I destini dei bambini zingari. Educati in modo estraneo alla loro razza
Autori e curatori
Traduttori
Paolo Cagna Ninchi
Livello
Textbook, strumenti didattici
Dati
pp. 174,      1a edizione  2018   (Codice editore 249.2.18)
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Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 22,00
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Codice ISBN: 9788891770554

In breve
Il volume presenta per la prima volta in lingua italiana la tesi di laurea di Eva Justin, giovane antropologa che si dedicò agli studi razziali sulla categoria “zingari” nella Germania nazista e che fu assunta nel Centro di ricerca per l’igiene razziale e la biologia criminale dell’Ufficio d’igiene del Reich. Il recupero di questo testo in lingua italiana permette di rintracciare i segni storici della permanenza dello stereotipo, non ancora superato, dello “zingaro”.
Utili Link
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Presentazione del volume

Il testo presenta per la prima volta in lingua italiana la tesi di laurea di Eva Justin, giovane antropologa che si dedicò agli studi razziali sulla categoria "zingari" nella Germania nazista e che fu assunta nel Centro di ricerca per l'igiene razziale e la biologia criminale dell'Ufficio d'Igiene del Reich. La sua tesi voleva dimostrare che includere i bambini rom e sinti nella società tedesca attraverso lo strumento della pedagogia e dell'educazione rappresentava un dispendio di risorse da parte dello Stato, perché essi erano da considerare una razza inferiore, un gruppo di persone su cui era necessario agire soltanto attraverso la sterilizzazione forzata e lo sterminio fisico. La tesi fu discussa alla fine del 1943 e nel maggio del 1944 le bambine ed i bambini sinti e rom dell'orfanotrofio di Mulfingen - le cavie su cui aveva lavorato Eva Justin - furono prelevati da un pullman e portati ad Auschwitz-Birkenau, dove furono eliminati nelle camere a gas. Una pedagogia, asservita al potere, aveva offerto i criteri e si era trasformata in strumento utile allo sterminio.
La storia dell'inclusione di rom e sinti in Europa si è sempre giocata sul piano pedagogico, pertanto il recupero di questo testo in lingua italiana permette di rintracciare i segni storici della permanenza dello stereotipo dello "zingaro". Il volume offre per la prima volta un percorso lineare delle teorizzazioni sugli "zingari" tra passato e presente: gli stereotipi non sono stati distrutti e in molti casi hanno influenzato le politiche d'inclusione che oggi sono attuate in Italia e in Europa.

Luca Bravi
, docente a contratto presso l'Università di Firenze, si occupa di didattica della Shoah e di Holocaust studies dal punto di vista della storia dell'educazione. È consulente presso il Museo della Deportazione di Prato per i progetti legati alle politiche della Memoria della Regione Toscana e ha collaborato con l'Istituto storico grossetano della resistenza e dell'età contemporanea per il progetto didattico sul "confine orientale". È autore di numerose pubblicazioni relative alle minoranze rom e sinti in Europa, legate in particolare ai temi della deportazione e dello sterminio e della successiva storia della scolarizzazione. Ha collaborato con il Consiglio d'Europa, il Comitato Economico e Sociale Europeo, il Miur e l'Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazione razziale). Ha coordinato progetti europei e nazionali di approfondimento storico come base per una didattica inclusiva delle minoranze. È stato relatore alla Camera dei deputati in occasione del Settantunesimo anniversario delle leggi razziali in Italia.

Indice
Di chi parliamo?
Liste di nomi
Robert Ritter e l'Unità d'igiene razziale del Reich
La pedagogia dello sterminio
I bambini rubati della Svizzera
Hermann Arnold e l'eugenetica del dopo Auschwitz
La pedagogia zingara in Italia
Bibliografia
La tesi di laurea di Eva Justin: I destini dei bambini zingari educati in modo estraneo alla loro razza e della loro progenie (traduzione dal tedesco di Paolo Cagna Ninchi).


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