Quella gran confusione mentale. Alzheimer: il caso dei "giovani anziani" fragili
Autori e curatori
Contributi
Carla Facchini, Giulio B. Micheli, Giorgio Ramaroli
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 150,      1a edizione  2016   (Codice editore 524.19)
Peer reviewed content
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Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 19,00
Disponibilità: Discreta


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Codice ISBN: 9788891728913

In breve
Il volume analizza alcuni dei nodi irrisolti che le Young Onset Dementias vivono al culmine della parabola della loro malattia. Solo strategie che conservino la dignità dei “giovani anziani fragili” coltivandone il benessere sensoriale possono aiutare a fronteggiare le demenze. Il testo illustra poi un terreno di recente attenzione, quello della progettazione di spazi verdi terapeutici condivisi, in cui tutti i cittadini, fragili e non, siano “coproduttori di salute”.
Presentazione del volume

Questo volume vuole colmare alcune pagine di un mondo di cui ancora non esistono carte certe di navigazione. È il mondo delle demenze (l'Alzheimer è la più frequente ma non l'unica); in particolare di quelle a insorgenza precoce, che l'Alzheimer's Society britannica chiama Young Onset Dementias e che hanno già percorso buona parte del loro cammino di declino cognitivo ben prima dei 70 anni. Un'età in cui i ruoli sociali ancora ricoperti e i connessi impegni e aspettative - la cura di genitori e l'accudimento di figli, gli impegni finanziari, le responsabilità di lavoro, le relazioni amicali - entrano in rotta di collisione con quella "gran confusione mentale" (come cantava Bruno Lauzi) che vivono dentro sé, quella incongruenza tra età e salute cognitiva di cui non sanno render conto. Se è vero, come ricorda Jaspers, che in tutte le situazioni in cui ci sentiamo angosciati e smarriti la "coscienza di un chiaro sapere" possiede già in sé un'efficacia serenatrice, possiamo intuire quanto sia complessa la vita sociale e la condizione esistenziale di queste persone, in cui è proprio tale coscienza a diradarsi.
La prima parte del volume analizza alcuni nodi irrisolti che le Young Onset Dementias vivono al culmine della parabola della loro malattia: il vissuto di inadeguatezza e i segnali di latenza della malattia, il lungo percorso entro il circuito medico che porta a formare una diagnosi, i margini limitati ma insostituibili di azione della famiglia. Nella seconda parte muoveremo dall'ipotesi che - in attesa di efficaci supporti della chimica - non siano tanto sudoku o più tecnologiche varianti di stimolazione cognitiva a poter fronteggiare le demenze, quanto strategie che conservino la dignità dei malati coltivandone il benessere sensoriale. A tale scopo esploreremo un terreno di recente attenzione: quello della progettazione di spazi verdi terapeutici condivisi.

Giuseppe A. Micheli insegna Demografia e Corsi di vita e scelte collettive al Dipartimento di Sociologia dell'Università Milano Bicocca, di cui è il Decano. I contributi recenti trattano i temi della 'rivoluzione asilare' in psichiatria, delle degenerazioni logico-cognitive, delle peculiarità dei modelli familiari Mediterranei, delle logiche d'azione delle giovani generazioni. Ha tre figli e tanti nipoti, ma il suo pensiero è tutto dedicato ad accudire la prima nipotina, di cui si è innamorato 51 anni fa.

Indice
Carla Facchini, Prefazione. Alzheimer: un terreno ancora da esplorare
Parte I. Un esercito di giovani anziani fragili
Alzheimer. Il quadro epidemiologico e la natura intrinsecamente sociale
(Una pandemia anomala. Come un razzo a tre stadi; L'onda lunga della disabilità e la scorciatoia di Cartesio; La 'cresta dell'onda' delle demenze; Indeterminatezza dello statuto clinico delle Dnp; La natura duale del percorso di malattia delle Dnp; La stadizzazione debole del quadro clinico/relazionale; La nuova emergenza sociale del giovane anziano midstage)
Vita a ostacoli dei giovani anziani fragili
(C'è un vuoto nei repertori di consigli per le Yom; Esplorare un mondo sommerso; Segnali di latenza e il nodo dell'inadeguatezza; L'inquietante lentezza della formazione di una diagnosi; I margini d'azione della famiglia, nel silenzio del Welfare)
Parte II. Una 'gestione diffusa' di risorse sensoriali
Healing Garden: da 'libertà protetta' a spazi terapeutici condivisi
(Ri-disegnare gli spazi entro il luogo del confinamento; Ridefinire gli spazi del confinamento: i giardini outdoor; Ridefinire gli spazi del confinamento: healthy cities; Quale efficacia degli Healing Garden per Alzheimer?; Muoversi oltre i bordi dei paradigmi logico-cognitivi; Disegnare spazi verdi pubblici condivisi)
Inserto. Esercizi di verde pubblico condiviso
Giuseppe A. Micheli, Giulio B. Micheli, Giorgio Ramaroli, Spazi verdi condivisi: tre esercizi di innesti urbani
(Verso il terzo livello degli Healing Garden; I metodi di analisi territoriale a supporto del progettare; Checklist. Regole di progettazione di Healing Garden; Breve analisi dei tre casi pilota; Innesti urbani non invasivi per cittadini fragili)
Riferimenti bibliografici.