Template-type: ReDIF-Article 1.0 Author-Name: Enrico Beretta Author-Name: Vacche Alessandra Dalle Author-Name: Andrea Migliardi Title: Competitivit? ed efficienza della supply-chain: un?indagine sui nodi della logistica in italia Abstract: La logistica ? importante sia per la sua incidenza diretta sul Pil nazionale sia, in modo indiretto, nel consentire una maggiore o minore competitivit? del sistema-paese. La complessiva debolezza del sistema logistico italiano, documentata da varie fonti interne e internazionali, ha numerose cause: inadeguatezze nelle infrastrutture di trasporto a lungo raggio, ma anche dei raccordi di "ultimo miglio"; frammentazione e scarsa integrazione tra gli operatori; inefficienze localizzate nelle singole modalit? di trasporto; problemi nei raccordi tra i vettori di diverso tipo (ossia nell?intermodalit?); carenze programmatorie e normative. Il presente lavoro approfondisce queste tematiche mediante un?indagine condotta presso un campione di spedizionieri italiani. Per quanto attiene alle infrastrutture, gli operatori riterrebbero utile il completamento degli assi ferroviari in grado di connettere il paese alle principali direttrici di traffico europee, nonch? di assicurare un efficace collegamento fra il Nord e il Sud del paese, ma anche un potenziamento dei raccordi locali con altri tipi di vettori, specie quello marittimo. Altri problemi risiedono negli allacci delle aree portuali alla viabilit? ordinaria e nell?insoddisfacente funzionamento dei nessi intermodali tra le diverse forme di trasporto. I centri logistici vengono ritenuti nel complesso sufficienti, anche se si riscontrano problemi circa l?eccessiva frammentazione e la distribuzione sul territorio. Tariffe del trasporto, durata e prevedibilit? dei tempi, efficienza e affidabilit? degli operatori sarebbero nel complesso sufficienti, a eccezione del comparto ferroviario. L?organizzazione della catena logistica risente di una scarsa programmazione delle attivit?, dell?insufficiente integrazione tra gli operatori e della loro eccessiva frammentazione. Le dotazioni informatiche degli operatori e il ricorso all?ICT vengono giudicate nel complesso sufficienti, ma ? carente l?integrazione dei sistemi tra i diversi operatori, con conseguenze negative sul trattamento complessivo del ciclo della merce e sulla tracciabilit? delle spedizioni. Dall?indagine sono emerse anche diverse indicazioni di policy. In primo luogo, gli operatori chiedono di razionalizzare il quadro normativo, di rilanciare liberalizzazioni e concorrenza e di concentrare le risorse su un contenuto novero di obiettivi infrastrutturali realizzabili. In secondo luogo, gli operatori stessi potrebbero contribuire alla concentrazione e razionalizzazione dell?offerta. Infine, le Associazioni di categoria nazionali e locali dovrebbero stimolare l?integrazione dei diversi sistemi di ICT e promuovere il rispetto di standard minimi di servizio. Classification-JEL: Keywords: Note: Pages:135-173 Volume: 2012/2 Year: 2012 Issue:2 File-URL:http://www.francoangeli.it/riviste/Scheda_Rivista.aspx?IDArticolo=46897&Tipo=Articolo PDF File-Format: text/HTML Handle: RePEc:fan:ededed:v:html10.3280/ED2012-002001 Number: 1 Template-type: ReDIF-Article 1.0 Author-Name: Michele Patan? Title: Capitale proprio e ricapitalizzazioni. Fisiologia e patologia Abstract: Il saggio offre una chiave di lettura per definire, valutare e classificare una specifica richiesta di nuovo capitale. In altri termini evidenzia le tipologie di sviluppi gestionali che inducono un?azienda ad assumere la decisione di varare un?operazione sul capitale a titolo oneroso. Il saggio si distingue dai filoni di studi pi? tradizionali che specialmente per la aziende bancarie dibattono sulla riforma della regolamentazione dei requisiti patrimoniali e sull?attitudine degli stessi a fronteggiare adeguatamente le diffuse situazioni di instabilit? finanziaria. Il saggio si sviluppa a monte, ed in questo risiede la sua specificit?, in ambiti poco investigati e con una logica