Monumenti e centri storici nella stagione della Grande guerra
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pp. 456,   1a ristampa 2017,    1a edizione  2015   (Codice editore 1579.2.21)

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Codice ISBN: 9788891725752
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In breve
Una sintesi delle vicende che hanno interessato il patrimonio edilizio-monumentale italiano nella stagione della Prima guerra mondiale: dalla grande campagna di protezione dei monumenti più importanti ma al tempo stesso più esposti al rischio di rovina, ai danni provocati dai bombardamenti e dai lunghi periodi d’abbandono che ne sono seguiti, sino alle opere di ricostruzione che, in vario modo, si sono compiute.
Utili Link
Corriere della Sera (ed.Brescia) La storia dell'arte riscritta dalla guerra (di Sergio Onger)… Vedi...
Presentazione del volume

Il volume traccia una sintesi delle vicende, sin qui poco o per nulla indagate, che hanno interessato il patrimonio edilizio-monumentale italiano nella stagione della Prima guerra mondiale: dalla grande campagna di protezione dei monumenti più importanti ma al tempo stesso più esposti al rischio di rovina - campagna coordinata dal ministero della Pubblica istruzione e portata a termine dalle soprintendenze dell'Italia settentrionale -, ai danni provocati dai bombardamenti e dai lunghi periodi d'abbandono che ne sono seguiti, sino alle opere di ricostruzione che, in vario modo, si sono compiute.
Ne esce un quadro molto articolato, contrassegnato in primo luogo da un uso politico della pratica del restauro dei monumenti; pratica orientata all'affermazione di un pervasivo processo d'italianizzazione delle terre irredente (con interventi di vera e propria censura nei confronti di quelle contaminazioni stilistiche, che nei territori del Friuli e del Trentino si consideravano "forme importate") e di affermazione di continuità con il passato nelle terre liberate (continuità perlopiù resa nei linguaggi adottati negli edifici ricostruiti praticamente ex novo, specie in area Veneta).
Diversamente da quanto accadde nell'imponente cantiere di ricostruzione che seguì il secondo dopoguerra, queste procedure riparative (in molti casi favorite dalla presenza di danni facilmente sanabili) di fatto non misero in discussione l'apparato teorico e pratico del restauro. Forse per questo motivo, associato al percorso di fascistizzazione della vittoria perseguito dalle gerarchie del fascismo, su quella stagione è calato un velo che, un po' sbrigativamente, ha portato ad annetterla, privandola così d'ogni tratto d'autonomia, al grande capitolo del Restauro (e dell'Architettura) fra le due guerre.

Gian Paolo Treccani è professore ordinario di Restauro presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università degli studi di Brescia e insegna alla Scuola di specializzazione in Beni architettonici e del Paesaggio del Politecnico di Milano. Per i nostri tipi ha pubblicato i volumi: Questioni di Patrî Monumenti. Tutela e restauro a Brescia (1859-1892) (1988); Monumenti alla guerra. Città, danni bellici e ricostruzione nel secondo dopoguerra (2008); Aree archeologiche e centri storici. Costituzione dei Parchi archeologici e processi di trasformazione urbana (2011) e Città risorgimentali. Programmi commemorativi e trasformazioni urbane nell'Italia postunitaria (2012).

Indice

Premessa
Parte I. Danni e strumenti per la riparazione
I danni
(Scenari di guerra; La difesa del patrimonio artistico e monumentale; Un laboratorio di sperimentazione; Strumenti e strategie; La dimensione del danno; Le geografie del danno; L'intenzionalità del danno ai monumenti; Vittime illustri; Appendice - Statistica delle chiese rovinate dalla guerra compilata a cura dell'Opera di Soccorso per le chiese rovinate dalla guerra)
Gli strumenti della ricostruzione
(Terre liberate, terre annesse; I Governatorati militari (novembre 1918 - luglio 1919); Le strutture per la tutela artistico-monumentale; Commissariato generale civile (luglio1919 - ottobre 1922); Il risarcimento dei danni; Il supporto degli istituti di credito)
Parte II. La ricostruzione negli scenari di guerra
Il Veneto
("Resurgent!". L'Opera di soccorso per le chiese rovinate dalla guerra (1918 - 1927); Resurgent!; "E ruinis pulchriores!". Il neoromanico nella ricostruzione in area trevigiana; Dalle rovine più belle)
Resta uri e italianizzazione nelle terre irredente
(Identità etniche; Ambasciatori di nazionalità; Il linguaggio della ricostruzione)
Il Trentino
(I caratteri della ricostruzione; Ambientarsi o ambientare; Gli uomini passano, ma gli edifici restano; Ambientismo e italianizzazione; Aperture moderniste; Il manifesto di rinascita del Trentino; Una "soverchia passione per il ripristino"; Il cantiere del castello del Buonconsiglio)
Il Friuli, Venezia-Giulia (e le terre oltre confine)
(I cantieri della ricostruzione e i messaggi della politica; "Atrio d'Italia"; Restauri di Stato; "Tutto è latino; tutto è italiano")
Lo spessore della memoria
(La casa che si muove)
Pulsioni evocative
Bibliografia
Indici dei nomi
Indici dei luoghi.



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