad esame ha fatto emergere l?opportunit? di prevedere norme di incentivazione della domanda soprattutto nel settore business to consumer, attesa la enorme diffidenza dei ?consumatori? sia nell?impiego del mezzo tecnico per l?allocazione dei risparmi e per l?effettuazione delle scelte di investimento, sia nei confronti di operazioni transfrontaliere, ancorch? in area UE, per il timore di trovarsi di fronte all?applicazione di una legge diversa da quella nazionale, ovvero di veder radicati gli eventuali giudizi in altri Paesi, con conseguente notevole aggravio dei costi da sopportare.
A ben vedere, dunque, le finalit? di tutela del consumatore appaiono perseguite in funzione dello sviluppo del mondo imprenditoriale e societario che dall?incremento della domanda di servizi finanziari, atteso con l?entrata in vigore della emananda disciplina, auspica l?immissione di nuovi risparmi nel mercato dei capitali, con conseguente possibilit? di reperire quantit? maggiori di capitali di rischio. La normativa di protezione consumeristica, pertanto, assume un ruolo di particolare significativit?, non solo per la salvaguardia della posizione giuridico-economica del contraente ?debole?, ma anche quale strumento attraverso cui realizzare lo sviluppo economico. La stessa rimane tuttavia un punto fermo, utilmente perseguito in favore del contraente, in grado di elevare lo standard qualitativo dei prodotti e dei servizi, incentivando al contempo un regime concorrenziale che ? la naturale conseguenza della estensione dei mercati basata su tecniche di comunicazione a distanza (si pensi alla facilit? di reperimento delle informazioni, alla comparabilit? pressoch? immediata delle offerte, alla possibilit? di investimento anche al di fuori dei confini nazionali, alla possibilit? di seguire e gestire on-line le operazioni, etc.). In un contesto ampiamente favorito dalla presenza di fitte infrastrutture e dalla eliminazione delle differenze monetarie, il commercio elettronico dei ?servizi finanziari? sta vedendo una propria specifica regolamentazione in ambito europeo, con la previsione di norme segnatamente dettate in ragione del mezzo tecnico utilizzato. Dopo la proposta, successivamente modificata, di direttiva europea sulla vendita a distanza di servizi finanziari ai consumatori, il laborioso processo di emanazione del testo definitivo ? approdato alla redazione della Posizione comune, nella quale sin dall?intestazione si scorgono ulteriori modificazioni. La disciplina, ora intitolata alla commercializzazione a distanza di servizi finanziari ai consumatori, incentra la sua attenzione su diversi cardini. Innanzitutto si registra una accezione estremamente lata di servizio finanziario, la quale si estende, tra gli altri, anche ai servizi di natura bancaria ed assicurativa. L?effetto ? quello di creare una base normativa uniforme laddove la commercializzazione a distanza coinvolge i pi? rilevanti settori economici. La convergenza normativa tra i settori bancario, finanziario ed assicurativo riapre inoltre la discussione, peraltro mai sopita, in ordine alle funzioni ed alle attivit? di vigilanza, con riferimento all?opportunit? o meno dell?istituzione di un ?Supervisore unico?. In secondo luogo acquista una importanza centrale l?introduzione di ampi obblighi informativi a carico del ?fornitore? (ulteriori rispetto a quelli gi? vigenti in forza delle normative di settore), da assolvere mediante comunicazioni tempestive e dettagliate alla controparte contrattuale, s? da rendere consapevole in ordine alle scelte economiche e quanto pi? possibile meditato il consenso di chi acquista i prodotti in esame. Delicate questioni emergono, soprattutto in relazione ad Internet ed all?utilizzo dei siti web per la gestione dei rapporti negoziali, tenendo conto della necessit? che le informazioni precontrattuali, le informazioni aggiuntive e le condizioni contrattuali non solo devono essere rese note al consumatore, ma anche rese disponibili per la loro eventuale consultazione nelle diverse fasi negoziali, ivi incluse quelle coinvolgenti l?esecuzione del contratto. Sotto tale profilo il discorso giuridico non pu? prescindere dal discorso tecnico, a pena di fissare principi e norme inapplicabili. Altro elemento di rilievo concerne l?ormai