Bachi, crisalidi e farfalle. L'evoluzione dei Parchi scientifici e tecnologici verso reti organizzative autoregolate
Autori e curatori
Contributi
Luciano Benadusi, Valentino Bobbio, Federico Butera, Maurizio Catino, Andrea Cerroni, Patrizia Cinti, Paolo Perulli, Gerardo Ragone, Adriana Signorelli
Livello
Testi advanced per professional
Dati
pp. 384,   figg. 18,     1a edizione  1995   (Codice editore 10.4)

Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 45,50
Disponibilità: Discreta


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Codice ISBN: 9788820490485

Presentazione del volume

Sui Parchi scientifici e tecnologici (da Silicon Valley a Lione, da Tsukuba a Tecnopolis) sono tuttora aperti importanti quesiti scientifici. Qual è la vera natura dei Parchi scientifici e tecnologici? Quali sono i fattori di successo? Che rapporto si configura fra locale e globale? Rilevanti e soprattutto dibattute sono alcune domande di politica economica e sociale. Possono i Pst essere un fattore importante di sviluppo socio-economico sul territorio? Possono accelerare e diffondere lo sviluppo tecnologico e scientifico? Sono solo programmi pubblici di investimento o possono dar luogo a strutture economicamente autosufficienti?

La ricerca, condotta nell'ambito di una delle linee di attività della convenzione Cnr-A.F. Forum risponde a queste domande attraverso l'analisi della letteratura, lo studio di cinque parchi (Area di Ricerca di Trieste, Tecnopolis Novus Ortus di Bari, Parco Scientifico di Roma, Aston Park di Birmingham, Tecnopoli Lionese), di un progetto (il Parco della Sardegna) ed uno studio sulle nuove professioni nei Pst e sui processi di formazione e di empowerment.

Il principale fattore di successo risulta essere l'identità strategica, organizzativa e gestionale del Parco. I Parchi di successo, al loro livello di più alto sviluppo, vengono identificati dalla ricerca come organizzazioni reticolari o quasi-imprese (imprese-rete): ossia entità organizzative complesse, costituite da più soggetti che operano sulla cooperazione e competizione fra loro. L'impresa-parco è un contenitore capace di supportare, sviluppare o guidare processi economici, tecnici e sociali disponendo di capacità di animazione o governo.

I Parchi nella loro evoluzione cambiano di forma e di natura: nascono spesso come centri di servizi finanziari ("bachi"), si innervano sul territorio come sistemi di cooperazione fra università, enti pubblici, imprese grandi, piccole imprese ("crisalidi"). Quando hanno successo divengono "imprese rete" operando sia sul "distretto tecnopolitano" locale sia nella rete della scienza e della tecnologia, importando ed esportando know how fra livello locale e globale ("farfalle").

Federico Butera è ordinario di Sociologia dell'Organizzazione presso l’Università di Milano Bicocca. Per 12 anni è stato titolare della stessa cattedra all'Università di Roma "La Sapienza”. E’ stato Visiting Scholar alla Sloan School of Management del MIT. Fondatore nel 1974 e da allora presidente dell'Irso (Istituto di Ricerca intervento sui Sistemi Organizzativi) . E’ direttore della rivista Studi Organizzativi. Ha pubblicato 33 libri e oltre 150 saggi in Italia e all’estero. E-mail federico.butera@irso.it

