Rapporto 1996 sull'impresa e le economie locali. Le strategie delle piccole e medie imprese, i collegamenti industria-distribuzione, l'evoluzione dei distretti industriali.
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 280,      1a edizione  1997, allegati: floppy disk   (Codice editore 380.113)

Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 52,00
Disponibilità: Nulla
Codice ISBN: 9788820499662

Presentazione del volume

Il Rapporto sull'Impresa e le Economie Locali è il prodotto di sintesi dell'attività di ricerca sull'evoluzione della PMI italiana che ogni anno il sistema delle Camere di commercio, attraverso l'Istituto G.Tagliacarne, sottopone quale contributo di riflessione agli operatori economici, agli studiosi e a quanti hanno responsabilità per la realizzazione di politiche sul territorio.

Il Rapporto evidenzia il sostenuto processo di crescita che negli ultimi due anni ha interessato il sistema imprenditoriale minore italiano, ma all'orizzonte si intravedono alcuni segnali di preoccupazione che potrebbero condurre nell'immediato futuro a fenomeni di divaricazione tra imprese e settori, ancor più che tra aree geografiche.

Emerge così una polarizzazione tra le imprese medie e medio-piccole, da un lato, e il nucleo di aziende di più piccole dimensioni, dall'altro. Se queste ultime sembrano segnare il passo, particolarmente dinamico è invece il primo segmento di aziende, maggiormente stabile anche in termini di capitalizzazione, meglio inserito nei processi di internazionalizzazione e, soprattutto, capace di fare rete con altri soggetti imprenditoriali.

Proprio con riferimento ai collegamenti interaziendali, la ricerca evidenzia inoltre i fattori determinanti l'evoluzione e le tendenze attuali dei distretti produttivi, in primo luogo per quanto concerne le modificazioni nei rapporti tra impresa e territorio.

Lo studio focalizza infine il ruolo della piccola e media distribuzione quale soggetto intermedio tra produzione e consumo e quale attore, a volte anche principale, nelle strategie dell'intera filiera.

Sulla base di tali elementi, il Rapporto sottolinea la necessità di una politica per lo sviluppo dei sistemi imprenditoriali (per la crescita del mercato, l'ampliamento dei collegamenti tra aziende, l'innovazione e qualificazione delle produzioni, lo sviluppo delle professionalità) che parta dal consolidamento di quelli che già al momento sono i punti di forza del nostro tessuto aziendale minore, cogliendo e valorizzando le peculiarità (a livello settoriale e territoriale) delle situazioni e, attraverso una gestione flessibile e mirata, inserendole nel più ampio scenario di sviluppo europeo.

Al volume è allegato un floppy-disk da 3,5" contenente i dati relativi alle indagini sulle PMI manifatturiere, della distribuzione commerciale e dei distretti industriali. La lettura dei file richiede un PC IBM compatibile 386 o superiore, con Microsoft Windows 3.1 o superiore e con Microsoft Excel 4.0 o versione superiore.

