Architettura e jazz
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Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 128,      1a edizione  2018   (Codice editore 1126.1.3)
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In breve
Il volume indaga il rapporto tra l’architettura e la musica jazz soffermandosi su come quest’ultima sia in grado di proporsi come modello per il controllo dei processi di trasformazione dello spazio.
Presentazione del volume

L'idea di associare la costruzione controllata dello spazio alla composizione musicale attraverso regole armoniche e proporzioni comuni non è mai definitivamente tramontata e la suggestiva definizione goethiana dell'architettura, intesa come musica congelata, intercetta ancora oggi la sensibilità di molti.
Tuttavia la gestione della complessità e la capacità previsionale sembrano attualmente convivere con difficoltà all'interno del progetto contemporaneo. Assorbire o proporre rapidamente un cambiamento significa per l'architetto fare affidamento sulle proprie capacità di reazione e adattamento, coltivando il senso del possibile e mostrando, in sostanza, l'abilità di improvvisare.
Se in passato la musica era in grado di fornire analogie significative con il progetto di architettura, cambiato quest'ultimo, è ancora in grado oggi di contribuire all'indagine sul progetto dello spazio, magari attraverso altri modelli rispetto a quelli della classicità?
Tra le diverse forme musicali, il jazz assorbe e realizza un metodo che pone l'improvvisazione al centro delle proprie ragioni costitutive.
Il testo indaga il rapporto tra l'architettura e la musica jazz soffermandosi su come quest'ultima sia in grado di proporsi come un modello per il controllo dei processi di trasformazione dello spazio.

Giovanni Maria Filindeu, PhD in progettazione architettonica e professore a contratto presso il DADU, Dipartimento di Architettura, Design e Urbanistica dell'Università di Sassari, e l'ISIA, Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Urbino, alterna la ricerca e la didattica alla progettazione. È stato premiato in numerosi concorsi internazionali: tra i tanti ricordiamo il Premio del Paesaggio indetto dalla Regione Sardegna nel 2012. Pubblica regolarmente articoli e saggi, tiene workshop e conferenze presso molteplici istituzioni e università italiane. Come musicista, ha insegnato presso il conservatorio Luigi Canepa di Sassari, suona in diverse rassegne internazionali e incide dischi. Dal 2013 è docente all'interno dei seminari internazionali invernali di Nuoro Jazz.

Indice
Spazio e tempo nell'opera musicale
(Il modello spaziale di Florenskij; Le trasformazioni e la nascita del modello temporale; L'ordine temporale nell'opera musicale; I limiti della percezione cosciente dell'ordine temporale; Transizioni, distrazioni e passaggi nella percezione e comprensione dell'opera d'arte; Il pubblico come soggetto attivo nel processo creativo)
Spazio e tempo nel jazz
(Il jazz introduce l'improvvisazione; Improvvisazione e immaginazione; Partecipazione all'opera d'arte; Esecutore e performer; Le tre traduzioni dell'opera musicale; Lo spazio di confine nella performance artistica; Dal sostantivo al verbo, la componente dinamica del jazz; Lo spazio del jazz, un ambiente in continua trasformazione; Il funzionamento comunicativo della musica)
Improvvisazione e progetto
(La disponibilità al cambiamento, creatività e necessità; Improvvisa-azione; Il tempo del progetto; Just in case vs just in time planning: due approcci a confronto; Introduzione alla velocità; Dromologia del progetto)
Il progetto del progetto
(La rappresentazione del progetto; Macchine per istruzioni. L'utilizzo dei diagrammi nella costruzione del progetto; Il comportamento diagrammatico del jazz e la convergenza con il progetto di architettura; Forze in movimento. Anthony Braxton e i diagrammi; Swingin' Sejima)
Bibliografia.