Template-type: ReDIF-Article 1.0 Author-Name: Giuseppe Iuliano Author-Name: Gaetano Matonti Title: Do big 4 audit companies detect earnings management and report it in the audit opinion? Empirical evidence from italian non-listed firms Abstract: One of the earliest theories in the audit literature is that Big 4 auditors, due to their larger size and better training programmes, provide higher audit quality than other auditors in listed companies (e.g. Dopuch and Simunic, 1982; Davidson and Neu, 1993; Becker et al., 1998; Francis and Krishnan, 1999; Bauwhede et al., 2003; Cai et al., 2005). The argument is that larger audit firms have more reputation to lose by sacrificing their independence on any given audit engagement, thus Big 4 auditors? higher levels of audit quality should be associated with lower levels of earnings management. To the extent that managers want to "mislead some stakeholders about the underlying economic performance of the company or to influence contractual outcomes that depend on reported accounting numbers" (Healy and Wahlen, 1999, p. 368), earnings will also be managed in non-listed firms. Bank financing is usually a major source of finance in privately held companies (Van Tendeloo and Vanstraelen, 2008), resulting in agency conflicts between bankers and owners, and between bankers and management (Vander Bauwhede and Willekens, 2004), which could also create earnings management incentives. The audit quality is the joint probability that the auditor detects an anomaly (first dimension) in financial statements, and then reveals it to the external users (second dimension) (DeAngelo, 1981). Analysing a panel sample of Italian non-listed firms over the years 2007-2012, our main findings suggest that Big 4 auditors are more likely to discover (auditor?s technical capabilities) earnings management initiatives than other auditors (a non- Big 4 auditor and statutory auditors), because a Big 4 auditor is negatively associated with the absolute value of discretionary accruals (Jones, 1991; Dechow et al., 1995). Analysing the same sample firms, a logistic panel regression suggests that, according to previous literature, the absolute value of discretionary accruals is positively associated with the probability that a qualified audit report is issued, meaning that the absolute value of discretionary accruals explains the issuance of qualified opinion for materially misstated financial statements. The panel logistic regression also suggests that the association of the absolute value of discretionary accruals and of a Big 4 auditor is positively associated with the probability that a qualified audit opinion is issued, meaning that when a Big 4 auditor discovers an accounting anomaly in the financial statements, it is reported in the audit opinion (auditor independence). Our findings also show that the audit opinion in previous years also affects, on average, the audit opinion of the year of the analysis. Classification-JEL: Keywords: Note: Pages:5-43 Volume: 2015/2 Year: 2015 Issue:2 File-URL:http://www.francoangeli.it/riviste/Scheda_Rivista.aspx?IDArticolo=58762&Tipo=Articolo PDF File-Format: text/HTML Handle: RePEc:fan:EiEiEi:v:html10.3280/EI2015-002001 Number: 1 X-File-Ref: http://www.francoangeli.it/Riviste/References.ashx?idArticolo=58762 Template-type: ReDIF-Article 1.0 Author-Name: Domenico Rocco Cambrea Author-Name: Maurizio La Rocca Author-Name: Elvira Tiziana La Rocca Author-Name: Salvatore Casciaro Title: Cash holding and firm value: a meta-analysis Abstract: The paper presents a meta-analysis between cash holdings and firm value. Referring to a sample of 290 studies, the results show that the holding of cash leads to an increase in firm performance. Moreover, the study finds that the relationship resulted moderated by several factors. In particular, the positive effect of cash reserves is amplified when the value of the firm is measured by a proxy of market value, when studies refer to recent years and when firms operate in specific institutional contexts. On the contrary, the effect is reduced in the firms with low growth opportunity, in published studies and in those which employ econometric techniques that control for endogeneity problems. . Classification-JEL: G30 Keywords: Liquidit?, valore d?impresa, meta-analisi, meta-regressioni. Note: Pages:45-72 Volume: 2015/2 Year: 2015 Issue:2 File-URL:http://www.francoangeli.it/riviste/Scheda_Rivista.aspx?IDArticolo=58764&Tipo=Articolo PDF File-Format: text/HTML Handle: RePEc:fan:EiEiEi:v:html10.3280/EI2015-002002 Number: 2 X-File-Ref: http://www.francoangeli.it/Riviste/References.ashx?idArticolo=58764 Template-type: ReDIF-Article 1.0 Author-Name: Vincenzo Formisano Author-Name: Francesco Caputo Author-Name: Raffaele D?amore Title: Tratti evolutivi della societ? della conoscenza: il contributo degli studi sulle reti nella prospettiva sistemica Abstract: Il lavoro analizza l?evoluzione nella gestione della conoscenza al fine di individuare modelli e prospettive utili a consentire un miglioramento dell?efficienza nei processi di management. Il contributo offerto dalla letteratura ? analizzato in considerazione delle logiche individuate dagli studi sulle Reti Sociali rilette alla luce del contributo interpretavo offerto dall?Approccio Sistemico Vitale (ASV) quale modello capace di evidenziare variabili e processi coinvolti nell?interazione tra variet? informative. La sistematizzazione dei contributi offerti dalla letteratura manageriale in tema di gestione della conoscenza agevola la lettura e la comprensione dei modelli di management prevalenti delineando tratti e peculiarit? della