Élites transnazionali. Gli Acquaviva di Caserta nell'Europa asburgica (secoli XVI-XVII)
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pp. 240,      1a edizione  2018   (Codice editore 1792.255)
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In breve
Il volume ricostruisce la parabola degli Acquaviva, principi di Caserta, che coincide con le fasi di ascesa e declino del sistema imperiale spagnolo, tra la metà del XVI e la metà del XVII secolo. Il testo mostra l’itinerario di un casato che, pur continuando a salvaguardare il proprio sentimento “nazionale”, percepisce la dimensione transnazionale offerta dal predominio asburgico e ne coglie con intraprendenza le opportunità, affermandosi al tempo stesso come “nobili del Regno” e “nobili dell’Impero”.
Presentazione del volume

Durante l'egemonia spagnola in Europa, gli eterogenei domini della Corona asburgica partecipano ad un disegno unitario di politica dinastica caratterizzato da una forte integrazione delle élites. Emerge un comune spazio politico, culturale ed economico che travalica i confini nazionali e configura un universo aristocratico di livello europeo, che attraverso le imprese belliche, gli incarichi istituzionali e le alleanze matrimoniali tra lignaggi, persegue il patronage regio e l'accesso a network di potere internazionali. La parabola degli Acquaviva di Caserta coincide con le fasi di ascesa e declino del sistema imperiale spagnolo, tra la metà del XVI e la metà del XVII secolo, illustrando l'itinerario di un casato che percepisce la dimensione transnazionale offerta dal predominio asburgico e ne coglie con intraprendenza le opportunità. Costruendo la loro identità sulla fedeltà alla Corona, fulcro unificante della pluralità dell'impero, e approfittando sapientemente delle mediazioni politiche e clientelari dispiegate soprattutto nella fase del valimiento, i principi di Caserta accedono ad un'esclusiva cerchia di superiore integrazione dinastica, pur continuando a salvaguardare il proprio sentimento "nazionale" napoletano e a cementare il rapporto col feudo e col Regno. Emblematicamente, la storia degli Acquaviva ne restituisce la duplice immagine di "nobili del Regno" e "nobili dell'Impero".

Maria Anna Noto è docente di Storia Moderna presso il Dipartimento di Scienze Umane, Filosofiche e della Formazione dell'Università di Salerno. Tra le sue monografie: Viva la Chiesa, mora il Tiranno. Il sovrano, la legge, la comunità e i ribelli (Guida, 2010); Dal Principe al Re. Lo "stato" di Caserta da feudo a Villa Reale (Ministero Beni Culturali, 2012). In particolare, sul tema delle élites, i saggi Il ruolo delle nobildonne nelle dinamiche feudali tra XVI e XVII secolo (2015); The Kingdom of Naples to the Test of Succession: Aristocracy, the Desire for Autonomy and International Politics (2016); la curatela (con A. Musi) del volume Feudalità laica e feudalità ecclesiastica nell'Italia meridionale (2011).

Indice
Tavola delle abbreviazioni
Introduzione
Parte I. La nascita del ramo casertano degli Acquaviva d'Aragona e le sue rappresentazioni storiografiche
Vicende storiche. Il feudo di Caserta dai conti della Ratta agli Acquaviva d'Aragona
Memoria familiare, autorappresentazione del casato, genealogie
Parte II. L'aristocrazia napoletana nei circuiti europei della Corona
Perpetuazione del casato e politica familiare: i primogeniti Acquaviva tra vita nobiliare, servizio alla Corona e gestione del feudo
Baldassarre Acquaviva d'Aragona: la fondazione del ramo di Caserta tra fedeltà alla Spagna e consolidamento del patrimonio feudale
(Il patrimonio feudale; Onore e utile: nobiltà e milizia)
L'ambito conseguimento del principato: l'ascesa di Giulio Antonio
(Famiglia e tradizione militare; Il principe e il feudo)
Andrea Matteo Acquaviva e l'apogeo del casato
(Aristocratico del Regno, aristocratico d'Europa; Guerra e orgoglio nobiliare: le campagne militari del principe di Caserta; Reti internazionali e alleanze matrimoniali; Potere e patrimonio tra Napoli e la corte feudale)
Parte III. L'"altra metà del casato": le nobildonne Acquaviva
Donne e potere nell'ascesa degli Acquaviva di Caserta
L'estinzione del ramo casertano: Anna, l'ultima erede
Indice dei nomi.