ampiamente collaudato istituto del diritto di recesso ad nutum, con la previsione di una disciplina differenziata per i prodotti assicurativi del ramo ?vita? rispetto alle altre tipologie di ?servizio finanziario?. Problemi interpretativi in ordine al regime applicabile si pongono, tuttavia, per i prodotti del ramo ?non vita?, stante la non esplicita formulazione del testo della Posizione comune a tal riguardo. Una significativa attenzione ? stata posta anche ai sistemi di pagamento, sulla cui disciplina ruota, forse, gran parte del sentimento di fiducia che il consumatore ? disposto o meno a riporre nelle operazioni di commercializzazione a distanza. Vanno altres? ricordati i temi relativi alla prestazione di servizi ed alla effettuazione di comunicazioni nonostante l?assenza di specifiche richieste da parte del consumatore, gi? affrontati dal legislatore comunitario nel diverso settore delle vendite a distanza di cui alla direttiva 97/7/CE, estraneo all?ambito di applicazione della emananda direttiva sui servizi finanziari, nonch? nel settore pi? vasto del commercio elettronico normato dalla direttiva 2000/31/CE. Meritevoli di attenzione sono anche i profili di ordine probatorio contenuti nel testo in commento, spesso decisivi nelle ipotesi di controversie, ma quanto mai opportuni nel settore ad esame, in cui il mezzo tecnico viene solitamente gestito o comunque controllato dal fornitore, con conseguente riduzione delle possibilit? di acquisizione degli elementi di prova da parte del consumatore. Accanto al regime relativo all?onus probandi, la fiducia nel settore del commercio elettronico dei servizi finanziari transita anche per la previsione di efficaci sistemi di alternative dispute resolution (ADR), in grado di offrire soluzioni sensibilmente pi? rapide e meno costose dei tradizionali giudizi innanzi all?a.g.o., nell?ipotesi in cui i rapporti negoziali degenerino patologicamente. In relazione all?uso di Internet occorre pensare ad EEJ-NET (European Extra-Judicial Network) ed a FIN-NET, le quali interconnettono telematicamente i diversi organismi di risoluzione extragiudiziale delle controversie appartenenti ai singoli Paesi della Comunit? europea. La disciplina della emananda direttiva sulla commercializzazione a distanza di servizi finanziari ai consumatori, della quale sopra sono stati annoverati i punti fondamentali, costituisce anche, come gi? anticipato, l?occasione per porsi di fronte ad interrogativi che coinvolgono l?attivit? ed il ruolo di vigilanza nel settore in argomento, sui quali sicuramente il legislatore comunitario sar? chiamato ad intervenire per coniugare le esigenze di armonizzazione delle discipline nazionali con la necessit? di innovazione normativa connessa all?uso delle nuove tecnologie.
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Volume: 2002/1
Year: 2002
Issue:1
File-URL:http://www.francoangeli.it/riviste/Scheda_Rivista.aspx?IDArticolo=18419&Tipo=Articolo PDF
File-Format: text/HTML
Handle: RePEc:fan:ededed:v:html10.3280/Ed2002-001003
Number: 3
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Author-Name: Rossella Delfino
Title: Credit institutions and state aids in EC law
Abstract: Credit institutions and state aids in EC law (di Rossella Delfino) - ABSTRACT: This article is aimed at providing a brief overview on the impact of State aids on the pursuit of business by credit institutions by briefly describing the most recent and relevant EC Commission policies and decisions on the matter. As it is known, credit institutions, whether publicly or privately owned, are subject to EC competition rules, including State aid rules. The need to meet the strict requirements imposed by the EC banking Directives, which has lately constituted the main reason for the grant of public financing to credit institutions, does not exempt the credit business from the application of the rules on State aids which are contained in the EC Treaty. In the 1990s the coming into force of the banking Directives, together whit the achievement of the internal market and the gradual introduction of the economic and monetary union, have imposed on the credit institutions the need hoth to observe strict banking law requirements and to improve their competitiveness in a broader market.
