Max Dvorak. Conservazione e Moderno in Austria (1905-1921)
Autori e curatori
Livello
Saggi, scenari, interventi. Textbook, strumenti didattici
Dati
pp. 264,   1a ristampa 2019,    1a edizione  2009   (Codice editore 491.2.7)

Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 34,00
Disponibilità: Discreta


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Codice ISBN: 9788846498946

In breve
Un’introduzione originale all’attività di Max Dvořák come continuatore dell’opera di Alois Riegl, tesa a sviluppare i fondamenti della conservazione come disciplina autonoma, con particolare risalto all’aspetto didattico e pedagogico dell’attività di tutela. Il testo presenta e discute per la prima volta i due cicli di Lezioni universitarie tenute da Dvořák nel 1906 e 1910, che possono considerarsi prime forme in assoluto di didattica della tutela.
Presentazione del volume

Max Dvorák è stato il continuatore dell'opera di Alois Riegl, sviluppando i fondamenti della conservazione come disciplina autonoma, con particolare attenzione all'aspetto didattico e pedagogico dell'attività di tutela in quanto operante storia dell'arte.
Il volume ricostruisce la genesi, oltre che la genealogia, del Catechismo per la tutela dei monumenti, testo basilare della cultura di conservazione, delineandone il contesto storico, politico e culturale, anche in rapporto alle elaborazioni di Dehio, Clemen, Gurlitt, Tietze e a quelle successive di Argan, Frey, Brandi, Sedlmayr, Demus, Frodl e Bacher.
Presenta e discute per la prima volta i due cicli di Lezioni universitarie sulla tutela tenute da Dvorák nel 1906 e 1910 che rappresentano documenti di riferimento per la didattica e la storia istituzionale della disciplina.
Disegna un panorama dei cantieri di conservazione che videro coinvolto Dvorák in prima persona come massimo rappresentante della tutela austriaca e che risultano centrali e strategici per la storia di grandi capitali artistiche europee, quali Vienna, Spalato, Cracovia, Praga, Trento e Aquileia. Delinea i nuovi rapporti della disciplina della conservazione con le tendenze e con i movimenti culturali, artistici e specialistici dei primi due decenni del Novecento, quali l'Heimatschutz, il Werkbund, l'urbanistica e la moderna Classicità, in una prospettiva della lezione del Maestro boemo non antiquariale ma attualizzante ed aperta, in cui è avvertibile l'eco della lezione dei Maestri italiani, quali Saverio Muratori, Manfredo Tafuri e Aldo Rossi.

Sandro Scarrocchia, architetto di formazione e allievo, come storico dell'arte, di Andrea Emiliani e Tilmann Buddensieg, ha studiato presso le Università di Firenze, Bologna, Vienna e Bonn. Dirige attualmente la Scuola di Restauro dell'Accademia di Brera, dove insegna Teoria e storia del restauro e Metodologia della progettazione. Tra le sue pubblicazioni: Albert Speer e Marcello Piacentini, Milano 1999; Leopardi e la Recanati analoga, Milano 2001; La chiesa di Longuelo di Pino Pizzigoni nelle foto di Carlo Leidi, Bergamo 2002; Oltre la storia dell'arte. Alois Riegl vita e opere di un protagonista della cultura viennese, Milano 2006 e la cura del catalogo (con D. Primerano), Il duomo di Trento tra tutela e restauro 1858-2008, Trento 2009.
Questo lavoro si inquadra nel contesto dell'edizione austriaca di tutti gli scritti di Max Dvo?rák sulla tutela, curata da Sandro Scarrocchia per iniziativa di Hans Aurenhammer, già responsabile del Nachlaß Max Dvorák del Kunsthistorisches Institut dell'Università di Vienna, e della raccolta di traduzioni di essenziali contributi di Dvorák allo sviluppo della cultura di conservazione, anch'essa curata dall'autore per questa stessa collana.

Indice


Ringraziamenti
Premessa. Max Dovorák e la Tendenza nella tutela
Max Dvorák: storia dell'arte e cultura di tutela dei monumenti
(Ritratti e paesaggi; Epitaffi viennesi; Rapporti tra Scuola di Vienna di storia dell'arte r la cura dei monumenti tra fine secolo e anni Venti; Attualità di Dovorák; L'osservatorio italiano; La critica operativa; La ricezione italiana della "Marsigliese della conservazione")
Le lezioni sulla Denkmalpflege e la conferenza sulla Gartenkunst
(I corsi di Conversazione dei monumenti; Il Corso del 1906: l'onda lunga del Manierismo; Il Corso del 1910: la prima discussione del Denkmalkultus di Riegl; Sulla tutela dei giardini; "Gartenkunst", conferenza del 1913-14)
Genesi e fortuna del Katechismus
(Francesco Ferdinando, la riforma della commissione centrale e la genesi del Katechismus; Il Katechismus; il progetto di tutela di Karl Holey; Tracce di Katechismus in Adolf Loos; Punti di contatto con i precetti di Cesare Brandi e le istruzioni di Giulio Carlo Argan)
I cantieri: Vienna, Spalato, Cracovia, Praga, Trento e Aquileia
(Dalle stelle alle stalle; Il centro storico di Vienna come ensemble e lo sviluppo dell'architettura contemporanea; Il palazzo di Diocleziano a Spalato: valore di antichità contro valore dell'antico; La residenza reale sul Wawel a Cracovia: valore storico contro valore dell'antico; Il Castello di Praga e le integrazioni contemporanee; Il Castello del Buonconsiglio e il Duomo di Trento: la difficile conservazione dello "stato a noi pervenuto"; La basilica di Aquileia: Riegl e Dvorák in cantiere; Guerra e difesa dei monumenti: l'orizzonte etico della tutela)
Cultura di tutela, istante del Moderno e il classico come tendenza
(La tutela all'incrocio di più discipline; La tutela come operante storia dell'arte; Denkmalpflege, Heimatschutbewegung e Werkbund; Tutela, arte e architettura contemporanea: Dvorák,Kokoschka, Loos e il classico come tendenza)
Conclusioni e prospettive di ricerca
(Il nuovo paradigma della conservazione e il confronto di Dvorák con Riegl; La figura del conservatore e il profilarsi di una nuova comunità scientifica; Utilità di una lezione inattuale)
Sugli scritti editi ed inediti di Max Dvorák sulla conservazione
(L'edizione austriaca; L'antologia italiana)
Bibliografia.