societ? della conoscenza - quale costrutto incentrato sulla relazione tra sistemi vitali - che gli approcci e gli strumenti tradizionali faticano a comprendere. Classification-JEL: Keywords: Approccio sistemico vitale, reti sociali, costruttivismo, economia della conoscenza. Note: Pages:73-94 Volume: 2015/2 Year: 2015 Issue:2 File-URL:http://www.francoangeli.it/riviste/Scheda_Rivista.aspx?IDArticolo=58766&Tipo=Articolo PDF File-Format: text/HTML Handle: RePEc:fan:EiEiEi:v:html10.3280/EI2015-002003 Number: 3 X-File-Ref: http://www.francoangeli.it/Riviste/References.ashx?idArticolo=58766 Template-type: ReDIF-Article 1.0 Author-Name: Stefania Supino Author-Name: Ornella Malandrino Author-Name: Daniela Sica Author-Name: Mario Testa Title: L?obiettivo dell?efficienza energetica nella pubblica amministrazione italiana: criticit? ed opportunit? Abstract: La ricerca di una crescente efficienza nell?uso delle risorse energetiche rappresenta da lungo tempo uno degli obiettivi fondamentali della politica energetica europea e, dunque, anche di quella nazionale, in considerazione del ruolo strategico che essa ricopre per avviare una reale transizione verso la tanto auspicata low carbon economy. Il risparmio energetico e il miglioramento dell?efficienza energetica costituiscono una leva straordinaria, in grado di contribuire al conseguimento sinergico di tradizionali obiettivi di politica energetica, fra i quali la sicurezza degli approvvigionamenti, la diminuzione della dipendenza dalle importazioni di idrocarburi e la riduzione delle emissioni climalteranti, generando effetti positivi sulla competitivit?, sull?innovazione tecnologica nonch? sulla creazione di nuova occupazione. Scopo del presente lavoro ? quello di delineare in chiave critica, anche alla luce della crescente attenzione dei policy maker all?efficienza energetica, lo stato dell?arte in merito alla implementazione di misure per il suo miglioramento nella PA, nonch? i principali elementi di criticit? che non hanno consentito di liberare il potenziale ancora ampiamente inespresso. Ci? anche in considerazione del recente recepimento, nel nostro paese, della Direttiva 27/2012/UE che assegna un ruolo chiave alla PA, nella duplice veste di gestore del patrimonio pubblico e di decisore, nel promuovere l?efficienza energetica nel territorio. Classification-JEL: Keywords: Efficienza energetica, Pubblica Amministrazione, politica energetica Note: Pages:95-109 Volume: 2015/2 Year: 2015 Issue:2 File-URL:http://www.francoangeli.it/riviste/Scheda_Rivista.aspx?IDArticolo=58767&Tipo=Articolo PDF File-Format: text/HTML Handle: RePEc:fan:EiEiEi:v:html10.3280/EI2015-002004 Number: 4 X-File-Ref: http://www.francoangeli.it/Riviste/References.ashx?idArticolo=58767 Template-type: ReDIF-Article 1.0 Author-Name: Marco Valeri Title: La sostenibilit? turistica: dai modelli di analisi alla responsabilit? delle istituzioni Abstract: Obiettivo del paper ? proporre riflessioni sulla necessit? di orientare l?azione di governo delle destinazioni turistiche e delle imprese turistiche verso la sostenibilit? ai fini del conseguimento del vantaggio competitivo. La sostenibilit?, intesa nelle tre dimensioni ambientaleeconomica- sociale, pu? rappresentare una vera risposta alla sfida ecologico-economica se le destinazioni turistiche e le imprese turistiche saranno capaci di valorizzare le risorse di attrattiva del territorio e di utilizzarle come innovativi fattori strategici di sviluppo turistico. Nonostante sia forte la necessit? delle organizzazioni turistiche di quantificare il livello di sostenibilit? raggiunta, ad oggi non si ? ancora pervenuti alla definizione di idonei indicatori in grado di misurare la sostenibilit? nelle sue tre distinte dimensioni di analisi. In contesti organizzativi sempre pi? complessi, il conseguimento dello sviluppo sostenibile dipende dalla capacit? dell?organo di governo di gestire in modo efficiente ed efficace le relazioni con i diversi portatori di interesse, ovvero tra il sistema di offerta turistica ed il turista, e di creare le condizioni per la creazione, la diffusione e la condivisione di nuova conoscenza all?interno delle organizzazioni e tra le organizzazioni e l?ambiente esterno. La realizzazione di progetti innovativi e potenzialmente sostenibili non pu? prescindere dallo sviluppo di adeguati processi di apprendimento dalle esperienze vissute quotidianamente nel corso della gestione aziendale. Altres?, il conseguimento dello sviluppo sostenibile rientra nelle responsabilit? delle Istituzioni che avranno il compito di sostenere la progettazione e la promozione dello sviluppo del turismo, sostenibile e di qualit?. Il paper, oltre ad arricchire la letteratura in materia di management e governance in ambito turistico, intende contribuire al rafforzamento della competitivit? delle destinazioni e delle imprese turistiche orientando i processi decisionali verso la sostenibilit?. L?assenza di case studies costituisce un limite al lavoro; pertanto, in una prospettiva di ricerca futura, si riterr? necessario analizzare alcune evidenze empiriche al fine di scoprire nuove ed opportune azioni di sviluppo delle destinazioni e delle imprese turistiche. Classification-JEL: Keywords: Destination governance, destination management, innovazione, sostenibilit? turistica, network, vantaggio competitivo. Note: Pages:111-126 Volume: 2015/2 Year: 2015 Issue:2 File-URL:http://www.francoangeli.it/riviste/Scheda_Rivista.aspx?IDArticolo=58769&Tipo=Articolo PDF File-Format: text/HTML Handle: RePEc:fan:EiEiEi:v:html10.3280/EI2015-002005 Number: 5 X-File-Ref: http://www.francoangeli.it/Riviste/References.ashx?idArticolo=58769