Il suicidio di Emile Durkheim. Il "credo" epistemologico e le scelte di metodo
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Studi, ricerche
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pp. 114,      1a edizione  2017   (Codice editore 1520.722)

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In breve
Un’analisi critica de Il Suicidio, uno dei lavori più famosi di Émile Durkheim, pubblicato nel 1897, e considerato uno tra i primi esempi importanti e complessi di ricerca empirica in sociologia. Il Suicidio è concepito da Durkheim – più di ogni altra sua opera – come esemplificazione riuscita della validità del suo approccio epistemologico e metodologico, così come della sua visione relativa alla “natura” dei fenomeni sociali.
Presentazione del volume

Il volume presenta un'indagine critica de Il Suicidio, uno dei lavori più famosi di Émile Durkheim, pubblicato nel 1897, e uno tra i primi esempi importanti e complessi di ricerca empirica in sociologia. Il Suicidio è concepito da Durkheim - più di ogni altra sua opera - come esemplificazione riuscita della validità della sua teoria sulla "natura" essenzialmente sociale dei fenomeni della società. Il testo mira a ricostruire il contributo che l'opera fornisce all'impianto epistemologico e metodologico promosso dal sociologo francese nel corso dei suoi lavori sociologici. Rispetto agli altri testi dei tanti studiosi che si sono interessati a Il Suicidio, questo volume di sofferma soprattutto sugli aspetti metodologici dell'opera, concentrandosi in particolare sul modo in cui Durkheim conduce l'analisi dei dati, al fine di mostrare come la visione epistemologica dell'autore influenzi le scelte metodologiche che hanno indirizzato la sua ricerca, le generalizzazioni presenti nell'opera e la formulazione di concetti e asserti sulla realtà. Lo scopo ultimo di questa riflessione sarà far emergere la grandezza de Il Suicidio e, al contempo, i suoi limiti, al fine di argomentare come sia stato proprio il "credo" epistemologico del sociologo francese a limitare nel complesso l'innovazione del suo approccio analitico.

Ivana Acocella
è ricercatrice di Sociologia presso l'Università degli Studi di Firenze, dove insegna Metodologia delle scienze sociali e Sociologia delle migrazioni. Sul tema ha di recente pubblicato: (con Erika Cellini) Il Suicidio di Émile Durkheim: un esempio di analisi multivariata in "Quaderni di sociologia", Volume LV, fascicolo 55, 2011; "Il mito scientista nelle scienze sociali", in Alberto Marradi (a cura di) Oltre il complesso d'inferiorità: un'epistemologia per le scienze sociali, Milano, FrancoAngeli, 2016.

Erika Cellini
è ricercatrice di Sociologia presso l'Università degli Studi di Firenze, dove insegna Metodologia delle scienze sociali e Sociologia. Ha scritto L'osservazione nelle scienze umane, FrancoAngeli, 2008 e, insieme a Livia Bruscaglioni e Barbara Saracino, Dentro i quartieri di edilizia residenziale pubblica. Una ricerca etnografica per studiare la qualità dell'abitare, Angelo Guerini e Associati, 2016.

Indice
Introduzione. La ricerca su Il Suicidio
Dal "credo" epistemologico alle scelte di metodo
(Il determinismo sociale e l'oggettività dei fatti sociali; L'espulsione delle notiones vulgares e il primato del linguaggio osservativo; I canoni della spiegazione e la certezza della "causa"; Il Suicidio come fatto sociale)
La costruzione teorica: dalla definizione alla spiegazione
(Il contenuto de Il Suicidio; La definizione dell'oggetto di studio; Pars destruens: eliminazione dei fattori extrasociali; Pars construens: cause sociali e tipi di suicidio; La classificazione morfologica; La teoria del suicidio come fenomeno sociale)
Un'analisi multivariata ante litteram
(La struttura dell'analisi; L'uso della terza variabile; L'analisi multivariata; La replica interna e la replica esterna)
Oltre i dati
(Gli aspetti sfuggenti dell'analisi dei dati; Il rapporto di indicazione e il rapporto di causalità; La rilevazione della dimensione latente; La generalizzazione "teorica")
I limiti epistemologici e metodologici
(Il realismo "ingenuo" ne Il Suicidio; Analisi secondarie, questioni definitorie e affidabilità delle fonti statistiche; La definizione empirica dei concetti; La spiegazione come tautologia e la fallacia assertiva)
Riferimenti bibliografici.