Indice


Presentazione, di Danilo Longhi
La ristrutturazione silenziosa dell'impresa minore e l'emersione di nuove divaricazioni: una introduzione, di Luigi Pieraccioni
1. Lo scenario dell'impresa e l'articolazione dello sviluppo
1.1. La congiuntura delle imprese in Europa nel 1995
1.1.1. L'economia europea verso Maastricht
1.1.2. Quali conseguenze per l'economia europea
1.1.3. Caratteristiche strutturali delle imprese minori nell'Europa dei 15
1.2. L'economia italiana nel nuovo ciclo dello sviluppo
1.2.1. L' accelerazione del 1995
1.2.2. La tendenza crescente delle esportazioni
1.2.3. L'apporto alla crescita della domanda interna
1.2.4. Le previsioni per il 1996: il rallentamento della crescita
1.3. L'articolazione territoriale dei percorsi di sviluppo
1.4. La sintesi degli atteggiamenti della ristrutturazione imprenditoriale
2. Un valico nella ripresa: strategie e comportamenti delle imprese minori nel 1996
2.1. Introduzione
2.2. L'allargamento e l'eclissi della ripresa
2.2.1. La dinamica congiunturale nel 1995: da una selezione a un'inclusione dei soggetti imprenditoriali
2.2.2. Le aspettative per il 1996: il rallentamento della ripresa
2.2.3. Aspettative e variabili strutturali
2.3. Il gruppo si ricompone: le strategie d'impresa tra consolidamento dei successi e recupero dei ritardi
2.3.1. Le strategie espansive come volontà di rientro nella ripresa
2.3.2. Strategie e variabili strutturali
2.4. La presenza sui mercati
2.4.1. La proiezione estera delle PMI e le iniziative di internazionalizzazione allargata
2.4.2. I servizi di assistenza e orientamento all'estero
2.4.3. Il posizionamento sul mercato interno e i rapporti con la distribuzione
2.5. Le risorse umane nelle PMI
2.5.1. L'andamento e le prospettive dell'occupazione
2.5.2. La domanda di risorse umane
2.5.3. Le variazioni della struttura professionale
2.5.4. Politiche del lavoro e gestione aziendale delle risorse umane
2.6. I fattori di innovazione soft e hard: capitale umano e tecnologie
2.6.1. Orientamenti e modalità di realizzazione della formazione nelle PMI
2.6.2. Innovazione tecnologica e ambiente economico
2.7. Le politiche di esternalizzazione e di reinternalizzazione
2.8. Localizzazione delle imprese ed infrastrutture economiche
2.9. Le tipologie delle PMI manifatturiere italiane: caratteristiche strutturali e orientamenti strategici
2.10. Riflessioni di sintesi
2.10.1. Un ciclo di consolidamento e recupero
2.10.2. Il rientro dell'impresa meridionale
2.10.3. Il mercato come must
2.10.4. Il rimpasto delle risorse umane
3. Le piccole e medie imprese del settore distributivo: caratteristiche e struttura
3.1. L'evoluzione economica del comparto distributivo
3.1.1. I modelli di consumo: qualità e oculatezza
3.1.2. Il sistema distributivo: lo scenario attuale
3.2. Le strategie commerciali tra consolidamento e sviluppo
3.2.1. Il livello delle vendite e la dinamica dei costi di gestione aziendale
3.2.2. Manovre strategiche: più prodotti meno costi
3.3. La clientela: filo diretto con il consumatore finale
3.3.1. Le iniziative promozionali: il prodotto soprattutto
3.3.2. Non solo vendere: le iniziative di servizio alla clientela
3.4. Il sistema dei fornitori
3.5. Imprese commerciali e grande distribuzione: ognuno per sé
3.6. L'organizzazione aziendale
3.6.1. La scelta di investire: il locale più ampio e più nuovo è meglio
3.6.2. L'occupazione
3.7. Il Marketing visto dall'interno
3.7.1. La marca: meglio se del produttore
3.7.2. Per facilitare l'attività commerciale: aumentiamo i centri di stoccaggio
3.8. Iniziative ed interventi per lo sviluppo del comparto distributivo
3.8.1. Dove intervenire
3.8.2. Previsioni per il commercio nei prossimi due anni
3.8.3. Il commercio nel biennio 1995-1996: un quadro di sintesi
4. Apertura dei mercati e propensione all'ampliamento dei collegamenti tra aziende nei distretti industriali
4.1. Introduzione: gli approcci metodologici nella definizione dei distretti e delle aree di concentrazione di piccola impresa
4.1.1. Le caratteristiche socio-economiche distintive delle aree distretto
4.1.2. Una classificazione tipologica dei distretti industriali
4.2. Le dinamiche di sviluppo delle imprese dei distretti industriali
4.2.1. L'evoluzione del fatturato
4.2.2. Le aspettative per il 1996
4.3. I fenomeni di selezione all'interno delle aree distretto: la ricerca di nuovi mercati come strategia determinante per le performance aziendali
4.3.1. La crescente attenzione al posizionamento su nuovi mercati
4.3.2. I mercati di riferimento delle imprese dei distretti
4.3.3. La presenza all'estero: una consuetudine radicata
4.4. I processi di ricomposizione degli assetti produttivi e di servizio tra le imprese dei distretti
4.5. Risorse umane e fabbisogni occupazionali nelle imprese dei distretti
Appendici
1. Modalità di realizzazione dell'indagine campionaria
2. L'approccio seguito per la cluster analysis sui dati dell'indagine manifatturiera
Nota sul contenuto del floppy disk