Egemonismo del capitale e autodeterminazione dei popoli. Una proposta per il Centro America e i Caraibi
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Studi, ricerche
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pp. 276,      1a edizione  2015   (Codice editore 1820.276)

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Codice ISBN: 9788891710116
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In breve
Assunto come esempio significativo il Centro America e i Caraibi, il volume propone una nuova via all’emancipazione dei lavoratori e dei popoli del XXI secolo, alla luce delle contraddizioni da cui è caratterizzato il processo di accumulazione mondiale.
Presentazione del volume

In questo libro, assunto come un esempio significativo il Centro America e i Caraibi, si propone una nuova via all'emancipazione dei lavoratori e dei popoli del XXI secolo, alla luce delle contraddizioni da cui è caratterizzato il processo di accumulazione mondiale. Tramontato il fordismo, fondato su una costante crescita quantitativa della produzione, è emersa la necessità di un nuovo modo di sviluppo, fondato sull'innovazione, sulla personalizzazione e sull'ecosostenibilità.
Lo studio sostiene che tanto il capitalismo quanto il socialismo hanno reagito in modo improprio alla crisi del fordismo, privilegiando attraverso la globalizzazione una forma organizzativa improntata alla gerarchia temperata dal mercato, con un crescente dominio del capitale sul lavoro, del centro sulla periferia.
Rete stretta, un'organizzazione produttiva caratterizzata da un coordinamento strategico e paritario, sarebbe invece la risposta più adeguata alle nuove istanze strutturali.
Le piccole e medie imprese, espressione della cultura sociale dei loro contesti territoriali, avrebbero la possibilità di essere protagoniste di una nuova offerta produttiva, sempre attenta a soddisfare criticamente le specifiche esigenze della domanda.
Un mercato alternativo - affiancato a quello monetario - faciliterebbe l'affermazione della nuova forma organizzativa: grazie all'attuazione di interventi in un settore dove non esiste o non dovrebbe esistere il profitto, l'ambiente, e a una speciale forma di finanziamento, il reddito differito e le tasse autogenerate, permetterebbe il completo controllo del territorio e la piena occupazione, a favore di una crescita autonoma, e al tempo stesso, nei paesi poveri, molto rapida.

Marco Canesi insegna Urbanistica alla Scuola di Architettura Civile del Politecnico di Milano. Le sue ultime pubblicazioni sono state: L'altra globalizzazione. Una nuova offerta produttiva nell'area del Mediterraneo (FrancoAngeli, 2004); L'altra urbanistica. Il conflitto a Monza: fatti e progetti (Guerini, 2006); Questione epistemologica e potere accademico. Opposte visioni dell'economia e implicazioni urbanistiche (Punto Rosso, 2008); Città Lombardia (Maggioli, 2009); Le macchine utensili e il made in Italy (FrancoAngeli, 2012).

Indice
Introduzione
Imperialismo e globalizzazione
(Una situazione di grande povertà; Una struttura produttiva poco articolata e diversificata; I Paesi centroamericani e caraibici ad economia di mercato e il neoliberismo; Cuba e l'embargo)
Per un'alternativa
(Limiti dell'agricoltura e necessità di settori industriali chiave; Il fordismo e il suo tramonto; Esigenza di una nuova forma organizzativa della produzione: rete stretta)
Le improprie risposte delle forze dominanti
(Una risposta elusiva nell'ambito del capitalismo; Una risposta distorta nell'ambito del socialismo; Processo di riforme in Unione Sovietica e in Cina)
Due diverse strategie di sviluppo
(Una crescita rapida, ma squilibrata e poco autocentrata; Una crescita autocentrata ed equilibrata, ma lenta; Due rischi: sprechi di capitale e lavoro inutilizzato)
Una terza strategia: il mercato alternativo
(Una crescita autocentrata, rapida ed equilibrata; Il reddito differito; I vantaggi per il mercato monetario; Un'alternativa allo Stato neoliberista e allo Stato del keynesismo storico; Un'alternativa allo Stato del socialismo storico)
Formazione di un'area economica subcontinentale
(Integrazione sovranazionale e economie di scala; Gli Stati Uniti: necessità/opportunità di un nuovo rapporto con l'America Latina)
Gli obiettivi macroeconomici
(Le risorse; La matrice delle coerenze; Il riequilibrio territoriale)
Un'ipotesi macrourbanistica
(Un triplo anello marittimo-ferroviario e un nuovo assetto territoriale; Le rotte mondiali e il porto di Santiago di Cuba; La futura rilevanza del canale di Panama)
Una conseguente politica degli interventi
(L'innesco: il settore costruzioni; L'entità dell'investimento per un adeguato impatto sul sistema produttivo; Il finanziamento e la sua sostenibilità economica; L'occupabile)
Conclusioni
Riferimenti bibliografici.