Pianificazione e incertezza. Una bussola e alcune mappe per navigare nel mondo liquido
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 142,      1a edizione  2018   (Codice editore 1786.3.1)
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In breve
Questo libro è indirizzato ai pianificatori, ma gli schemi cui si riferisce tendono a rompere le catene disciplinari, nella convinzione che il nuovo mondo non farà nessuno sconto a chi pensa ancora in termini di recinti. Nel mondo liquido intuito da Bauman quello che conta è il contesto: persino alcune categorie di giusto/sbagliato dipendono dalle condizioni in cui agiscono i processi, e tutto quello che è preconfezionato rischia il naufragio. Ecco che allora l’archè non è nelle regole, ma nella cultura e nel relativo saper fare.
Presentazione del volume

Pianificare e progettare sistemi complessi come città e paesaggio è compito arduo, spesso addirittura inutile o impossibile perché si tratta di sistemi che scaturiscono dalle rispettive parti, ma nel tempo diventano qualcosa di diverso e indipendente dalle condizioni iniziali. Pretendere di interpretare tutto ciò è una chimera e occorre lasciar fare all'autopoiesi, per cui il piano deve fermarsi alla soluzione di specifici problemi concreti, preoccupandosi, con questo, di favorire buone parti del sistema, che poi daranno vita alle giuste aggregazioni, stratificandosi nel tempo con serendipità.
L'elemento chiave è quindi la qualità delle parti e la possibilità di connessioni fra queste. Inseguire perciò visioni attraverso i giusti processi, ambientali, territoriali e sociali, che portano a città e paesaggi di qualità, le cui autopoiesi rimangono imprevedibili, ma certamente virtuose, se gli elementi compositivi sono ben curati, nel progetto e, soprattutto, nella gestione.
Questo libro è indirizzato ai pianificatori, ma gli schemi cui si riferisce tendono a rompere le catene disciplinari, nella convinzione che il nuovo mondo che si sta preparando non farà nessuno sconto a chi pensa ancora in termini di recinti. Nel mondo liquido intuito da Bauman quello che conta è il contesto: persino alcune categorie di giusto/sbagliato dipendono dalle condizioni in cui agiscono i processi e tutto quello che è preconfezionato rischia il naufragio. Ecco che allora l'archè non è nelle regole, ma nella cultura e nel relativo saper fare. Su quale cultura, questo libro vuole dare il suo piccolo contributo.

Antonio Leone, professore ordinario di Ingegneria del territorio presso l'Università degli Studi della Tuscia ed il Politecnico di Bari, è autore di numerosi testi, articoli scientifici referenziati e sperimentazioni sulla pianificazione territoriale e paesaggistica.

Federica Gobattoni, assegnista di ricerca presso l'Università degli Studi della Tuscia, si occupa di pianificazione urbanistica e territoriale, modellistica ambientale, decision-support systems nella pianificazione ambientale e territoriale.

Raffaele Pelorosso svolge da anni le sue attività di ricerca presso l'Università degli Studi della Tuscia. Si occupa di pianificazione urbanistica e territoriale, infrastruttura verde urbana, servizi ecosistemici, dinamiche del paesaggio e modellistica ambientale.

Indice
Premessa
Parte I. Teorie e concetti
Cos'è la complessità
Importanza della statistica e magia della probabilità
(I modelli di crescita e decrescita; Il problema dei big data; Un esempio di analisi dei processi: le curve evolutive del paesaggio)
Importanza della fisica
Importanza della termodinamica
(Le leggi della termodinamica; L'entropia; L'esperimento concettuale del diavoletto di Maxwell; La freccia del tempo; Freccia del tempo e impatto ambientale; Gli insegnamenti per il pianificatore)
Efficienza e paesaggio
Pianificare sistemi a bassa entropia
Parte II. Casi applicativi
Sistemi urbani a bassa entropia
(La strategia low-entropy per la pianificazione di Nature-Based Solutions (NBS); Gestione low-entropy delle acque meteoriche attraverso NBS: un caso applicativo nella città di Bari; Il modello di struttura sistemica low-entropy in SWMM; Gli indicatori di entropia proposti; Lo scenario NBS; Chiusura dei cicli)
Sistemi rurali a bassa entropia
(Esempio numerico: il lago di Vico)
Riferimenti bibliografici.