La pace in rivolta
Autori e curatori
Collana
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 272,   1a ristampa 2014,    1a edizione  2008   (Codice editore 1520.628)

Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 30.00
Disponibilità: Discreta


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Codice ISBN: 9788856804447

In breve
Un itinerario intorno alle trasformazioni delle pratiche e dei significati che riguardano la guerra, la pace e la sicurezza. Attraverso una sociologia della pace che non si sottrae alle sfide di una autoriflessività critica, il volume rintraccia contraddizioni e paradossi nascosti nei paradigmi e nei discorsi prevalenti.
Presentazione del volume

Frutto di molteplici esperienze di studio e di ricerca, La pace in rivolta è un itinerario, sulla scorta di categorie sociologiche, intorno alle trasformazioni delle pratiche e dei significati che riguardano la guerra, la pace e la sicurezza.
Nell'attuale contesto in cui civile e militare, politica e religione, pubblico e privato, vittima e carnefice, azione solidale e azione predatoria, tempo di pace e tempo di guerra appaiono spesso con-fusi, ibridati, contaminati, l'autrice, attraverso una sociologia della pace che non si sottrae alle sfide di una autoriflessività critica, rintraccia contraddizioni e paradossi nascosti nei paradigmi e nei discorsi prevalenti. Mette in discussione assunti e procedure taciti, a partire da quelli della conflict resolution, del peacekeeping, del peacebuilding e del nation building, dalle ideologie dell'aiuto, della democratizzazione, della difesa dei diritti umani. Delinea configurazioni dai tratti fluidi in cui decomposizioni e ricomposizioni sociali sempre più celeri e violente danno luogo a galassie conflittuali in movimento che si esprimono attraverso logiche caotiche, dinamiche mimetiche e processi di rispecchiamento. Le figure che abitano questi paesaggi sono, a loro volta, prive di fissità, cariche di tensioni, ambivalenze, slanci, contraddizioni; restano in equilibrio, transitando, su ciò che è contraddittorio, irrisolvibile, tra poteri oscuri e autorità palesi, tra guerre non-guerre e paci rischiose, tra interessi geostrategici più o meno occulti e azioni spettacolari, tra sofferte riconciliazioni e riaccendersi dei conflitti, tra confini mobili e governance esitanti. Misurandosi con la frammentazione e la complessità sviluppano competenze ad alternare diverse e finanche opposte logiche di azione.
Alla fine di questo percorso appare evidente che da una parte la strumentalizzazione degli ideali di pace e dall'altra una sua concezione proattiva e (forse) eccessivamente inclusiva hanno prodotto conseguenze inattese, ibridazioni convulse che ci hanno portato ad un suo sovvertimento, oltre la pace, verso guerre sempre più facili e più frequenti, la cui ombra si allunga sulla nostra vita quotidiana e sul nostro modo di pensare. Stiamo forse transitando verso il rischio di un 'totalitarismo' della pace che partecipa alla violenza globale?

Maria Luisa Maniscalco, ordinario di sociologia, insegna presso la facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi Roma Tre. Dal 1999 dirige il master in Pacekeeping & Security Studies, tra i più prestigiosi in campo nazionale e internazionale. Tra le sue opere in argomento: Gli interventi internazionali in risposta alle crisi (Roma, 2007); Guerra, pace e stabilizzazione in Bosnia Erzegovina: dinamiche interne e interventi internazionali (Roma, 2007); Tra pace e sicurezza: l'incerta Europa delle élites italiane (Roma-Milano, 2006).

Indice


Introduzione
Mille e una guerra
(Dalla guerra alle guerre; Contesto globale, dinamiche imperiali e privatizzazione; Crescita del disordine, anarchia e violenza diffusa; Le 'nuove' guerre del Sud del mondo: le ipotesi 'discontinuiste'; Identità etnica e narrazioni culturali; Oltre il mito dell'irrazionalità della violenza etnica; Economia, democrazia e violenza etnica; Crisi dello stato o nuovi sistemi politici emergenti?; Le 'nuove' guerre come imprese criminali; Continuità versus discontinuità: sono nuove le 'nuove' guerre?; 'Piccole' guerre atroci e paci problematiche: verso un approccio glocale; I conflitti ineguali del Nord del mondo: guerre 'umanitarie' e 'spettacolo'; Il terrorismo come conflitto asimmetrico; La 'guerra' al terrorismo; La guerra di 'rete': modello e metafora)
Pace, sicurezza e aiuto. Verso un 'totalitarismo' della pace?
(Paura 'globale', pace e sicurezza; Quanto è sicura la sicurezza militare postmoderna?; Le operazioni di pace: trasformazioni e conseguenze inattese; Pace e 'biopolitica' delle popolazioni; Sicurezza integrata e crisi della differenziazione funzionale; Sicurezza umanitaria e 'centralità' della vittima; Dilemmi e paradossi dell'umanitario; Il modello aiuto/sviluppo/sicurezza; Misure di aiuto e 'effetti perversi')
Transiti militari: tecnocrati, soldati di pace e mercenari
(Declino del guerriero e ascesa del militare; Le forze armate dal moderno al postmoderno: anatomia di un transito; Multinazionalità e nuove appartenenze; La 'perdita' del nemico; Il declino della 'separatezza'; Il mito dell'elusione tecnologica della guerra; Il soldato di pace: un'icona postmoderna; La condizione del 'militare di pace': ambiguità e ambivalenza; La 'sindrome' del soldato di pace; I gruppi armati non statali; Guerrieri a contratto)
Costruire il nemico
(Ogni 'guerra' ha il suo nemico; Il nemico come costruzione sociale; La memoria collettiva; Stereotipi, violenza astratta e crudeltà di prossimità; Gli attori della costruzione del nemico; La religione: strumentalizzazione e ideologizzazione; Il ruolo dei media dell'odio e della paura; Vittimismo, paura e mitologia della cospirazione; La depoliticizzazione del corpo del nemico; La distruzione dei luoghi e degli oggetti del ricordo; Oltre il nemico: la memoria del Male e la riconciliazione sociale)
Bibliografia.