In order to meet these challenges, some European Member States have therefore resorted to granting aids to their credit institutions. The said aids were aimed either at keeping the banks concerned in business and competitive or at favouring their restructuring and final privatisation. As it appears obvious from the Commission decisions on State aids to credit institutions which will be examined in this article, any direct or indirect aid may have a significant impact on the pursuit of business by the credit institution, in particular on the preservation of the conditions for its authorisation, on the expansion or reduction of its activities, and on its competitiveness in the European market. Therefore the control over overt and covert State aids to credit institutions represents for the European Commission a significant and challenging task.
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Volume: 2002/1
Year: 2002
Issue:1
File-URL:http://www.francoangeli.it/riviste/Scheda_Rivista.aspx?IDArticolo=18420&Tipo=Articolo PDF
File-Format: text/HTML
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Number: 4
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Author-Name: Filippo Rossi
Title: La responsabilit? delle Autorit? di vigilanza e la tutela dei risparmiatori
Abstract: La responsabilit? delle autorit? di vigilanza e la tutela dei risparmiatori. Un raffronto tra il sistema italiano e quello inglese (di Filippo Rossi) - ABSTRACT: Il presente saggio opera un raffronto dei risultati ottenuti dalla giurisprudenza italiana e inglese in materia di responsabilit? civile delle autorit? di vigilanza (Bank of England e Consob). Tale analisi ? preceduta dallo studio dei leading case dettati dalla giurisprudenza inglese in materia di responsabilit? degli organismi di diritto pubblico (Statutory Bodies), nella convinzione che essi siano utili per comprendere i profili di politica del diritto che sconsigliano l?adozione di un modello di responsabilit? delle autorit? di vigilanza troppo vasto. Il saggio si conclude con l?esame della sentenza della Corte di Cassazione 6 marzo 2001, n. 3132 e con lo studio della pronuncia della House of Lords nel caso Three Rivers District Council and Others v. Governor and Company of the Bank of England, dedicando particolare attenzione alle disposizioni dettate dal Banking Act del 1987 e dal Financial Services and Markets Act del 2000.
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Volume: 2002/1
Year: 2002
Issue:1
File-URL:http://www.francoangeli.it/riviste/Scheda_Rivista.aspx?IDArticolo=18421&Tipo=Articolo PDF
File-Format: text/HTML
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Number: 5
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Author-Name: Vincenzo Vigoriti
Title: E-commerce e tutela giurisdizionale: giudice, legge e processo
Abstract: E-commerce e tutela giurisdizionale: giudice, legge e processo (di Vincenzo Vigoriti) - ABSTRACT:
L?articolo si occupa di alcuni aspetti essenziali della tutela giurisdizionale delle obbligazioni da e-commerce, specie di quelle aventi elementi di estraneit?. Il primo profilo ? quello dell?individuazione del giudice: si esaminano in modo particolare le regole attraverso le quali si possono dedurre di fronte al giudice italiano le controversie che coinvolgono i consumatori; attenzione ? rivolta anche all?ipotesi di determinazione pattizia della giurisdizione, e del foro speciale in materia contrattuale (su cui in generale il Reg. 44/01). Il secondo profilo ? quello della determinazione della legge applicabile: il principio affermato ? quello della libert? di scelta, con limiti a favore dei consumatori. Il terzo profilo si volge agli strumenti di tutela: si afferma l?inadeguatezza strutturale del processo ordinario, e si indicano alternative (arbitrato, conciliazione, mediazione); vengono menzionati gli esperimenti della ICC, del WIPO e degli altri organismi internazionali.