Indice

Nota editoriale
1. Introduzione: sommario della ricerca e principali raccomandazioni, di Federico Butera
1.1. La questione di partenza. Che cosa sono i Parchi scientifici e tecnologici: bacini di destinazione di investimenti pubblici o strutture organizzativi capaci di autoregolarsi e produrre conoscenza e ricchezza?
1.2. La vera natura dei Parchi scientifici e tecnologici: organizzazioni reticolari a base territoriale
1.3. Il problema dello sviluppo delle professioni versus quello degli specialismi come condizione di sviluppo dei parchi: formazione e empowerment
1.4. Il Parco scientifico e tecnologico come
organizzazione: dimensioni, modelli e categorie per lo studio e la progettazione
1.5. Sintesi delle raccomandazioni
Parte prima
2. Bachi, crisalidi e farfalle: l'evoluzione dei Parchi scientifici e tecnologici verso reti organizzative autoregolate, di Federico Butera
2.1. L'evoluzione dei processi e delle forme di organizzazione per l'innovazione
2.2. I Parchi scientifici e tecnologici
2.3. Le coordinate di cinque parchi europei
2.4. Le questioni critiche per la nascita e lo sviluppo dei Parchi scientifici e tecnologici
2.5. Le conclusioni sulla natura dei Parchi scientifici e tecnologici e sulle possibilità di decollo e di successo
2.6. Il Parco scientifico e tecnologico come organizzazione: dimensioni, modelli e categorie per lo studio e la progettazione
2.7. Raccomandazioni
2.8. Il piano di continuazione del lavoro della ricerca
Parte seconda
3. L'Aston Science Park di Birmingham: gestire novità e conferma, di Federico M. Butera
3.1. Premessa
3.2. La Birminghain Technology Limited (Btl)
3.3. La Btl e le aziende del parco
3.4. Le aziende del parco
3.5. Rapporti tra l'Aston University e l'Aston Scienee Park
3.6. Casi studio: storie di aziende del parco
3.7. Considerazioni generali
3.8. Una metafora ecologica: il Pst come laboratorio di ingegneria genetica e animatore territoriale
4. La Tecnopoli Lionese: un sistema a rete auto - organizzato, di Paolo Perulli
4.1. Primi elementi per l'identificazione della Tecnopoli Lionese
4.2. Morfologia della Tecnopoli Lionese
4.3. Gli attori, i processi e le professioni tecnopolitane
5. Area Science Park di Trieste: dalla ricerca di base all'innovazione tecnologica, di Gerardo Ragone e Andrea Cerroni
5.1. Premessa
5.2. Informazioni generali
5.3. Breve storia
5.4. Finalità
5.5. Componenti chiave
5.6. Processi di collegamento consorzio - laboratori
5.7. Prime considerazioni sull'organizzazione
5.8. Una classificazione organizzativa dei laboratori
5.9. Due profili reticolari per l'analisi del parco
5.10. Prospettive di sviluppo: verso un «porto di scienza»
6. Tecnopolis Novus Ortus: il primo Parco scientifico e tecnologico italiano, di Patrizia Cinti
6.1. Introduzione
6.2. La nascita e lo sviluppo del parco
6.3. L'attività realizzata
6.4. I soggetti organizzatavi
6.5. La struttura organizzativa
6.6. I prodotti e i servizi
6.7. Le modalità organizzativi
6.8. Gli indicatori di successo
7. Le sfide organizzative legate all'adozione di nuove strategie per la R&S: H caso del Cnr e del Parco scientifico di Roma-Tor-Vergata, di Adriana Signorelli
7.1. Introduzione
7.2. Gestire le dicotomie: i ruoli e l'organizzazione nelle unità operative
7.3. Predisporre le relazioni con l'esterno
7.4. Progettare la nascita di un Pst
Parte terza
8. Progresso scientifico, sviluppo economico e Mezzogiorno, di Luciano Benadusi
8.1. Innovazione nelle imprese e Mezzogiorno
8.2. Nuovi reticoli per la ricerca e l'innovazione
8.3. Gli interventi in corso nel Mezzogiorno
8.4. Le infrastrutture materiali nel Mezzogiorno
8.5. Ruolo dei parchi nel quadro delle politiche di intervento nel Mezzogiorno
8.6. Fattori di successo dei parchi
9. Lo stato nascente di un parco: il caso della Sardegna, di Valentino Bobbio
9.1. Un parco che cresce
9.2. L'avvio e gli obiettivi del parco
9.3. La definizione dell'utenza
9.4. Le filiere del parco
9.5. I fattori critici di successo attivati e le strategie adottate
9.6. I servizi offerti
9.7. Le scelte organizzativi
9.8. Stato di realizzazione e considerazioni finali
Parte quarta
10. Le professioni nei Parchi scientifici e tecnologici: una prima analisi, di Maurizio Catino e Patrizia Cinti
10.1. Premessa
10.2. Aspetti problematici delle professioni tecnopolitane
10.3. Le professioni tecnopolitane come elementi strutturanti l'organizzazione del Parco scientifico e tecnologico
10.4. L'area delle professioni tecnopolitane
10.5. L'esperto di incubatori e di creazione d'impresa
10.6. Il ricercatore del Parco scientifico e tecnologico
10.7. L'esperto di monitoraggio di Pst
10.8. Il project manager
10.9. Il diffusore tecnologico
10.10 Il consulente tecnologico organizzativo alla piccola e media impresa
10.11. Indicazioni per la formazione: le guidelines di riferimento per gli interventi formativi delle sei professioni tecnopolitane
Glossario, a cura di Valentino Bobbio
Riferimenti bibliografici