rigorosamente economico- aziendale. Seguendo questo approccio scientifico mira ad individuare i filtri interpretativi che saldano le condizioni di instabilit? del governo aziendale alle riconducibili operazioni sul capitale con le quali gli amministratori mirano a correggere, ripristinare o rilanciare condizioni di equilibrio operativo. Questi ultimi si rendono infatti necessari per conoscere i reali motivi che inducono a varare operazioni sul capitale oltre che per accertare se le medesime si inseriscono in percorso d?impresa che a seconda dei casi rientri nei confini della fisiologia o in quelli della patologia della gestione aziendale. Il lavoro propone una successione di aree di riflessione che ricollocano nella giusta centralit? lo studio di dette operazioni quando si deve valutare lo stato di salute d?azienda. Le conclusioni si concentrano sull?opportunit? che le operazioni sul capitale siano obbligatoriamente e preventivamente corredate da molte informazioni. Dette informazioni vanno nella direzione di richiamare il senso di responsabilit? degli amministratori che le propongono e di accrescere la capacit? valutativa da parte dei potenziali destinatari. Le decisioni innovative, gli interventi strutturali e l?acquisizione di quote di attivit? intangibili, da finanziare con mezzi patrimoniali o similmente tali, devono essere assunte in condizioni di massima sicurezza. In circostanze normali devono essere finanziate con risorse patrimoniali precedentemente accantonate. Eccezionalmente i tempi di realizzazione possono contrarsi mediante la preventiva richiesta di ulteriori conferimenti o di finanziamenti di carattere straordinario. La compagine sociale nella sua interezza deve essere tuttavia opportunamente ed adeguatamente preinformata. Richieste di nuovi apporti, in corso d?opera o successive ad operazioni gi? concluse, sono sempre discutibili. Sono quantomeno espressione di inadeguata trasparenza di importanti processi decisionali. Nei casi pi? censurabili segnalano invece inesatte valutazioni dell?impatto finanziario, economico e patrimoniale dei progetti gi? avviati. Classification-JEL: Keywords: Note: Pages:175-194 Volume: 2012/2 Year: 2012 Issue:2 File-URL:http://www.francoangeli.it/riviste/Scheda_Rivista.aspx?IDArticolo=46898&Tipo=Articolo PDF File-Format: text/HTML Handle: RePEc:fan:ededed:v:html10.3280/ED2012-002002 Number: 2 Template-type: ReDIF-Article 1.0 Author-Name: Eleonora Bazzo Title: La riforma del credito al consumo Abstract: In questi ultimi anni tutti i maggiori paesi industrializzati, non solamente nell?ambito dell?Unione Europea, hanno approvato riforme nel settore del credito al consumo. L?esigenza di favorire la concorrenza tra le imprese e l?allargamento dei mercati ha imposto il coordinamento comunitario o federale delle differenti legislazioni e l?elaborazione di sistemi normativi certi, adeguati ed uniformi, che impediscano comportamenti scorretti e limitino i costi transattivi a carico delle parti, attraverso la standardizzazione delle principali regole di condotta e delle pratiche commerciali. L?Unione Europea, perci?, ha voluto fornire regole non solamente per armonizzare la pluralit? delle fonti normative, comunitarie e nazionali, che governavano il settore, ma anche per ottenere la piena realizzazione del mercato interno e per favorire l?intensificazione delle negoziazioni transfrontaliere. In tale ambito, la disciplina italiana, riformata per dare attuazione alla relativa direttiva, si ? posta come obiettivi il conseguimento della trasparenza e dell?efficienza del mercato creditizio, favorendo anche il rafforzamento delle istanze di protezione dei consumatori. L?obiettivo di questo articolo ? quello di fornire una visione d?insieme della materia, analizzando sia l?importanza che questo settore ha assunto nell?ambito dell?economia europea e nazionale, sia il sistema normativo costituito dalla direttiva 2008/48/CE e dalle relative fonti nazionali di attuazione. Classification-JEL: Keywords: Note: Pages:197-220 Volume: 2012/2 Year: 