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Volume: 2002/1
Year: 2002
Issue:1
File-URL:http://www.francoangeli.it/riviste/Scheda_Rivista.aspx?IDArticolo=18422&Tipo=Articolo PDF
File-Format: text/HTML
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Number: 6
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Author-Name: Marcello Sansone
Title: Implicazioni competitive delle rivendite a prezzi non remunerativi: una visione economico-manageriale
Abstract: Implicazioni competitive delle rivendite a prezzi non remunerativi: una visione economico-manageriale (di Marcello Sansone) - ABSTRACT: Il contributo si occupa delle vendite sottocosto o a prezzi non remunerativi per il venditore, le quali sono state, in passato, al centro di riflessione prevalentemente giuridica, pur svolgendo un ruolo primario nelle odierne tecniche e politiche di vendita, specialmente nell?ambito della moderna distribuzione commerciale al dettaglio. Traendo spunto dalle recenti innovazioni normative e dal crescente interesse che il sottocosto sta suscitando presso il legislatore nazionale e comunitario, l?analisi tenta di addivenire ad un chiaro e completo inquadramento economico del fenomeno, evidenziandone le implicazioni competitive, in termini di effetti sul rapporto tra impresa e mercato (relazioni con la concorrenza, con i consumatori, con i fornitori e/o distributori e con l?ordinamento giuridico). In primo luogo, sono ricercati gli elementi essenziali per la corretta qualificazione della pratica del sottocosto, anche attraverso l?individuazione di diverse sottospecie e la loro differenziazione da ulteriori politiche di prezzo di tipo promozionale. In tale sede, peraltro, sono ampiamente evidenziate le difficolt? di accertamento e rilevazione documentale della vendita sottocosto, anche in ragione delle modalit? di negoziazione ormai consolidatesi nel sistema distributivo continentale, alle quali gli operatori ricorrono solitamente per rendere meno manifeste le iniziative di sottocosto e ridurre il rischio di controversie legali. Successivamente, l?analisi viene condotta sulla dibattuta questione della liceit? delle vendite sottocosto. Al di l? delle osservazioni di carattere propriamente giuridico - derivanti dall?attuale quadro normativo, che non sembra offrire risposte definitive all?interrogativo - la riflessione ? condotta su un piano di indagine economico-aziendale, attraverso il richiamo di principi economici ed evidenze empiriche in grado di fornire elementi di giudizio utili. ? in tale ambito, in particolare, che l?analisi del sottocosto ? posta in relazione con i rapporti verticali o di canale, le logiche di composizione degli assortimenti nelle imprese commerciali, il ciclo di vita dei prodotti, le tendenze evolutive dei comportamenti di acquisto e consumo e l?eterogeneit? dimensionale e tipologica del sistema distributivo italiano. In considerazione di tali fattori, quindi, sono formulate riflessioni circa le diverse correnti di pensiero sulla liceit? del sottocosto. In tal modo, l?indagine si sposta dalla semplice ricognizione del quadro normativo vigente a valutazioni circa l?opportunit? e l?efficacia, oltre che il fondamento economico, di regolamentazioni particolarmente restrittive o, addirittura, proibizioniste.
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Volume: 2002/1
Year: 2002
Issue:1
File-URL:http://www.francoangeli.it/riviste/Scheda_Rivista.aspx?IDArticolo=18423&Tipo=Articolo PDF
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Number: 7
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Author-Name: Sergio Silvestrelli
Author-Name: Daniela Agazzani
Title: Diversificazione dei prodotti turistici e marketing territoriale: due casi a confronto
Abstract: Diversificazione dei prodotti turistici e marketing territoriale: due casi a confronto (di Sergio Silvestrelli e Daniela Agazzani) - ABSTRACT: La recente evoluzione del mercato turistico e la difficolt? di alcune localit? turistiche nell?affrontare l?attuale pi? complesso contesto competitivo, hanno reso necessaria l?adozione di nuovi orientamenti strategici, non soltanto per le imprese del settore turistico, ma anche per specifiche aree territoriali. Il fenomeno ? particolarmente evidente nel nostro Paese, che risulta posizionato soprattutto sul prodotto balneare e su quello culturale; ma il prodotto balneare, in particolare, subisce la crescente competizione di altri Paesi. Tenendo conto dei risultati di qualificate ricerche e di un?analisi di due "casi territoriali", il presente lavoro si propone di apportare un contributo alla comprensione delle attuali problematiche di sviluppo delle aree territoriali a vocazione turistica ed alla formulazione delle relative strategie. Grazie all?approccio analitico del marketing territoriale sono state rilevate significative connessioni tra le differenti performance delle localit? di Senigallia e Rimini ed i corrispondenti diversi percorsi strategici intrapresi dalle imprese e dagli Enti Pubblici locali. Pur non avendo obiettivi di natura normativa, dal presente lavoro emergono tuttavia non trascurabili indicazioni operative, attinenti all?opportunit? di proporre una nuova offerta, pi? adeguata ai segmenti emergenti della domanda turistica, con lo scopo di ristagionalizzare il flusso turistico della localit? e di migliorarne la"posizione competitiva" rispetto ad altre aree balneari.
