L'Italia e i Giochi Olimpici. Un secolo di candidature: politica, istituzioni e diplomazia sportiva
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pp. 272,      1a edizione  2013   (Codice editore 1569.5)
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In breve
La storia delle candidature di Roma, Cortina d’Ampezzo e altre città italiane alle Olimpiadi (dal 1908-2012) ricostruita attraverso documenti difficilmente accessibili, come quelli custoditi nell’archivio Ioc a Ginevra. In luce alcune figure rappresentative della dirigenza sportiva italiana, capaci di ottenere credibilità nel contesto olimpico internazionale.
Presentazione del volume

Roma 2020 ha messo in luce le complesse dinamiche politiche e diplomatiche che ruotano attorno alle istituzioni sportive internazionali. Per la prima volta il volume ricostruisce la storia delle candidature italiane alle Olimpiadi, utilizzando molteplici fonti, tra cui i documenti inediti dell'Ioc a Losanna.
Le candidature abbracciano un arco di tempo di oltre un secolo (1908-2012), toccando momenti della storia nazionale tra loro diversi, talora cruciali. L'età liberale registrò tentativi maldestri e infruttuosi, tanto che il progetto del barone de Coubertin, quello di tenere a Roma i Giochi del 1908, non si realizzò. Nel primo dopoguerra, a fronte di un elevato impegno del fascismo a favore dello sport nella prospettiva dell'adesione di massa degli italiani al regime, Mussolini preferì cedere a Tokio l'ospitalità dei Giochi del 1940, poi cancellati a causa della seconda guerra mondiale. Gli anni della democrazia repubblicana, infine, furono caratterizzati dall'opera ricostruttiva della dirigenza politica e sportiva, che culminò con l'assegnazione dei Giochi invernali a Cortina d'Ampezzo (1956) e di quelli estivi a Roma (1960).
Da questo originale angolo prospettico, in cui la città di Roma costituisce sempre il punto catalizzatore delle dinamiche politiche nazionali, si possono osservare alcune figure rappresentative della dirigenza sportiva italiana, capaci di intessere fruttuose reti diplomatiche e di ottenere credibilità nel contesto olimpico internazionale. La secolare vicenda delle candidature olimpiche fa emergere questa complessa relazione tra le aspirazioni non sempre universali di Roma capitale e le pulsioni particolaristiche presenti nel giovane stato italiano, ciclicamente alle prese con la ricerca di assetti condivisi.

Tito Forcellese è ricercatore in Storia delle istituzioni politiche presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Teramo. Si occupa di storia della rappresentanza parlamentare, di storia elettorale e delle relazioni tra mondo cattolico e democrazia cristiana. Di recente ha pubblicato Pietro De Dominicis: amministrazione e politica nell'Abruzzo democristiano 1944-1990 (Rubbettino, 2008).

Indice


Introduzione
Le Olimpiadi non disputate (Roma 1908)
(I primi referenti italiani del Cio; Il barone de Coubertin "vuole Roma" per rilanciare i Giochi; L'olimpica utopia di Fortunato Ballerini; Il rifiuto di Todaro ed il silenzio di Giolitti; L'assegnazione della IV Olimpiade a Roma; Pierre de Coubertin a Roma e la polemica tra Mosso e Ballerini; de Coubertin, il Vaticano e le associazioni cattoliche; La corrispondenza del barone con i membri del Comitato e il fallimento della Commissione comunale; Ultimi tentativi per salvare il progetto di Roma olimpica)
Roma capitale dell'Impero ma non dei Giochi
(Il primo dopoguerra e il difficile ruolo di Montù; I membri italiani del Cio durante il fascismo; Roma candidata: ma è cosa seria?; Al lavoro per i Giochi del '40: politica, diplomazia e organizzazione; La nuova Roma del duce e l'asse sportivo con Tokyo; La sessione di Oslo: la resistenza di Bonacossa e il diktat di Mussolini; Mussolini sacrifica i Giochi per l'Etiopia e per l'Esposizione Universale; Le strategie per il 1944: le mosse degli inglesi e le ambiguità italiane; La propaganda del partito per i Giochi e l'Olimpiade della Civiltà; La sessione di Londra sceglie solo Cortina: uno smacco per il regime fascista)
L'Italia della ricostruzione e i Giochi Olimpici
("L'alleanza olimpica" tra Bonacossa e Onesti: continuità e rinnovamento; La scelta occidentale: Andreotti e il Coni; La sessione Cio del 1949 a Roma; La proposta di Roma per i Giochi del 1960; L'elezione di Brundage ed il sostegno italiano; Le reti della diplomazia sportiva; Scelba, l'anticomunismo e i voti dei membri Cio dell'est Europa; La battaglia finale del Coni; I Comitati di Cortina e di Roma: equilibri politici, scelte tecniche e i "fatti compiuti"; Le ultime candidature)
Conclusioni
Bibliografia di riferimento
Tavola delle abbreviazioni.



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