2012 Issue:2 File-URL:http://www.francoangeli.it/riviste/Scheda_Rivista.aspx?IDArticolo=46899&Tipo=Articolo PDF File-Format: text/HTML Handle: RePEc:fan:ededed:v:html10.3280/ED2012-002003 Number: 3 Template-type: ReDIF-Article 1.0 Author-Name: Anna Papa Title: La complessa realt? della Rete tra "creativit?" dei fornitori di servizi Internet ed esigenze regolatorie pubbliche: la sottile linea di demarcazione tra provider di servizi ?content? e di ?hosting attivo? Abstract: La Rete Internet si presenta come una realt? complessa nell?ambito della quale alla funzione di trasmissione di dati si associano, acquisendo sempre maggiore rilevanza, funzioni legate all?utilizzo diffuso degli strumenti propri della societ? dell?informazione e della comunicazione. In costante crescita sono anche i soggetti che offrono servizi legati alle funzioni ora citate, in particolare fornitori di connettivit? e gestori di applicazioni in grado di consentire la comunicazione e la diffusione in Internet di notizie, opinioni e contenuti. A fronte di una cos? complessa realt?, la legislazione nazionale, in linea con la normativa europea, in materia si presenta ancora poco sensibile alle differenziazioni dei ruoli ricoperti dai soggetti operanti in Rete, come fornitori di servizi e come utenti. Essa attribuisce centralit?, soprattutto sul piano della responsabilit?, all?Internet provider, considerato come il soggetto centrale della fruizione dei servizi Internet, pur nella tripartizione ora prevista dalla normativa nazionale (in ossequio a quella comunitaria) che distingue tra access, caching e hosting. In realt?, pur certi dell?importanza dei Service per il funzionamento (e il controllo) della Rete, appare ormai evidente che i fornitori di servizi Internet si presentano come un universo ben pi? articolato e dinamico, con prestazioni che vanno a collocarsi nello spazio creato dalla Rete e non semplicemente nella funzione di trasmissione o conservazione dei dati immessi o prodotti. Una prima importante conseguenza ? la difficolt? di distinguere tra "hosting" e "content" provider. Sono soprattutto questi ad essersi molto evoluti negli ultimi anni. Nel saggio ne vengono forniti tre esempi: siti istituzionali, gestori di piattaforma e curatori di luoghi di discussione. In assenza di una regolamentazione normativa, a livello europeo e nazionale, la giurisprudenza sta cercando di individuare un punto di bilanciamento tra i diversi interessi coinvolti che tenga conto delle caratteristiche e del carattere innovativo della Rete rispetto ad esperienze e contesti preesistenti. Appare tuttavia evidente che l?azione giurisprudenziale da sola non ? in grado di stabilizzare e di dare affidabilit? ad un comparto che necessita invece di regole, frutto di una riflessione condivisa, idonee a garantire una operativit? "regolata", rispettosa dei diritti individuali, della concorrenza ma nel contempo capace di assecondare la profonda innovazione dell?informazione e della comunicazione che la Rete sta realizzando Classification-JEL: Keywords: Note: Pages:221-253 Volume: 2012/2 Year: 2012 Issue:2 File-URL:http://www.francoangeli.it/riviste/Scheda_Rivista.aspx?IDArticolo=46900&Tipo=Articolo PDF File-Format: text/HTML Handle: RePEc:fan:ededed:v:html10.3280/ED2012-002004 Number: 4 Template-type: ReDIF-Article 1.0 Author-Name: Vincenzo Formisano Author-Name: Giuseppe Russo Author-Name: Rosa Lombardi Title: Il Public Value Creation e il ruolo delle Universit? Abstract: Nell?attuale scenario economico-competitivo, lo studio delle reti d?impresa (Bastia, 1989; D?Alessio, 2008; Cafaggi, 2004; Lipparini, 2002; Lorenzoni, 1992) consente di enfatizzare il ruolo svolto dalla cooperazione tra pi? organizzazioni sia pubbliche, sia private. In questa direzione, con l?avvento dell?economia della conoscenza, le imprese creano valore collettivo per effetto dell?azione di gruppo e degli interessi coinvolti nel sistema organizzativo a rete. Le opportunit? che si presentano alle aziende coinvolte nella rete sono molteplici: l?investimento