Biblioteca di storia

Direzione: Antonino De Francesco, Luigi Mascilli Migliorini, Aurelio Musi, Edoardo Tortarolo

Biblioteca di Storia pubblica saggi che si propongono di rendere conto delle trasformazioni in atto nel panorama storiografico italiano e internazionale e di ridefinire i confini della storia italiana ed europea e delle sue connessioni con il contesto mondiale. Vengono selezionate per la pubblicazione nella collana monografie che, lontane dalle mode del momento, approfondiscono le conoscenze su differenti piani - politico-istituzionali, socio-economici, culturali, ideologici - e sperimentano nuove modalità di ricerca da una prospettiva interdisciplinare nella quale l’analisi tematica, la comparazione e la contestualizzazione trovano un equilibrio.
Tema centrale del progetto è il rapporto di scambio tra il presente e il passato, con l’obiettivo di fornire al lettore strumenti validi per meglio comprendere il tempo in cui si trova a vivere e agire come cittadino.

Comitato scientifico: Manuela Albertone (Università di Torino), Francesco Benigno (Scuola Normale Superiore di Pisa), Catherine Brice (Université Paris-Créteil), Ambrogio Caiani (University of Kent), Ilaria Favretto (Kingston-London), Catherine Horel (CNRS France), Lutz Klinkhammer (Istituto Germanico di Roma), Silvia Marzagalli (Université de Nice), Luis Antonio Ribot Garcia (Uned Madrid), Pedro Rujula (Universidad de Zaragoza), Silvia Sebastiani (EHESS Paris), Pierre Serna (Université Paris I).

La direzione di collana assicura la validità scientifica dei volumi pubblicati attraverso un processo trasparente di peer review.

La ricerca ha estratto dal catalogo un solo titolo.
 
  Titolo Tipologia
Calabria ribelle Tommaso Campanella e la rivolta politica del 1599 Calabria ribelle Tommaso Campanella e la rivolta politica del 1599
Giovanni Brancaccio (120.1)
Il volume contestualizza la rivolta del 1599 in Calabria nel quadro della grave crisi economico-sociale, spirituale e politica della fine del ’500 e valuta lo straordinario credito arriso al suo promulgatore, Tommaso Campanella, grazie alle sue accese prediche sulla “fine del mondo e della renovatione” del secolo. Il testo ripercorre la cronaca del moto, del processo politico e religioso, della lunga detenzione inflitta al Campanella, e mostra come la rivolta fosse espressione di una ramificata sollevazione antispagnola e antifeudale, che non la confinava a un contesto puramente profetico.
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