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Volume: 2002/1
Year: 2002
Issue:1
File-URL:http://www.francoangeli.it/riviste/Scheda_Rivista.aspx?IDArticolo=18424&Tipo=Articolo PDF
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Number: 8
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Author-Name: Umberto Martini
Title: Il Destination Management nel turismo alpino. Un quadro di riferimento concettuale e l'analisi di un caso
Abstract: Il destination management nel turismo alpino. Un quadro di riferimento concettuale e l?analisi di un caso (di Umberto Martini) - ABSTRACT: Nel corso degli ultimi anni il concetto di destination management ? stato al centro di numerosi dibattiti teorici, e di una progressiva applicazione da parte dei territori a vocazione turistica. Tuttavia, la vastit? della disciplina richiede di specificare correttamente l?ambito della sua applicazione, al fine di evitare generalizzazioni inopportune. Il lavoro pone al centro dell?analisi l?offerta turistica proveniente dalle regioni alpine, caratterizzata per la presenza di attori indipendenti di piccola dimensione e per l?esistenza di flussi turistici appartenenti in gran parte al segmento "fai da te". Dopo avere introdotto un quadro di riferimento concettuale, nel quale si precisa il senso delle politiche di destination management nelle Alpi, l?articolo esamina la realt? dell?Alto Adige, con un approfondimento relativo a tre strutture consortili di ambito, delle quali vengono confrontate la struttura, gli obiettivi e le modalit? di funzionamento. L?analisi conduce quindi all?individuazione di un decalogo per il destination management applicabile alle destinazioni turistiche che abbiano caratteristiche simili a quelle dell?arco alpino.
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Volume: 2002/1
Year: 2002
Issue:1
File-URL:http://www.francoangeli.it/riviste/Scheda_Rivista.aspx?IDArticolo=18425&Tipo=Articolo PDF
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Number: 9
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Author-Name: Francesco M. Lazzaro
Title: La dimensione comunitaria degli enti locali: la cooperazione transnazionale
Abstract: La dimensione comunitaria degli enti locali: la cooperazione transnazionale (di Francesco M. Lazzaro) - ABSTRACT: L?Autore ripercorre le vicende istituzionali comunitarie che hanno portato all?emersione delle regioni e degli enti locali sulla scena europea, per poi soffermarsi sulla materia della cooperazione transnazionale. Tale tipo di collaborazione fra enti territoriali appartenenti a Stati diversi costituisce un settore di attivit? abbastanza recente, ma dal quale l'Unione europea attende importanti risultati, non solo per l?elaborazione delle best practices da parte dei soggetti partecipanti alle iniziative, ma anche (e soprattutto) per assicurare una forte integrazione comunitaria dal basso. La riforma del titolo V, parte II, della Costituzione offre poi nuove basi giuridiche per un effettivo radicamento di questo modello cooperativo, tanto da potersi ritenere affermata la presenza di una dimensione comunitaria degli enti locali.
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Volume: 2002/1
Year: 2002
Issue:1
File-URL:http://www.francoangeli.it/riviste/Scheda_Rivista.aspx?IDArticolo=18426&Tipo=Articolo PDF
File-Format: text/HTML
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Number: 10