relazionale favorisce l?interdipendenza tra i differenti sistemi aziendali e ne rafforza la loro complementariet?; ogni processo cooperativo influenza ciascuna impresa della rete. Nelle aziende pubbliche, tale fenomeno ? noto come New Public Governance (Bovaird, 2002; Lynn et al., 2007): all?interno di una rete locale si trovano aziende pubbliche e private la cui azione ? protesa alla realizzazione del bene comune (Zamagni,2008). In questo senso, il passaggio dal New Public Management al New Public Governance ha permesso di valorizzare il concetto di network indagandolo quale rete di soggetti o entit? interagenti tra loro, in grado di guidare le loro relazioni verso il raggiungimento di un obiettivo comune: il public value creation (Moore, 2005). In questa direzione, il presente contributo si propone di analizzare il concetto di rete, con particolare riferimento alle possibili configurazioni che possono assumere i network pubblici locali. Nel caso di specie, lo studio si concentra sui network all?interno dei quali esiste la presenza dell?istituzione universitaria quale catalizzatrice del sapere e fonte della creazione di valore pubblico locale. Mediante l?esperienza dell?Universit? di Cassino, lo studio si propone di definire il ruolo dell?universit? rispetto al contesto territoriale di riferimento e quale impatto economico-sociale genera la sua azione. La domanda di ricerca ? la seguente: Che cosa sono i network? Nell?ottica della New Public Governance, qual ? il ruolo svolto dalle universit? nel sistema di rete? ? possibile individuare, in tal caso, un modello di rete? Classification-JEL: Keywords: Note: Pages:255-272 Volume: 2012/2 Year: 2012 Issue:2 File-URL:http://www.francoangeli.it/riviste/Scheda_Rivista.aspx?IDArticolo=46901&Tipo=Articolo PDF File-Format: text/HTML Handle: RePEc:fan:ededed:v:html10.3280/ED2012-002005 Number: 5 Template-type: ReDIF-Article 1.0 Author-Name: Anna Bottasso Author-Name: Maurizio Conti Title: Una nota sul Servizio idrico italiano dopo i referendum del giugno 2011 Abstract: In questo lavoro si discutono le possibili implicazioni economiche dei due quesiti referendari del giugno 2011 che hanno interessato il settore idrico italiano e che hanno abolito l?obbligo del ricorso alla gara come modalit? standard di affidamento del servizio e il riferimento alla adeguatezza della remunerazione del capitale investito, rispettivamente. Per quanto riguarda il primo punto, si ritiene che l?esito referendario non avr? implicazioni negative sull?evoluzione del settore e possa aver accelerato la creazione di un quadro regolatorio pi? chiaro nel quale una autorit? indipendente assume un ruolo determinante. Inoltre discutiamo le possibili implicazioni economiche della vittoria del s? nel secondo quesito referendario, sia nel caso in cui i capitali privati dovessero fuoriuscire dal settore, sia nel caso in cui ci? non dovesse succedere. Infine, discutiamo le proposte preliminari in tema di revisione del metodo tariffario normalizzato recentemente avanzate dall?Autorit? dell?Energia. Classification-JEL: Keywords: Note: Pages:273-288 Volume: 2012/2 Year: 2012 Issue:2 File-URL:http://www.francoangeli.it/riviste/Scheda_Rivista.aspx?IDArticolo=46902&Tipo=Articolo PDF File-Format: text/HTML Handle: RePEc:fan:ededed:v:html10.3280/ED2012-002006 Number: 6 Template-type: ReDIF-Article 1.0 Author-Name: n.d. Title: Recensioni Abstract: Classification-JEL: Keywords: Note: Pages:291-295 Volume: 2012/2 Year: 2012 Issue:2 File-URL:http://www.francoangeli.it/riviste/Scheda_Rivista.aspx?IDArticolo=46903&Tipo=Articolo PDF File-Format: text/HTML Handle: RePEc:fan:ededed:v:html10.3280/ED2012-002007 Number: 7 Template-type: ReDIF-Article 1.0 Author-Name: n.d. Title: Schede bibliografiche Abstract: Classification-JEL: Keywords: Note: Pages:297-306 Volume: 2012/2 Year: 2012 Issue:2 File-URL:http://www.francoangeli.it/riviste/Scheda_Rivista.aspx?IDArticolo=46904&Tipo=Articolo PDF File-Format: text/HTML Handle: RePEc:fan:ededed:v:html10.3280/ED2012-002008 Number: 8